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Grey's Anatomy

Grey’s anatomy: recensione dell’episodio 10.09 – Sorry seems to be the hardest word

 Del resto lo cantava anche Elton John “It’s sad, so sad / It’s a sad, sad situation / And it’s getting more and more absurd / It’s sad, so sad / Why can’t we talk it over / Oh it seems to me / That sorry seems to be the hardest word.”  Ma perché “scusarsi” è la cosa più difficile? Siamo solamente  tutti così tanto orgogliosi per non ammettere di aver sbagliato, di aver fallito tanto o c’è qualcosa in più?. Grey’s anatomy questa settimana pare voler interrogarsi su questo all’interno di una puntata tutta incentrata sulla dott. Callie Torres. Una gioia per i numerosi fan di Sara Ramirez (tra i quali ci sono anch’io) ma anche un atto dovuto nei confronti di un personaggio che in questi primi nove episodi della decima serie era stato fatto stare fortemente in ombra: la nona serie si era chiusa  con il tradimento (ingiustificato) di Arizona e Callie distrutta che deve, ancora una volta, ripartire “from scratch” come la sua cartilagine? Nessuno di era degnato di darci particolari spiegazioni su come tutto ciò era potuto accadere, su come era stato possibile…Shonda in questa puntata prova a dare qualche risposta e (in parte) ci riesce.

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Il meccanismo è nuovo per Grey’s anatomy e possiamo dire che viene ripreso dal telefilm crime: vengono recuperati dei retroscena. L’episodio infatti si apre con una serie di flashback  facendoci vedere conversazioni, incontri, decisioni di Callie e Arizona nei mesi precedenti al tradimento e che dovrebbero apportare dati importanti per comprendere gli eventi futuri: ad esempio? Il fatto che le nostre due dottoresse avevano tentato di avere un secondo figlio e, udite udite, Arizona si era perfino proposta di essere lei la madre biologica. Era in seguito andata incontro ad un’inseminazione artificiale e a un aborto spontaneo. Ora: io apprezzo l’inserire questo nuova tecnica narrativa “a ritroso” tuttavia è un elemento che ci riporta, ancora una volta, a notare come questi personaggi ci siano proposti come degli uomini e donne in carne ed ossa di cui non possiamo vedere ogni istante della vita per cui alcuni fatti li vediamo, altri ci vengono raccontati, un po’ come si fa con i nostri amici insomma. Va bene la verosimiglianza con la realtà, va bene la confidenza con i personaggi e la serie, ma attenzione a non cadere nella routine! In fondo guardiamo telefilm anche per avere 40 minuti di “evasione” dalla nostra quotidianità no? Porto inoltre una seconda critica a questa scelta di storyline: la depressione post aborto come giustificazione del tradimento di per sé è plausibile ma pare una soluzione un po’ posticcia, nient’affatto pianificata alla fine della passata stagione, di fatti nel dialogo finale tra Arizona e Callie, la fedifraga tirato fuori come “colpa” della moglie la questione della gamba tagliata… non si parlava affatto di gravidanze finite in tragedia.

Tuttavia non voglio mettere in luce soltanto gli aspetti poco convincenti di quest’episodio, mi preme anzi sottolineare come questa puntata numero 9 sia ben fatta, intensa, con una buona introspezione psicologica sui personaggi e riesca a rialzare l’attenzione verso la serie, che negli ultimi episodi stava calando per scarsità di trovate brillanti. Il buon esito dipende anche dal fatto che si tratta di 40 minuti dove si intrecciano considerazioni sul rapporto Callie-Arizona, con lo svolgersi di una causa penale intentata contro la Torres da Trevis Reed, un campione olimpico di snowboard rivoltosi a lei per un’operazione quasi impossibile.

Il giovane, consapevole dei rischi, si era rivolto a Callie che intenta un trial mai eseguito in una sala operatoria ma purtroppo l’impianto non va a buon fine e il paziente deve subire una duplice amputazione per avere salva la vita. La preparazione delle sedute, gli interrogatori dei testimoni, il verdetto della giuria:  tutto ci dà chiare prove che la Torres non è colpevole e la giuria lo conferma assolvendola.  Ma su cosa si basavano le accuse del giovane che hanno permesso di portare la cosa in tribunale? Sul fatto che la Torres dopo l’amputazione, si era recata nella sua stanza a scusarsi per quanto accaduto, per come le cose erano andate, ma ciò (checché ne dica l’avvocato dell’accusa) non è un’ammissione di colpa.

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Farsi vedere dispiaciuta: “makes me human, doesn’t make me negligent!” afferma Callie con forza, e forse è proprio questa la frase che convince i giudici della sua buona fede nel compiere l’intervento. Abbiamo visto quindi un ulteriore aspetto di “difficoltà” dello scusarsi: scusarsi è mostrare debolezza e quindi dare un appiglio alla debolezza degli altri e involontariamente addossarsi le colpe di mezzo mondo. E poi? Poi per andare avanti non basta che qualcuno ci dica che siamo innocenti, occorre sentirsi tali, occorre che ciascuno di noi riesca a perdonare se stesso e questo a Callie pare difficile: con un’ottima scelta di regia infatti il momento del verdetto è reso in “soggettiva”, lo viviamo a tutti gli effetti “nella testa” della Torres tanto da non sentire il giudizio e dobbiamo dedurlo dall’espressione sollevata dei colleghi. Non sarà stata colpa sua, la giuria sarà d’accordo con questo, ma Callie non si perdona ciò che è avvenuto, soprattutto il non aver letto il tempo (e aver poi buttato via per eliminare le prove) una lettera in cui le comunicavano che l’impianto prostetico portava  ad infezioni letali.

C’è inoltre una terza “difficoltà” connaturata al “chiede scusa”, un ostacolo che sorge soprattutto per chi le scuse le riceve: l’accettarle e l’andare avanti. Ci porta a ragionare su questo l’arrivo di papà Torres. Egli è stato tenuto dalla figlia allo scuro del tradimento della moglie e la prima reazione di Carlos Torres (un bravissimo Hector Elizondo) è formidabile “What happened to all the i‘m-a-good-man-in-a-storm-crap?” stima assoluta per lui! ogni fan di Calzona che si rispetti, infatti, credo abbia avuto  come prima reazione andare a rivedersi con aria nostalgica quella mitica scena della puntata 6×05 e non ha potuto fare a meno di chiedersi, ma cos’è successo?!.

Papà Torres è un personaggio che ha un grande peso sulla vita di Callie, il suo arrivo poteva (e di fatti è stato) essere determinante: poteva aiutare a ricongiungere le due, o poteva allontanarle definitivamente. Per la gioia di tutti noi pare che si stia avverando la prima ipotesi. Carlos infatti, in un intenso dialogo con la figlia, le rivela che lui ha tradito su madre appena erano sposati ma lei ha avuto il coraggio di perdonarlo, hanno potuto continuare la loro vita insieme fino ad avere Callie e restare sposati per 38 anni. Schermata 2013-11-16 a 09.30.56Perciò? Perciò Callie, se ama Arizona e vuole mantenere fede ai voti matrimoniali che ha pronunciato, deve credere nel loro rapporto accettare quelle scuse e (cosa ancor più complessa) andare avanti.

La vediamo infatti recarsi nella camera d’albergo di Arizona e chiederle se vuole tornare a casa; la Robbins, con il consueto poco tatto, dopo aver chiuso la porta dice secca a Leah che è bene se ne vada. Povera Murphy, mi viene da dire, ma da un’altro punto di vista non posso che prendere questo come un segnale a sostegno della speranza di Callie che loro due siano “stronger than one mistake“… e noi non possiamo che fare tutti il tifo per loro.

PS: ho scelto come immagine copertina la scelta dei “collant”. Ho trovato originalissimo questo incipit di puntata poichè ha sfruttato un particolare apparentemente banale ma che contribuisce a rendere realistico l’episodio. Inoltre ho voluto dare a quest’ oggetto un valore simbolico: quegli orribili (!) collant dozzinali color carne sono tutti i limiti, le convenzioni, la vita borghese che a Callie è sempre stata stretta, di fatto è sempre stata un personaggio fuori dagli schemi.

Pps: il voto della puntata sarebbe stato 3,5 ma la bravura di Sara Ramirez mi fa regalare un punto in più all’episodio.

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