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Graceland

Graceland: Recensione dell’episodio 2.04 – Magic Number

Siamo arrivati al quarto episodio di “Mike gioca a fare il capo” e anche questa volta ci tocca dire al nostro protagonista: “Provaci ancora, Mike!”.

Di per sé la scelta narrativa, per quanto insensata, poteva anche rivelarsi interessante se affrontata con cura. Gestire il comando all’interno di un bordello vacanziero/covo di super agenti da parte di un pivello inesperto poteva mettere in luce dei risvolti complessi ed interessanti, ma è inutile dire che in questo il telefilm fallisce simpaticamente (su USA raramente facciamo le cose sul serio). Così Mike ne esce ancora una volta come l’irritante Graceland_204-02precisino che se la deve vedere con un gruppo di babbei indisciplinati e con la lunga ombra di Briggs, che pur combinando una valanga di cretinate, con il suo carisma e il suo sbandierare lealtà e fiducia vince a mani basse, ma solo perché così richiede il copione. Avrà grande talento ma ha pure un sacco di culo. Mike dice le cose giuste e pretende sensatezza ma è tutto lavoro e no party e quindi è destinato al fallimento.

A Graceland infatti la serietà non sanno dove stia di casa. I nostri non hanno mai nulla da fare e ormai li vediamo impegnati in tutto tranne che a fare il loro lavoro. A parte le relazioni selvagge tra colleghi che neanche si fa finta di tenere segrete, abbiamo casi di ubriachezza molesta e gente che si rifiuta di fare il proprio lavoro perché turbata o impegnata a organizzare truffe per riparare a boiate di cui si sente colpevole.

Tutta la parte di Briggs e Charlie mi risulta davvero difficile da digerire. Lei dovrebbe seriamente farsi vedere da qualcuno (dopo aver bruciato quella bandana orrenda) e magari rispondere a qualche superiore sul suo rendimento sul lavoro. La donna decisa della prima stagione assomiglia ormai ad un triste budino tremolante. E Briggs idem, perché ormai, a parte smerdare Mike e fingersi amico di donne a cui ha ucciso il marito, non fa altro. Per me Briggs ormai risiede in questa fascia grigia di noia. E’ tanto figo e talentuoso ma di concreto non conclude nulla. Per fortuna si sente un po’ in colpa per quello che ha combinato, ma non è chiaro se sia solo Charlie che lo tormenta cosi tanto da togliergli il sonno. Il problema poi, in questo caso, è che la sua trama non ha sbocchi. E’ colpevole e colpevole di un crimine difficilmente giustificabile. Quindi non mi sento di fare il tifo per lui sperando che non vengaGraceland_204-03 scoperto, ma d’altra parte fare il tifo per il contrario sarebbe inutile perché dubito che il telefilm rinuncerebbe ad uno dei suoi protagonisti per gettarlo in gattabuia. Che fare allora? Mi dibatto nella noia. Il suo cameratismo da quattro soldi ha un valore relativo e svanito quel poco di mistero che lo circondava nella prima stagione, la sua esistenza all’interno del telefilm sembra ormai un po’ accessoria.

Anche la storia di Jakes incomincia ad essere un po’ pesante. Non ci hanno mai mostrato molto di lui e ora la sua ubriachezza molesta è al centro della scena e, per quanto mi dispiaccia per la sua situazione, ne farei pure a meno.

Più interessante è la parte di Paige e del traffico di ragazze, anche se tutto questo marcare sul fatto che se la sia presa così a cuore e sul personale sembra un film già visto fin troppe volte. Molto più vivace ed incerta è la missione di Johnny, obbligato a frequentare e a fingersi amico di uno degli uomini più spregevoli e infimi che si siano visti da un po’ sul piccolo schermo. In più di una scena ho davvero sofferto per lui.

Il mistero dei bus si fa intricato e lo svolgimento delle indagini è stato interessante finché quel cretino di Mike, dopo una perquisizione sommaria e poco uso di cellule celebrali, si è messo a prendere a randellate il bus dimostrando una professionalità davvero invidiabile. Salvo poi giustificare il gesto insensato con la rivelazione finale che io in verità non ho capito. Bus diverso? Tenere d’occhio la stazione per tutta la notte non era una cosa abbastanza sensata da Graceland_204-04fare? E la droga galleggiante in quello che deduco fosse un lago di olio motore usato? Da dove era uscita? E non era forse il caso di sigillarli quei bidoni? Tutte domande a cui forse non vorremmo una risposta (perché sarà sicuramente assurda) ma che probabilmente otterremo nel prossimo episodio.

E intanto la presenza della biondina cornificata ci diventa chiara nel momento in cui lei si prende la responsabilità del caso, prenotandosi un soggiorno obbligato al gran bordello Graceland. Ecco i lati del triangolo congiungersi rumorosamente con Mike che verrà messo davanti al suo comportamento da persona altamente matura e ad una dura scelta di vita tra i burocrati di DC e i party selvaggi di Graceland. Davvero difficile immaginare su chi cadrà la sua scelta.

Graceland è proprio un intrattenimento estivo di spensierata vuotezza. Non ci sono sentimenti mostrati in maniera delicata o originale ma tutti sbandierati e urlati in drammi dagli schemi decisamente classici. I pochi barlumi di originalità o concretezza vengono sedati dal tono di leggerezza che il canale sembra impartire severamente a quasi tutti i suoi show. Graceland anche in questa seconda stagione non è né carne né pesce. Guida con il limitatore di velocità perennemente inserito con il risultato che la maggior parte delle trame si arenano in un limbo di banalità dove la logica e la concretezza sono bandite.

Da guardare con il cervello sul minimo.

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