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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy, passione e chirurgia

Continua l’epidemia dei medical drama ma questa volta la ABC decide di puntare sul genere soap.

Cosa sanno realmente gli sceneggiatori Hollywoodiani della vita nelle corsie di un ospedale? E’ questo che i telefilm maniac sono giunti a chiedersi dopo l’arrivo di “Grey’s Anatomy“, il medical drama della ABC che, sin dal suo esordio, continua inesorabilmente a raccogliere consensi in tutto il mondo. La vita lavorativa (ma soprattutto quella sentimentale) dei dottori è per caso correttamente rappresentata da questi serial?
Per gente come noi che varca le soglie degli ospedali solamente in casi d’urgenza, la vita nelle corsie ospedaliere risulta a dir poco oscura e, siamo sinceri, anche poco interessante ma da quando è arrivato “Grey’s Anatomy” molti di noi non fanno altro che maledire il giorno in cui hanno scelto una strada professionale e universitaria che li ha portati lontano dalla medicina. Perchè in un ospedale la monotonia lavorativa non è ammissibile, per non parlare degli incontri interessanti che avvengono ogni giorno in sala operatoria…

“Grey’s Anatomy” narra la vita quotidiana di Meredith Grey (Ellen Pompeo), figlia di un famoso chirurgo che giunge al Grace Hospital di Seattle per specializzarsi in medicina e seguire così le orme della celebre madre. E’ il centro morale dello show la sua voce in ogni episodio dispensa consigli e confessioni ai fans che la seguono.
Al suo fianco vi sono altri “intern” dalla vita movimentata che ben presto diventano anche suoi coinquilini nonchè migliori amici e confidenti: l’affascinante ex modella Isobel ‘Izzie’ Stevens (Katherine Heigl), l’inossidabile e ambiziosa Cristina Yang (Sandra Oh), il rubacuori Alex Karev (Justin Chambers) e il gentile e timoroso George O’Malley (T.R. Knight).
Proprio come il più celebre e anziano “E.R.”, anche “Grey’s Anatomy” racconta le vicende dei giovani “interni” alle prese con la specializzazione ma soprattutto con la ricerca dell’anima gemella. Il tutto sotto gli occhi e i consigli della dottoressa Miranda Bailey, soprannominata dagli studenti “Nazi”.

Il serial non parla dunque solamente di competitività e ambizioni lavorative, ma anche di umanità e debolezze quotidiane. Fulcro delle trame i pazienti che giungono nell’ospedale in fin di vita ma che trovano sulla loro strada attenti chirurghi, dalle mani precise ma soprattutto dal cuore immenso. Sesso, lealtà, professionalità… I giovani interni devono lottare per
trovare un equilibrio tra tutto questo ma soprattutto per cercare di vivere la vita sino in fondo senza lasciarsi trascinare dalla quotidianità.

L’ideatrice della serie, nonchè produttrice esecutiva, è Shonda Rhimes (classe 1970), una donna che, dopo il successo del suo serial e dello spin off “Private Practice”, è stata inserita dalla rivista Time nel 2007 nella lista delle 100 persone più influenti del mondo. Intervistata alla premiere della serie, nel lontano 2005, la sceneggiatrice e produttrice statunitense ha dichiarato: “Quello che veramente adoro nell’avere uno show su un grande network e, contemporaneamente, nell’essere una donna afro-americana è che ci sono cose che la gente normalmente non vede o che vede ogni giorno e per questo assume siano vere. Una di queste cose, una sorta di mandato che ho in questo telefilm, è che attori di colore otterranno ruoli molto più interessanti e che se stai guardando la tv e non hai mai visto una persona di colore nella tua vita, dopo aver visto “Grey’s Anatomy” te ne andrai per il mondo con una visione diversa da quella che gli altri normalmente ti mostrano in televisione. Perchè non sono cresciuta come una poco di buono e non sono cresciuta in un ghetto… Il modo in cui la gente guarda altra gente in televisione è il modo in cui pecepisce il mondo. E per me l’idea dello show, parte di esso, è che possiamo cambiare la mentalità delle persone semplicemente attraverso le immagini che guardano e le storie che ascoltano.

Possiamo finire questa breve recensione con una citazione tratta dal serial, una battuta di Christina che racchiude, possiamo dire, in poche parole la chiave su cui si basa il serial: “La Chirurgia è sexy. È come i marines. È da macho. È ostile. È da duri.

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