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Grey's Anatomy

Grey’s anatomy: recensione dell’episodio 10.19 – I’m winning

Quello che ci fa amare così tanto i telefilm è come assomiglino dannatamente alla vita reale. Se pure  mascherate dalla finzione e dall’idealizzazione, le serie TV ci conquistano anche perché conservano alla loro base i meccanismi della vita di tutti i giorni: ci sono alti e bassi, ci sono i momenti “no”, ci sono le grandi emozioni… Ci sono, come nella nostra esistenza, momenti di stallo necessari per farci apprezzare di più le grandi gioie che il destino ci serba. Il problema, in una serie come nella nostra vita, sorge quando i periodi di buio si protraggono troppo a lungo e non solo ci si dimentica che sapore abbia la felicità travolgente, ma si ha l’idea che tutto manchi di direzione e di motivazione. Grey’s anatomy, arrivata alla decima stagione, dà un po’ questa sensazione: quella di una quotidianità un po’ spenta, incapace di conquistare ogni giorno lo spettatore.

Grey's 10.19E’ come se Shonda avesse travasato tutti i momenti esaltanti della suo genio creativo sulla east coast (Scandal) e avesse lasciato a Seattle solo le giornate di pioggia, vento e noia.  Certo, ci sono momenti più toccanti (es. 10×15 “Throwing it all away”) ma le puntate di passaggio tra un episodio ben riuscito e l’altro risultano un po’ piatte e noiose. Ciascuno di noi fan accaniti conosce benissimo la sensazione di non riuscire a smettere di guardare la serie: i 40 minuti volano ed  è un attimo lasciarsi prendere dall’emozione e metter su la puntata successiva, perché non si può aspettare per sapere come prosegue la vicenda! Ecco questo in Grey’s anatomy non succede più. I 40 minuti di “I’m winning” passano lenti, molto lenti, tanto da dare l’impressione allo spettatore di trovarsi a vivere passo dopo passo la giornata dei medici del Grey Sloan Memorial Hospital. Realistico, certo! Ben fatto, sicuramente! Ma niente più brividi.

L’inizio mi aveva regalato qualche speranza: scena spassosa di Meredith, Alex, Jo e Cristina in attesa della telefonata – conferma di “nomina” per il premio  Harper Avery. Ma il guizzo “brillante” di questo 19esimo episodio si esaurisce in pochi minuti. Gli altri 37 c.a. passano mostrandoci come vanno avanti i casi medici presentati nell’episodio precedente… E’ una bella cosa questa continuità: in fondo siamo in chirurgia non all’ER di County General Hospital, i pazienti vengono verosimilmente seguiti più a lungo e questo permette di sviluppare una certa “simpatia” nei loro confronti. Certo però che le vicende dei 3 fratelli cardiopatici e quella de bambino in isolamento non risultano particolarmente  coinvolgenti… Sono “di routine”, senza picchi emotivi.grey's 10.19

Il brutto, quello che mi fa essere parecchio titubante sul futuro della serie, è che nemmeno un evento extra-ordinario come la nomination per l’Harper Avery riesce a scuotere Grey’s dal torpore in cui si trova. Neppure una festa, anzi “festona” fin troppo eccessiva per una che non ha ancora vinto, scuote del tutto la serie da quel torpore. Un lato positivo di questa “lentezza” della storyline è certamente la cura con cui si trattano problemi minuti e quotidiani, come l’assestarsi della coppia sposata “Kepner-Avery”, finalmente vediamo un aspetto molto pratico (il dislivello economico e la differenza di abitudini sociali) dell’essere sposati. Consoliamoci, nemmeno per loro è tutto “sole cuore amore”. Veramente simpatica April in costume perché ha finto la biancheria, arguta e sottile è anche la trovata di far organizzare a Meredith un brindisi solo per “coprire” la sua gelosia. In altre parole: la serie è curata, ma manca di sostanza. Tale carenza si nota meno se la vicenda centrale dell’episodio è su di un singolo personaggio (Cristina, Calzona ecc.) ma si rivela in modo lampante quando si vogliono portare avanti in contemporanea tante vicende tutte di “media forza”: nessuna di esse in grado di suscitare davvero la curiosità dello spettatore. Tante parole, tanti propositi, “Innovation and ispiration”: ma… davvero noi dovremmo esaltarci come i tirocinanti per la creazione di condotti con stampante 3D?.

grey's 10.19Il punto è che il pubblico di Grey’s ama le emozioni che si generano in quell’ospedale (non tanto le tecniche mediche), però arrivata alla decima edizione è difficile trovare spunti originali senza ridursi a far “scoppiare” le coppie storiche, o facendo accadere disastri immotivati ogni tre per due.

Mi concedo ora uno zoom su una scena in particolare: il dialogo tra Callie e Arizona sulla questione “figli”, fuori dall’ospedale a fine puntata. L’ho trovata grottesca. Né comica, né tragica, diciamo insulsa. Nota positiva? Loro stesse sembrano ridere di ciò che gli viene fatto fare : “why are we arguing?”, si chiedono. Della serie: ma perché stiamo facendo della cagnara gratuita?.

Non lo sanno, e a mio avviso non lo sa neppure Shonda.

Si avverte una generale stanchezza all’interno delle dinamiche di questo telefilm, una perenne sensazione di “già visto/già sentito”, che non toglie la qualità di certe scene o battute, ma viceversa non permette di arrivare spesso a dire “Oh, che gran bell’episodio!”. La Rhimes mi pare sospesa, tra un passato che non regge più ed un futuro alquanto nebuloso. Un po’ come i “suoi” Cristina ed Owen i quali, alla fine dei conti, si trovano bene soltanto l’uno accanto all’altro nella stanza dell’impianto di ventilazione. Non resta che sperare che Cristina vinca questo Harper Avery e che, per estensione, la serie nel suo complesso abbia una svolta decisiva.

In fondo mancano solo 5 episodi dalla fine di questa stagione e ce n’è un’altra in arrivo l’anno prossimo.

Best quote: “My mum went back home and she said to me that she didn’t win the Harper Avery…she earns it.

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