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Graceland: Recensione dell’episodio 2.09 – Gratis

L’episodio di questa settimana si sviluppa su quattro piani narrativi diversi, con a capo ognuno dei nostri infiltrati prediletti. Al primo posto c’è ovviamente il confuso ed un po’ insicuro Johnny! Il personaggio che agli esordi della serie ricopriva un ruolo pressoché marginale, è riuscito ad affermarsi con Graceland 209 bprepotenza, riuscendo con il tempo a conquistare noi spettatori e non solo: anche gli autori appaiono rapiti dalla sua figure ed è così che a poco a poco Johnny “conquista il palcoscenico” aggiudicandosi un ruolo di primo ordine. L’agente si trova catapultato nel caldo ambiente messicano, tra le mura alte e maestose di casa Solano. Non posso negare di aver spalancato gli occhi alla vista della grande villa latina: dalla camera di Johnny con il grande letto a baldacchino, alla terrazza immersa nel verde adibita per la colazione, passando per la storica cripta con archi a tutto sesto; “l’umile dimora” non passa inosservata, distraendoci almeno per un momento dai protagonisti della storia. Johnny vive dei momenti di disagio ed imbarazzo, talmente profondi e comprensibili da rendere il personaggio più vivo che mai. Manny Montana riesce con poche espressioni a trasmettere tutta l’incertezza del suo protagonista, catapultato in pochi attimi nel vortice di casa Solano, dove se da un lato appare più gradito che mai (mi riferisco a Lucia e al suo legame con l’agente), dall’altro viene messo a dura prova. Il ramo maschile della casata sembra nutrire un particolare scetticismo nei confronti dell’agente che dovrà persuadere a piccole dosi, fino a quando, nella parte finale dell’episodio, tutto fa pensare che Johnny sia riuscito nel suo intento, guadagnandosi così l’agognata fiducia. Ho trovato la questione di particolare interesse, merito non solo della simpatia che nutro per Johnny quanto piuttosto per l’attenzione e precisione nello sviluppo della trama. Vorrei sottolineare in particolar modo la cura nel descrivere i complessi rapporti interpersonali, la confusione dei sentimenti, gli stati d’animo altalenanti, le palesi difficoltà dei personaggi nel dimenarsi tra tanti contrasti. Di sicuro è la parte dell’episodio che ho preferito!Graceland 209 c

Al secondo posto nella mia classifica personale collocherei la missione di Mike. Sfortunatamente non ravvedo in lui grandi miglioramenti, e mi trovo a pensare ancora, ciò che ho sostenuto qualche settimana fa: Mike non è adatto al comando, non sa gestire un’intera squadra, non riesce ad essere un leader. Appare fin troppo titubante e destabilizzato, tutto il contrario di ciò che immagino pensando ad un boss. Un capo dovrebbe essere l’albero maestro del vascello, quello che sorregge l’intera imbarcazione, il primo ad essere issato e l’ultimo a cedere. Mike a mio avviso non è niente di tutto ciò. È fatto per eseguire i suoi compiti, non certo per impartirli… ed infatti. “Gratis” ci mette davanti ad un grande fallimento. Dopo una lunga trattativa per salvare le giovani “fatine”, Mike riesce a guadagnare un bell’occhio rosso e lacrimante, ed infine la morte di Lina. La giovane donna viene pugnalata brutalmente, evidenziando la grande sconfitta del protagonista. Pur di non svelare la verità a Paige, Mike monta un bel siparietto (bisogna confessare che il ragazzo a molta fantasia!). Personalmente non ho gradito la scelta. In primo luogo non mi è piaciuto il fatto che Mike preferisca mentire alla collega piuttosto che raccontarle la verità condannandola a delle ricerche inutili, inoltre non vedo perché non dovrebbe confessare il suo fallimento: chi sbaglia paga, non vi pare?

Graceland 209 dInoltre ho trovato un po’ forzato che proprio pochi minuti prima della morte di Lina, Mike abbia trovato un forno crematorio… guarda il caso!

All’ultimo posto colloco il caso di Charlie. Il linea di massima il personaggio della Ferlito non mi dispiace, ma la sua missione sotto copertura non mi convince poi tanto. Chissà forse tra qualche puntata potrei ricredermi.

Nel complesso l’episodio mi è piaciucchiato. Non me la sento di dire di più. Alcuni aspetti li ho trovati molto buoni, ma altri non li ho graditi affatto, per cui nell’insieme direi che “Gratis” piaciucchia, ma potrebbe fare mooolto di più!

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