Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: Recensione dell’Episodio 11.10 – The Bed’s Too Big Without You

The Bed’s Too Big Without You” è un canto di lode, poetico e disperato alla solitudine, la compagna di alcuni, la nemesi per altri. Il grande tumore che Meredith, la Bailey e Maggie saranno impegnate a rimuovere per l’intera durata dell’episodio, rappresenta metaforicamente questa solitudine che si insinua con perfida spietatezza, continuando a crescere a dismisura, nelle piccolezze di tutti i giorni: un letto vuoto, un’incapacità a condividere la vita con qualcuno, una paura di rimanere da soli, una insicurezza sul lavoro, un tumore dal quale non è possibile scappare.

ImmagineMeredith è sicuramente la persona maggiormente soggetta a questo tipo di abbandono. E non parliamo, in questo caso, di un puro abbandono dell’anima, ma di una separazione che può toccare con mano: Derek è andato via, e stavolta per davvero. Questa lontananza, sommata a quella di Cristina che ora viaggia su di una lunghezza d’onda decisamente diversa dalla sua, la costringe a colmare il vuoto di quel letto troppo grande col caldo respiro di Zola e Bailey, a fantasticare su un Derek in 3D, ad accontentarsi della compagnia di Alex. “C’è una ragione, se dicevo che sarei stata bene da sola: non è perché pensassi che sarei stata felice da sola, era perché se pensavo che avessi amato un uomo, e poi fosse finita, avrei potuto non farcela. E’ più facile, stare da soli: perché se impari che hai bisogno dell’amore, e poi non lo hai? E se ti piace, e ti appoggi ad esso? Se fondi la tua vita su di esso, e poi tutto crolla? Potresti sopravvivere ad un dolore del genere?” Diceva  Meredith solamente 3 anni fa. Il paradosso costante di un passato fantasma dal quale, arrivati ad un certo punto, si sente il viscerale bisogno di separarsi: condannata ad una vita di solitudine, abituata all’assenza della madre, incapace di legare con chiunque, dopo aver deciso di non aver bisogno di nessuno, Meredith si lascia andare, e si ritrova a fronteggiare una di quelle paure che non avremmo mai immaginato avrebbe potuto sconfiggerla.

Greys-Anatomy-11x10-2Callie ed Owen fronteggiano il problema della necessità di ricominciare da soli. “Voltare pagina, ricominciare. Come se fosse più facile: chiedilo ad uno che spinge un masso sopra una montagna. Ricominciare non è facile per niente.” Era la Meredith di 4 anni fa a parlare. I due sono costretti ad affrontare un altro tipo di abbandono: per Owen la partenza di Cristina è una definitiva ed amara presa di coscienza. La vita va avanti, ma è una completa stasi di giorni vuoti che si susseguono l’uno all’altro. Anche questa è un’assenza presente che si può toccare con mano: con flashback, con continue citazioni. “Cristina avrebbe fatto”, “Cristina avrebbe detto”. Il segno indelebile di una persona che è entrata sotto pelle e, nonostante tutto il male, non riesce ad andare via. Quello sfiatatoio dell’aria dove Owen e Cristina erano soliti recarsi quando volevano staccare la spina ed avere un momento personale, diventa ora per Owen l’unico mezzo per ridurre la lontananza con la donna che ama. Callie, invece, prende consapevolezza della separazione da Arizona a piccole dosi quotidiane. A differenza di Owen, Callie è quel tipo di persona capace di rialzarsi più forte di prima ad ogni caduta: niente riesce a smorzare la sua voglia di fare, di trasmettere amore, di donarsi agli altri. Eppure quando ha la possibilità pratica di poter andare avanti, si rende conto che le intenzioni non fanno di certo l’azione. La paura è quella di ripercorrere un passo dopo l’altro tutti quei faticosissimi momenti coronati, per entrambi, nel matrimonio, e che, per entrambi, si sono rivelati essere fallimentari. Non è facile aprirsi di nuovo con qualcuno che ci ha fatto soffrire, ma non è facile nemmeno aprirsi con qualcuno di nuovo. “Abbiamo consumato tutta la nostra felicità?” si chiede Callie. E’ questo quello che spetta ad entrambi, d’ora in poi?

ImmaginePer Jackson ed April, invece, la solitudine si mostra sotto forma di una incapacità di comprendere l’altro. Mentre Jackson pensa come un dottore e suggerisce l’aborto se dovessero risultare positivi i test sulla malattia congenita del bambino, April pensa da donna cattolica e, nonostante sia a conoscenza dei rischi che porterebbe continuare la gravidanza, è fermamente convinta a volerla proseguire. Quanto può essere difficile non essere capiti dalla persona su cui si fa maggiormente affidamento. E la solitudine dinanzi ad una scelta difficile senza ricevere appoggio, viene spezzata dalla presenza confortante di madre, e dall’assenza percepibile di Dio. Mentre Jackson, percepibilmente presente lì, assieme a lei, sembra di non poter essere di alcun tipo di aiuto.

Infine, Amelia e la dottoressa Hermann rappresentano due tipi di solitudine completamente differenti, eppure, a causa degli eventi, completamente concatenati: da un lato la solitudine dinanzi ad una scelta lavorativa arrischiata che sembra non essere capita e sostenuta da nessuno, e dall’altro a solitudine che spesso comporta il riporre fiducia in speranze che già si sa, a priori, che risulteranno essere un mero fuoco vacuo nell’oscurità.Immagine

“In fin dei conti, anche quando sei con qualcuno, o nel trambusto caotico delle persone, sei comunque da solo. L’unica persona su cui puoi contare, su cui puoi fare affidamento, su cui puoi dipendere, dev’essere te stesso. Diventa una scelta.”

Per restare sempre aggiornati su Grey’s Antomy, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Grey’s Antomy Italia, Mi nutro di serie tv, Thank God is Tursday – SHONDALAND, Prendi me, scegli me, ama me

Comments
To Top