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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy – 9.03 Love the one you’re with

Durante questi quattordici giorni di pausa, ho pensato  a cosa aspettarmi  da questo nuovo episodio, temendo (a causa del promo che circolava online) di trovarmi davanti a qualcosa di estremamente frivolo e spensierato che sarebbe apparso totalmente in contrasto con quanto accaduto nelle precedenti puntate. Per fortuna non è stato così anzi, “Love the one you’re with” porta a termine con successo un compito gravoso: riprendere una storyline “normale” riuscendo però a tenere alta  la tensione emotiva, destinata inesorabilmente a cadere  dopo un inizio di stagione caratterizzato da una drammaticità spaventosa.

L’ “amore”, tema fondamentale dell’ episodio,  è solo in piccola parte quello erotico – sessuale, risolto perlopiù dalla trita e ritrita vicenda di Alex “the man whore” e dalla pseudo – relazione tra April e Jackson. Davvero brava Sarah Drew che tornando come regular riporta nello show tutta la stranezza (ma al tempo stesso la dolcezza) del suo personaggio: April è decisa a fare tutto il possibile per “riverginizzarsi” in modo da poter “recommit herself to God”. Jesse Williams invece da parte sua risulta sempre piuttosto piatto nelle interpretazioni, anche se in questa stagione potrebbe avere un certo spazio in più per emergere prendendo (per quanto possibile) il posto di Mark Sloan. I due, ex migliori amici, sono alle prese con le conseguenze dei loro rapporti sessuali del tutto irrazionali durante gli esami e sono portati a riflettere sull’accaduto da un commovente caso che gestiscono in comune: una ragazza in sovrappeso, dopo un fortissimo dimagrimento si sottopone ad un intervento di plastica per poter  finalmente avere rapporti con il suo fidanzato. Risultato? La storia dei pazienti finisce per essere decisamente più emozionante degli insulsi e inconcludenti dialoghi tra i due dottori che, gira che ti rigira, finiscono a letto insieme, di nuovo. “Amare quello con cui sei” s’è capito, può voler dire tante cose: e lo si scopre vedendo una puntata in cui tutti i personaggi – chiave sono portati a fare i conti con l’accaduto. La compagnia aerea propone un risarcimento da capogiro per l’incidente e una cosa mi viene da pensare: ma se offrono così tanti soldi un motivo ci sarà…No? Per fortuna Derek, l’unico che appare minimamente lucido e sereno, se ne rende conto e a fine puntata ferma tutti quanti dall’accettare i soldi e chiudere frettolosamente con il passato.

I tre giorni che intercorrono tra la proposta di patteggiamento e il responso sono quelli in cui Arizona, Callie, Derek, Meredith, Owen, Cristina, ricominciano ad amare e accettare: accettare sé stessi anche se invalidi, accettare di avere addosso una colpa da cui sembra non ci si possa liberare, accettare di non voler dimenticare, accettare di dover andare avanti. “When we follow our hearts, when we choose not to settle…It’s funny isn’t it? A weight lifts, the sun shines a little brighter and for a brief moment at least, we find a little peace” dice Meredith a fine episodio, ma la strada per trovare questa serenità passa attraverso incontri come quello di Callie con i genitori della ragazza dal piede quasi amputato (corsi e ricorsi storici) o di Cristina con il dottor Thomas e ancor di più attraverso una lotta quotidiana come quella di Callie e Arizona.

Se l’aver messo (ingiustamente!) da parte la dottoressa Bailey e aver introdotto specializzandi poco interessanti abbassano  il livello dell’ episodio, per fortuna ci sono scene come l’ultima, nel bagno, di Sara Ramirez e  Jessica Capshaw, che ridonano spessore e credibilità a tutta la serie (e il “mezzo punto” del mio voto è decisamente per loro). Dolore, rancore, odio si leggono perfettamente durante tutto l’episodio negli occhi di Arizona: con un’abile inquadratura però riusciamo a vedere come essi tradiscano una certa voglia di riscatto quando anche Callie crolla nella disperazione più totale.

Apparentemente il fondo è stato toccato, ma lo abbiamo imparato, con Shonda Rhymes le cose non sono mai facili, molto probabilmente quindi la risalita verso la vetta sarà irta di ostacoli: Arizona e Cristina appaiono le più in bilico. Per ora punto e a capo.

Ps. Ho scelto come foto di copertina Derek all’interno dell’aereo in quanto è lui che (secondo me) riesce a intuire in parte il senso di questa situazione: loro sono come quei rottami, da soli sono solo relitti, ma tutti insieme hanno una storia da raccontare.

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