fbpx
Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 10.20 – Go It Alone

È finalmente giunto il giorno in cui Cristina Yang vincerà il suo primo Harper Avery. Oppure no? Da due episodi non si parlava d’altro e veniva dato per scontato che la vincitrice sarebbe stata proprio Cristina. E invece…

greysanatomy_10x20_3Partiamo dalla fine di questo episodio per poi ritornare sui nostri passi. Come detto erano ormai due episodi che gli sceneggiatori facevano di tutto per far crescere la tensione in merito a questo premio. Ammetterò di averlo dato anche io per scontato per quasi tutto l’episodio e di aver avuto il primo dubbio quando ormai a pochi minuti dalla premiazione un altro medico presente afferma una cosa tipo “Lei è ancora una specializzanda vero? È molto promettente che sia già stata nominata a una così giovane età”. In effetti spesso dimentichiamo come Cristina e gli altri siano ancora giovani per il mondo medico. Stanno ancora ultimando la loro specializzazione. Quando questa frase è stata pronunciata ho realizzato che Cristina non avrebbe vinto. Ma nella mia testa ho iniziato a ipotizzare il nome di colui che avrebbe potuto vincere (senza fare spoiler è colui che si vocifera stia per fare ritorno per alcuni episodi). Era ormai una certezza ma poi dalla bocca della madre di Jackson è uscito il nome di un perfetto sconosciuto. Questa cosa mi ha fatto quantomeno innervosire. Se Cristina non può vincere non può farlo qualcuno che conosciamo in qualche modo così da dare una spinta motivazionale a Cristina?

Tralasciando Cristina questo episodi è stato a mio avviso molto interessante per le tematiche trattate. Per una volta Grey’s Anatomy tiene i piedi per terra e affronta tematiche reali come le difficoltà nel gestire tutti gli impegni quotidiani e le scelte di una giovane coppia sposata in merito al loro futuro.

greysanatomy_10x20_1Derek è sopraffatto dalla ricerca per il Presidente e da quella con Callie che stavano sempre più rubando posto alle ore di insegnamento o addirittura operatorie. Quando finalmente iniziamo a pensare che anche McDreamy sia in fondo umano ecco arrivare Owen che lo critica per aver messo in secondo piano due aspetti molto importanti per l’ospedale: l’insegnamento e la chirurgia. Derek fa del suo meglio e recupera terreno. Si ricorda persino di affidare i suoi figli a Callie e Arizona anche se dimentica di avvisare Meredith terrorizzandola. È chiaro che nella coppia Derek/Meredith qualcosa deve cambiare. Nessuno dei due sembra disposto a rinunciare alla propria carriera e non capisco perché non abbiano ancora pensato ad assumere una tata a tempo pieno. Già al momento vedono molto poco i propri figli ma almeno così avrebbero la serenità mentale di saperli al sicuro con una persona fidata.

Callie e Arizona sono tornate ad essere in perenne idillio. Forse fin troppo velocemente. In modo ancora più affrettato le due decidono di avere un altro figlio e questa volta sarà Callie a portarlo in grembo. Di chi sarà però il bambino? Mark non è più, sfortunatamente, disponibile. Sceglieranno un donatore anonimo o chiederanno nuovamente a un loro conoscente? Alex magari?

greysanatomy_10x20_2Ma la coppia che più si è trovata in difficoltà è forse quella di April e Jackson. Sono molto combattuta su questa coppia. Personalmente non sono credente e il mio modo di vedere la vita è sicuramente più vicino a quello di Jackson ma posso immaginare cosa la religione rappresenti per April. Un po’ forzato il discorso di partenza da cui parte il loro litigio: anche io fatico a capire perché un genitore non vorrebbe fare di tutto per migliorare la vita del proprio figlio. Decidere dell’operazione che potrebbe ridare al proprio figlio l’udito è ben diverso dal decidere se crescere un figlio secondo la religione cattolica. Inoltre Jackson non mi sembra contrario alla religione. Non è credente (anche se come afferma lui crede nella scienza) ma non mi sembra provi odio o sentimenti negativi nel confronti dei credenti. Ne ha sposata una in fondo. Tra i due paradossalmente, mi sembra sia April la meno tollerante e colei che si ritiene superiore in quanto credente. La cosa più divertente in tutto questo è che nessuno si domanda cosa vorrebbe il futuro bambino. Spesso noi adulti imponiamo delle scelte anche abbastanza importanti per egoismo. La religione dovrebbe essere un atto volontario, di fede appunto. Personalmente credo che un figlio possa essere cresciuto secondo i precetti di una religione (che spesso sono poi quelli del buon senso) e lasciare poi alla singola persona la scelta di essere cattolico, mussulmano o buddista quando ne avrà coscienza davvero.

Nella totalità un buon episodio, piacevole ma sicuramente sottotono rispetto alle aspettative. Se non vivete sottoterra sapete cosa dovrebbe succedere nei prossimi episodi… che questo fosse solo la calma prima della tempesta?

Comments
To Top