Graceland

Graceland: Recensione dell’Episodio 2.07 – Los Malos

Quando fai un lavoro come quello di un poliziotto sotto copertura, certi confini finiscono inevitabilmente con lo sfumare. E’ proprio come ci viene detto all’inizio dell’episodio: non si vive in un mondo tinto esclusivamente di bianco e di nero, in un mondo di regole e persone che le rispettano, in cui ciò che è bene corrisponde necessariamente a ciò che è giusto fare. Forse è proprio questo confine molto sottile che gli abitanti di Graceland avevano cercato di non superare ma che, come una calamita, ha finito con il trascinarli al di là della linea gialla, facendoli finire direttamente sui binari della condotta irresponsabile e dettata unicamente dalle emozioni.

graceland207_3Se il potere gli aveva un po’ dato alla testa prima – e dico un po’ solo perché nutro ancora una grande simpatia per lui (e per i suoi addominali da urlo) –  sembra che ora Mike abbia recuperato quella lucidità mentale necessaria a guidare la sua operazione. Carlito Solano è scomparso dopo una soffiata, i pullman non sono più una possibilità per ricollegarlo alla casa d’asta di Sulla e tutto sembra cadere a pezzi. Ma nessuno, soprattutto Mike, sarebbe mai in grado di starsene con le mani in mano, soprattutto se c’è Paige che gli fa gli occhi da cerbiatto e sottolinea l’importanza di chiudere una volta per tutte la casa degli orrori di cui lei stessa è stata ospite. Non credo che Mike, ma nemmeno nessun altro, si renda davvero conto di cosa rappresenti questa missione per Paige.

Dopo aver vissuto in quell’inferno ed aver sperimentato sulla propria pelle quanto in là possa spingersi la crudeltà umana, la bionda agente della DEA non può semplicemente mettere da parte tutto ed aspettare, come il suo ragazzo le dice che è giusto fare, perché lei sa che non è la mossa giusta, non per le ragazze che sono ancora sotto lo schiaffo di Sulla. Entra quindi in gioco il primo graceland207_4confronto etica/dovere, in cui Paige abbassa la testa ma si morde il labbro e continua a ritenere fermamente che, Solano o no, quella casa vada smantellata al più presto.

Per fortuna nemmeno Mike se ne sta con le mani in mano: e con questo non intendo che faccia qualcosa di buono, poiché un’idea strampalata dopo un’altra non può essere certamente definito come ‘qualcosa di buono’. Mi piacerebbe molto vedere Mike e Paul, soli soletti, a giocare al gioco ‘chi inventa la missione più assurda’ perché Charlie rovina un po’ tutto il divertimento. Massì, dopotutto che vuoi che sia: infiltriamo un agente dell’FBI nella polizia, così che poi questo agente (sotto copertura) possa fingersi a sua volta agente sotto copertura, guadagnarsi la fiducia del suo superiore e farlo così confessare di avere qualche relazione con Solano. Poi, facile facile, rapiniamo una banca per sequestrare i soldi per cui non ci vogliono dare un mandato, ma non lo facciamo noi (c’è il rischio di infrangere qualche legge, non sia mai!) poiché è più semplice farlo fare a dei malviventi che lo fanno di mestiere. Due piccioni con una fava, no? Sono seriamente sconvolta da tutte queste idee a raffica, tanto che ancora mi domando se le abbiano realmente messe sul tavolo o volevano vedere la reazione graceland207_5di Charlie. Dove sono finiti i bei tempi di ‘andiamo lì senza un piano, infrangiamo tutte le regole, portiamo a casa il bottino’? Sarebbe chiedere troppo, lo so.

Ma non è finita. Se l’etica di Paige è al limite, quella di Briggs e Warren è ormai infondo all’oceano Pacifico e quella di Charlie sventola come la bandiera presso il Milite Ignoto, Johnny decide che non gliene importa se un paio di mafiosi (totalmente drogati con la coca che lui gli ha gentilmente fornito) gli puntano una pistola alla tempia: portiamo la sorella del mafioso Solano a casa dalla mamma. L’impulsività può giocare davvero brutti scherzi, lo so io e lo sapete anche voi, ma penso che debba essergli andato di volta il cervello per mettere a rischio sua madre e la sua intera copertura per una ragazza. Chissà che il bacio di Carlito non sia stato tanto devastante da portare Jhonny a chiedersi se la sorella fosse meglio. Bacio o no, farebbe meglio a dare ascolto a Jakes: non si mischia il lavoro e la vita privata perché è certo come il sorgere del sole che la cosa non porterà a nulla di buono.

Dove siamo, dunque, a quasi metà di questa seconda stagione? Direi che siamo ad un punto di non ritorno e, per quanto mi divertano immensamente le missioni strampalate, spero che nessuno si faccia prendere troppo la mano dalle idee fantasiose.

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