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Grey's Anatomy

Grey’s anatomy: recensione dell’episodio 11.07 – Could We Start Again, Please?

La chiamerò “Grey’s anatomy o La-serie-Fenice”. Sì: la fenice, l’animale che risorgeva dalle sue ceneri. Perché? Perché in questi 11 stagioni il telefilm “principe” di Shondaland ha avuto a che fare con varie tipi di ceneri: materiali e non. Ci sono state le ceneri di edifici in fiamme, le rovine di relazioni ormai al capolinea, i resti di persone ormai al termine della loro esistenza, e poi ci sono state soprattutto le “ceneri” di una serie che pareva ormai aver finito il suo percorso, non aver più nulla da dire.

Ma Grey’s Anatomy dalle sue ceneri è sempre risorta, perché Shonda sua madre è capace di creare episodi come questo.

Un episodio in apparenza “come tanti altri”, senza disastri colossali, stragi, uragani, tempeste, aerei che precipitano o schianti contro camion: un episodio “normale” e per questo bellissimo.Greys 11x07 “Could we start again, please?” è una puntata intrisa di umanità e di plausibilità ed è questo che la rende davvero ben riuscita. In essa, inoltre, ritornano finalmente i tre elementi-chiave che hanno reso in passato Grey’s una serie vincente:

  • Temi e dinamiche (tra personaggi) tra personaggi sempre nuovi
  • Bravi attori
  • Casi clinici appassionanti e commoventi

Non manca nulla. Il risultato è un “Grey’s Anatomy” che ha perso lo smalto, assolutamente unico e irripetibile, di un tempo, ma che si lascia guardare e riesce persino a stimolare la curiosità e la sim-patia dello spettatore. Forse contribuisce a questo “nuovo inizio” il fatto che tanti personaggi di seconda generazione, come Avery o come la Kepner, sono ormai nella serie da ben 5-6 stagioni tanto che si sono costruiti un certo “spessore” e una storia pregressa all’interno del telefilm.

Commentando questo settimo episodio possiamo affermare che un buon 70 percento di questa puntata sia dedicato ad Amelia Sheperd e al caso trattato dalla Robbins: si tratta di due ottime scelte di scrittura direi, dal momento che questi paiono i due personaggi che maggiormente possono dare “aria nuova” alla serie… senza forzature. Il rapporto Hermann – Robbins è certamente intrigante e originale l’idea che le due debbano compiere una sorta di “lotta contro il tempo” per salvare un patrimonio scientifico dall’oblio della malattia. Greys 11x07Anche qui, però, mi permetto di evidenziare un paio di pecche: alcuni modi della Hermann sono troppo calcati, insomma non può trattare Arizona come una liceale! E, soprattutto, risulta un po’ forzato che lei, malata, sia stata “nascosta” tutto il giorno ad osservare per vedere come Arizona operava. Ma vabbe, ci zittiamo pensando alle emozioni che il caso madre-figlio prematuro ci ha fatto provare: non tanto per il pathos che questo personaggio ha suscitato in noi (la donna è quasi ignota a noi spettatori) quanto per quello che questa paziente è riuscita a tirare fuori nei chirurghi che hanno cercato di salvarla. Il suo declino fisico incontrastabile costituisce la sequenza più emozionante di questa undicesima serie (e forse anche una delle migliori delle ultime 2-3 stagioni). Ed Amy? Interpretata da una splendida Caterina Scorsone, la sorellina Sheperd (destinata forse, a causa del suo cognome, ad essere per sempre ad essere “-ina”) si trova faccia a faccia con il suo terribile passato da tossicodipendente quando una persona che la conosce al di fuori dell’ospedale, per caso rivela a tutto il Grey Sloan Memoria Hospital cosa è accaduto anni prima. La Scorsone dimostra ancor di più in questa occasione quanto il suo contributo sia essenziale alla serie:una brava attrice e un buon personaggio riescono davvero a inserirsi in qualunque contesto e dargli qualcosa in più…ne abbiamo un esempio guardando a che splendida coppia Amelia formi con Richard: una coppia assolutamente “inedita” e anche per certi versi “improbabile” che, invece, è protagonista di momenti molto profondi.Greys 11x07

Amy doveva essere, prima che il passato arrivasse ad allontanarla di nuovo dal suo futuro, il chirurgo di riferimento per una anziana donna arrivata in ER morta (o almeno così si credeva) abbracciata al marito che proprio non voleva perderla per sempre. Si era trattato di un inizio molto forte per questo episodio e che già aveva indicato il valore della puntata. Tra il dire e il fare (un’operazione), però, c’è dimezzo non soltanto un ex-tossica chiacchierona ma anche e soprattutto un fratello invadente –da sempre- e particolarmente confuso e depresso in questo periodo. Morale della favola? La dott.ssa Sheperd viene rimossa dal caso e quasi Derek con il suo “silenzio assenso” fa licenziare la sorella per prendere il suo posto. Che potere hanno le parole? E ancor più precisamente, quanto potere hanno le parole non dette? E’ una delle tante riflessioni che questi 40 minuti ci suggeriscono.

Greys 11x07Alla fine dei giochi la crisi è sventata e Amelia, per il bene del Grey Sloan Memorial Hospital e della serie intera, resta. Quanto a Derek: lo lasciamo all’interno di uno dei suoi tanti momenti di crisi. Ormai conosciamo Derek e l’andamento sinusoidale del suo umore, fatto di momenti euforici e voragini disforiche come questa: tre stagioni fa l’abbiamo visto quasi-schiantarsi con l’auto, tre serie prima tirava colpi di mazza da golf ad anelli di fidanzamento. In altre parole: gli passerà, prima o poi. Per quel che può valere, non è il solo a trovarsi in un brutto momento gli fanno tristemente  compagnia Callie, Arizona e la loro…Odissea senza fine.

Arrivati a questo punto, quindi, che fare? Il titolo della puntata sembra forse offrire a loro (e a noi) una soluzione, tanto apparentemente banale quanto sincera. Quando ci si rende conto di essere in una situazione senza uscita, quando si ha “rocked the bottom”, o si molla la presa o si prova ad andare avanti, senza cancellare il passato ma cercando di usarlo come base su cui ripartire…Non resta allora nient’altro da fare chiudere gli occhi e sussurrare, tutto d’un fiato, quasi fosse una formula magica: “Possiamo ricominciare, per favore?”.

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