fbpx
Graceland

Graceland : Recensione dell’episodio 2.01 – The line

primo episodio della nuova stagione di Graceland, Mike torna in California, ma i coniquilini non sono troppo felici del suo arrivo…

Riparte Graceland! Dato il finale della scorsa stagione in cui Mike accetta il trasferimento a Washington, diventando assistente specializzato del vice direttore, il compito più arduo degli sceneggiatori è quello di riuscire a costruire e giustificare in modo plausibile il suo ritorno in California e il suo reinserimento nella casa di Graceland.

Sicuramente non riescono ad adempire del tutto a questo compito, perché questa prima puntata non convince totalmente e delude le aspettative, (ok, siamo solo al primo episodio) ma sicuramente mi aspettavo qualcosa di più interessante e soprattutto di più credibile. La vita di Mike a Washington non è certo quella che ci saremmo potuti aspettare, dopo i colpi messi a segno con Bello e Odin, nella capitale non riesce ad ingranare, e il progetto su cui sta lavorando, fa acqua da tutte le parti: se c’è una linea di autobus che passa costantemente la frontiera piena zeppa di droga…. non basta far controllare in dogana ogni autobus che attraversa il confine?

Inoltre come fanno, in California, i malviventi che sono dietro al progetto degli autobus a sapere che è proprio lui che a quasi 3000 graceland_201miglia di distanza sta indagando su di loro? Se hanno informazioni così dettagliate devono essere un’organizzazione molto potente, a quel punto perché mandarlo a rapire da due novellini che si fanno sparare dopo 3 minuti? E aggiungo un’ulteriore domanda, se sanno che è lui che indaga su di loro, ed è a Washington, perché tappezzare la California di foto segnaletiche di Mike che si trova in un altro stato?

Capisco che il tutto sia l’escamotage necessario per farlo ritornare nella serie, ma mi sembra poco credibile e molto confuso. Come poco credibile è anche il fatto che un’assistente specializzato del vicedirettore decida senza problemi di prendersi un permesso per andare in California ad indagare su un caso di cui non ha riferito a nessun suo superiore e senza alcuna autorizzazione.

Per lo meno dopo tutti questi buchi logici, uno spera che gli venga offerta almeno una bella puntata con chissà quali colpi di scena, o azioni militari e invece, anche da quel punto di vista, la parte dedicata al “picchia.duro” si risolve in poco o nulla. Quando Briggs porta Mike da Leon, per avere il contatto con quelli che pensano essere castello Caza e si ritrova con Leon che lo vuole far fuori, la situazione si risolve semplicemente con l’intervento di Johnny che spara al trafficante ad una mano. E anche il momento di maggiore tensione della puntata, quando Mike viene rapito dai finti agenti di Caza, lascia un po’ l’amaro in bocca il vedere che in pochi minuti intervengono Briggs e gli altri e sparano ai due Bad Boys che in realtà di rivelano essere semplici novellini.

Se la parte dedicata all’azione è nettamente migliorabile, una parte più interessante è quella dedicata ai rapporti umani graceland-the-line4nella casa. Mike torna da Washington ancora più serio e integerrimo di prima (non che sia mai stato un gran simpatico eh…) e la convivenza con i vecchi amici abituati a far baldoria ed ubriacarsi si fa subito abbastanza complicata, tanto che è lo stesso Mike a sparare a zero definendoli “un gruppo di fattoni da spiaggia che gioca a guardie e ladri”; l’ostilità tra lui ed il gruppo è abbastanza palpabile e Mike sicuramente non acquista punti simpatia quando decide mettere i piedi in testa a Briggs, andando contro i suoi ordini e prendere il comando facendosi dare dal capo della sezione di Washington il controllo sull’operazione Caza.

Tutti sentono Mike come l’intruso che è tornato a far pesare la sua autorità e non mancano di sottolineargli che stavano benissimo senza di lui. È interessante vedere un protagonista che non è più il classico personaggio con cui lo spettatore empatizza ma che, anzi, in questo caso dà anche abbastanza fastidio. Direi che la scena con cui si chiude l’episodio è particolarmente rappresentativa del rapporto conflittuale dei protagonisti: Mike che annuncia che tutto l’FBI l’ha messo a capo di tutti i coinquilini della casa per indagare sul traffico di autobus generando gli sguardi di fastidio e rabbia degli altri membri del gruppo.

Anche se le sfaccettature dei rapporti personali tra i personaggi risultano interessanti, questo primo episodio non va oltre la sufficienza, speriamo che acquisti coerenza e divenga più coinvolgente andando avanti con le puntate!

Comments
To Top