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Grey's Anatomy

Grey’s anatomy: recensione dell’episodio 10.17 – Do you know?

La linea che Grey’s anatomy sta tracciando in questi ultimi episodi ricorda quella che segue chi sta scrivendo una lettera, una lettera di addio. Colui parte per un viaggio, che potrebbe finire per essere senza ritorno, allora si  premura di non lasciare nulla in sospeso, di  saldare ogni conto, di chiudere ogni storia.

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Shonda sembra essere intenta a fare proprio questo: dedica ogni puntata ad una coppia di personaggi e alla loro “questione”, per ora, irrisolta. Callie&Arizona, poi April&Jackson, ora Cristina&Owen.

Do you know?” è una piccola perla, un episodio di rara intensità. All’ottima riuscita della puntata contribuisce, ovviamente, anche l’estrema bravura di Sandra Oh e Kevin Mckidd: lei soprattutto, è incredibilmente  istrionica e non butta via nemmeno una battuta… è capace di far ridere, far riflettere, lasciare senza parole: insomma è splendida in ogni sua interpretazione. L’avevamo dimenticata questa Cristina, dispersa nella trama confusa (e oserei dire poco consistente) della decima stagione. Ne eravamo tristi, consapevoli che questa sarebbe stata per giunta la sua ultima stagione: Cristina meritava e merita un addio coerente, non per forza “a lieto fine” ma che dia perlomeno l’impressione di essere “appagante” e plausibile. Questo diciassettesimo episodio contribuisce al raggiungimento di questo proposito: la narrazione viene sospesa per zoommare su di lei (una colonna dello show) e mostrarci cos’ha nel cuore. Già dai primi istanti si capisce che la puntata sarà da ricordare in quanto la tensione è subito alta: si tratta di un caso medico disperato ed estremamente tragico. Un uomo resta paralizzato e gli viene data la possibilità di scegliere se rifiutare i sostegni meccanici che lo tengono in vita, o continuare la sua esistenze  restando in quelle condizioni per sempre.

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Do you know who you are? Do you know what’s happening to you? Do you want to live this way?” Sono le 3, cruciali domande che la dott. Yang pone al paziente, e i restanti 35 minuti ci mostrano come andrebbe la vita di costui nel caso egli rispondesse “yes” oppure “no”. Ma a seconda della sua risposta non vediamo variare solamente la sua vita ma anche quella del nostro caro cardiochirurgo, la quale, spinta dalla morte di Jason sarebbe portata a dichiararsi ad Owen e piegarsi ai sogni del compagno: avrebbe figli, porterebbe avanti una carriera da chirurgo mediocre… finendo depressa a piangere su una vita “screwed up”. Se invece il paziente quadriplegico dicesse “no”? Allora vedremmo Cristina tentare nuovamente una relazione con Owen ma continuando imperterrita nelle sue idee, fino a spingerlo alla depressione, all’alcolismo e al licenziamento per negligenza.

Ecco: claustrofobia credo sia la parola che meglio descrive la reazione psicofisica che ho provato guardando questa puntata. Bella, intensa, ma anche un po’ opprimente…perché si ha l’idea che loro due non siano affatto “meant to be” o meglio, lo siano ma il suddetto destino implichi anche l’essere “predestinati alla sofferenza”. Non pare esserci soluzione scevra da dolore, l’uno deve soccombere, l’altro deve per forza soffocarlo per affermare la sua (e solo la sua!) felicità. Solo un aspetto di questo episodio mi lascia un po’ perplessa: Meredith e Cristina fino a poco tempo fa erano passate dall’essere le  “persone” l’una dell’altra a guardarsi in cagnesco, ora invece sono nuovamente inseparabili. Ma quando e come hanno mai messo a posto tutto? Io non c’ero, o se c’ero dormivo(?).

Greys 10x17Chiarisco meglio: tutto torna come prima, soltanto ad un certo livello. Stesso letto matrimoniale in cui stanno distese a fissare il soffitto e dirsi  reciprocamente  tutto ciò che sentono dentro, stesso uomo su cui ragionare (Owen), stesse conclusioni a cui giungere (“I need help, don’t let me go back to him. For his good and mine”). Tutto questo però è rimasto invariato solo per Cristina, che vive le stesse dinamiche sociali e abita negli stessi posti in cui si trovava quando era ancora una tirocinante, essa  ha però ormai maturato un altro modo di guardare alla sua vita  ed ha il viso segnato da qualche ruga di troppo per poter semplicemente bere tequila e passare  sopra ai suoi problemi.

Dopo i voli pindarci pluriennali ritorniamo, a fine episodio, al punto di partenza: riascoltiamo per la terza volta le 3 domande. La risposta reale che Jason dà è “Yes” – staccate tutto, lasciatemi andare in pace. E allora? Cristina imboccherà la strada dell’amore ad ogni condizione e lascerà l’Harper Avery a Ross? La logica direbbe di sì, ma poi, proprio al momento in cui (il sogno ce l’aveva pronosticato) Cristina incontra Owen, anziché corrergli incontro e gettare definitivamente le armi al sentimento, la Yang accetta un consulto e si allontana così da un destino che pareva già scritto. Come a dire “c’è una terza strada” tra le due infelicità, c’è una linea sottile che passa tra il sì e il no, c’è l’equilibrio del maybe: in esso tutte le storie  sono  in potenza ed aspettano solo di essere scritte.

Chi saranno i protagonisti di questo nuovo capitolo della vita di Cristina, dove esso si svolgerà o dove la condurrà, lo scopriremo insieme da qui al 15 maggio.

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