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Grey’s Anatomy: Recensione dell’episodio 10.16 – “We Gotta Out Of This Place”

Eccoci al nostro appuntamento abitudinario col drama più drama che la dea nera della drammaticità potesse mai partorire: Grey’s anatomy. Esatto, dico bene: un appuntamento abitudinario, perché più che motivata dalla sana voglia di trascorrere quaranta minuti staccando dalla realtà, se continuo a seguire lo show è solo ed esclusivamente per un codice morale che mi impedisce di non guardalo più e che si chiama abitudine (sì, sono già partita col dente avvelenato, quindi niente di buono per questa puntata ragazzi miei). Se chiedete ai miei amici, tutti vi possono confermare che sono una persona malinconica e, da malinconica doc, vi assicuro che sento fortemente anche la mancanza del vecchio Grey’s. Per quanto possiamo essere tutti sprizzanti di gioia che la nostra serie preferita venga rinnovata anno dopo anno, ci rendiamo conto che più andiamo avanti e più sarebbe stato necessario, forse, non raggiungere la doppia cifra e fermarsi alla nona stagione.

Perché? Prendiamo ad esempio l’episodio appena andato in onda negli USA questo giovedì, “We Gotta Get Out Of This Place”. Dopo l’episodio bomba “arizonacentrico” della scorsa settimana, era da folli aspettarsi altri quaranta minuti pieni d’emozione; infatti, Shonda sembra aver perso il suo tocco magico: a puntate mistiche e rivelatrici alterna un numero sempre più alto di episodi-spazzatura.

greys-anatomy-10x16-richard-owen-promo-08_midL’episodio inizia con Richard che incontra una serie di colleghi in ascensore che gli augurano buon compleanno (non può mai essere che gli organizzano un’altra ennesima festa a sorpresa come è già successo 34905 volte nel corso delle serie, e invece sì) ma la giornata prende una brutta piega quando Owen gli consegna un catalogo che possa aiutarlo a valutare l’ipotesi di andare in pensione. Effettivamente, se ci facciamo due conti, Richard praticava già quando Meredith era piccola e ora Meredith è uno strutturato, dovrebbe più o meno avere l’età di Nostradamus, ma anche questo è un altro argomento trito e ritrito (quante volte Richard si è fatto venire la genialata di lasciare la medicina? ho perso il conto anche di questo).

All’ospedale si presenta senza preavviso la Mortisia nera della situazione, la madre di Jackson, che propone ai freschi sposini un contratto post-matrimoniale. Ferito nell’orgoglio per aver permesso ancora una volta alla madre di entrare abusivamente nei suoi affari privati, Jackson decide di non darle corda, al contrario di April che, assolutamente disinteressata ai soldi della famiglia Avery, acconsente invece a firmare i documenti. Ma i due cadono come pere secche nella trappola della mammina: quando si ripresenta l’occasione di discuterne ancora, Catherine lancia una gigantesca bomba ad orologeria su come verranno allevati i figli di due persone aventi mentalità e religioni diverse, cosa che manderà un po’ in confusione Jackson e April alla fine dell’episodio (manco due minuti di felicità per ‘sti cristiani, ma è ‘na maledizione). Jackson, comunque, si scuserà con la madre per averle fatto sapere di essersi sposato solo a cose fatte. E’ interessante vedere con quanta precisione gli sceneggiatori delineino, episodio dopo episodio, il personaggio di Catherine: una donna che ha dovuto adeguarsi, anche se non sempre volontariamente, alle restrizioni che implicano il far parte di una famiglia potente come quella degli Avery.

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Tuttavia a questa caparbietà, questa durezza d’animo, questa asprezza, intolleranza verso tutti, iperprotettività nei confronti di Jackson si oppone il candido, dolce e smisurato amore nei confronti di Richard. E dunque, anche nel corso di un solo episodio, com’è capitato in questo, ci manda un po’ in confusione il continuo cambio d’atteggiamento di Catherine, nel tentativo di capire quale sia la sua vera indole, se di donna possessiva o di donna che vuole essere amata. Nel frattempo Alex cerca di convincere Jo a firmare le carte che legalizzino la loro relazione sul lavoro (sì, ma se tutti fanno così poi, stiamo di nuovo punto e d’accapo…vabbè), Meredith ha assunto un ingegnere biomedico per cercare di far funzionare la vena porta stampata in 3D, mentre Cristina continua col suo trial clinico già piuttosto in stato avanzato e, giustamente, avendo tempo da perdere, si diletta nella creazione di profili on-line per far sì che il suo ex marito, nonché l’uomo con cui è stata a letto nemmeno un episodio fa, trovi la sua anima gemella.

Spendo due paroline per questa story-line giusto per: Oh-Gesù. Il riavvicinamento tra Cristina e Owen perde totalmente di credibilità per due motivi: il primo è che sappiamo tutti quanti che la Oh lascerà lo show alla fine della decima serie, quindi un happy ending per loro è decisamente out! Secondo, ma sbaglio o Cristina aveva abortito il figlio di Owen e si era portata anche innumerevoli volte a letto Shane? Lui fino a sei episodi fa non la odiava, non la ignorava, non era felice con una donna che voleva le stesse cose che voleva lui? Dal prossimo episodio, per piacere, chiamiamolo ZerbinOwen, renderebbe maggiormente l’idea.

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L’unica story-line degna di un accenno privo di commenti sarcastici da parte mia sembra essere il litigio tra Callie e Derek; quest’ultimo si sente di essere con le mani legate e di non poter continuare a condividere i sensori con il trial di Callie che avevano iniziato assieme, ma un discorso particolarmente sentito da parte della sua amica, la quale lo fa riflettere sulla bontà d’animo che l’ha sempre caratterizzato e sul fatto che non è tipo da lasciarsi manovrare da entità più potenti, lo spingerà a fare pressione sulla commissione governativa in modo tale che possano trovare e mettere in pratica una soluzione alternativa che consenta anche al trial di Callie di continuare con gli stessi sensori senza interferenze. Stand-

by per la story-line della Bailey (ma secondo voi è guarita? Quelle 3 settimane di vuoto totale dopo il matrimonio della Kepner non ci hanno fatto capire un tubo), stand-by per le Calzona (beh, spezzo una lancia a favore e dico: sono due serie che Shonda non fa altro che farle litigare e separare e litigare e separare ancora, perciò un po’ di tranquillità ci vuole), stand-by per Stephanie e Leah, stand-by per Shane, che manco ho mai capito il momento esatto in cui si è ripreso dal suo stato mentale da pazzoide schizofrenico, stand-by infine anche per Derek e Meredith, la quale odia suo marito per cinque minuti, poi torna a parlargli, poi lo odia di nuovo. Per fortuna Shonda ci riserva una ciliegina sulla torta alla fine dell’episodio sfavillante: Owen propone a Richard di diventare direttore responsabile degli specializzandi (ma…come…fino alla mattina prima voleva farlo andare in pensione…bah) con un Richard contento di non dover ancora fare le valigie dal Seattle Grey-Sloan memorial.

PERSONAGGIO DELL’EPISODIO: Il personaggio di April è uno dei pochi che è maturato nel corso di queste quattro stagioni ad una velocità supersonica. Penso che tutti ce la ricordiamo nei panni della specializzanda goffa e insicura che istericamente faceva da segretaria all’allora capo di chirurgia, Derek e che fu licenziata la bellezza di due volte. Ma non appena la ragazza di campagna che era in lei è andata via, April è diventata capo degli specializzandi, è diventata un chirurgo di pronto soccorso impeccabile, sicura di sé e confidente, e ha avuto il coraggio di scegliere la cosa più giusta per sé, Jackson, anche se forse non la più giusta in generale (lasciare Matthew all’altare non è stato molto carino). In questo episodio riesce a tenere ottimamente testa al capo della famiglia Avery: ammettendo la sua colpa, quella di aver agito impulsivamente, si scusa, assicurando che qualsiasi problema Catherine creda possa sorgere nell’educazione dei figli, lei e Jackson la risolveranno a tempo debito perché non verrà mai a mancare l’unica cosa di cui hanno bisogno per superare ogni cosa, ovvero l’amore.

10.16 We Gotta Out Of This Place

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mmorìn92

Amo i libri, il cinema, la fotografia, l'arte, l'architettura e soprattutto...i telefilm! Amo, insomma, la vita. Ma una "biographical info" sarebbe davvero troppo riduttivo per descrivermi. Lascio quindi a voi l'ardua sentenza! https://www.facebook.com/MorinPhotographer?fref=ts

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