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Grey’s Anatomy: Recensione degli episodi 9.12/9.13- Walking on a Dream/Bad Blood

È tempo di cambiamenti per il Seattle Grace. Dopo la fine dello scorso episodio, si aprono nuove prospettive e sorgono nuovi dubbi, così come i rischi per i nostri protagonisti si fanno assolutamente più concreti. Le porte dell’ospedale più amato d’America si aprono infatti ad una new entry: la dottoressa Cahill chiamata a revisionare l’intero ospedale e salvarlo dalla bancarotta  dopo il risarcimento danni post incidente aereo a Derek e company. Ecco perché queste ultime due puntate dello show sono state incentrate ben poco sulle vicende personali dei protagonisti, alle quali non è dedicato un grandissimo approfondimento.

Christina e Owen si godono la loro relazione post divorzio, Mer è arrivata ormai alla sesta settimana di gravidanza e sconfigge la sua paura di risalire in aereo per andare a recuperare un cuore per un trapianto, Derek ricomincia ad operare rimuovendo un tumore impossibile (e quando mai!!); Arizona invece si trova a fare i conti con i primi episodi di dolore all’arto mancante, dovuti al trauma psicologico legato alla perdita della gamba. In pratica è convinta di provare dolore ad un arto che in realtà non esiste più e che quindi non può più darle fastidio. A queste piccole trame legate ai personaggi si affianco poi grandi e piccole storie dei pazienti che si ritrovano ricoverati al Seattle Grace: Avery prende in cura un vecchio paziente di Sloan, Christina e una delle nuove specializzande soccorrono un ragazzo testimone di Geova che per la sua fede religiosa non può ricevere donazioni di sangue, April  lavora come una forsennata al pronto soccorso con la nuova compagna di letto di Avery (e tra l’altro April rimorchia pure un paramedico).

Insomma tutto ruota per lo più attorno alla storyline che riguarda  la bancarotta dell’ospedale e la dottoressa Cahill  313880_10151268683245205_88486930_nche  darà del filo da torcere ai nostri amici progettando vari cambiamenti tra cui il più importante, oltre all’istallazione di telecamere ovunque, la chiusura del pronto soccorso. E sarà inutile l’intervento di Derek e April che cercano vari sistemi per apportare tagli altrove pur di non perdere questo importante settore, perché si scopre che il Seattle Grace verrà venduto e quindi il pronto soccorso deve andare per forza chiuso.

Queste due puntate lasciano molte questioni aperte e domande in sospeso: ora che una parte dell’ospedale verrà chiusa, che ne sarà di Owen, specializzato proprio in traumatologia? Lascerà il Seattle Grace? Che ne sarà della sua relazione ancora altalenante con Christina? Ci sarà qualcuno che verrà licenziato?

Ma soprattutto quello che personalmente mi incuriosisce è proprio la dottoressa Cahill che sappiamo essere una ex alunna di Webber, anche molto promettente, ma che, invece di essere diventata chirurgo, ha scelto la strada di supervisore. Sarei curiosa di sapere qual è stata la sua storia personale, che sono sicura che ci riserverebbe qualche sorpresa interessante.

Ad ogni modo le puntate sono state piacevoli; ho apprezzato la vicenda dell’arto fantasma di Arizona e come la Rhimes stia scrivendo per questo personaggio una storyline tutto sommato interessante. Ancora molto delusa, invece, sono dallo spazio che stanno dando a Karev. Sembra che i tempi d’oro di questo personaggio siano stati per lo più legati alla presenza di Izzie 555016_10151269289325205_332975746_ne che adesso non occupi nient’altro che il ruolo marginale di chirurgo pediatrico e sciupafemmine. Spero, però, in una qualche vicenda amorosa con la nuova specializzanda mora (di cui dimentico sempre il nome, scusate) perché, seriamente, se le cose proseguissero in questo modo la sua presenza nello show la troverei alquanto inutile; è un personaggio che, secondo me, ha ancora molto da raccontare ma non capisco cosa gli sceneggiatori stiano aspettando a dargli la giusta storyline.

Per quanto riguarda Meredith, magari per la fine di questa nona stagione riusciremo a vederla anche partorire, finalmente; a meno che Shonda non abbia in mente qualche altra tragedia! Ma arrivati a questo punto, dopo tutte le tragedie che lei e Derek hanno dovuto vivere, direi che un po’ di felicità se la meritano anche loro, anche se, comunque, ogni tanto mi mancano i tempi in cui tra di loro c’erano continui alti e bassi. Era tutto molto più interessante.

Sara

Sono una studentessa in scienze della comunicazione, amo disegnare e scrivere, l'orientee soprattutto adoro i telefilm.

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