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Graceland

Graceland: recensione dell’episodio 1.12 – Pawn

Jangles agita le chiavi.

Con questo episodio Graceland arriva alla conclusione della sua prima stagione e a noi non resta che tirare le somme degli avvenimenti che ci hanno condotto fino a qui e immaginare quello che ci riserverà il futuro.

Conservo il sentimento di perplessità che vi avevo raccontato qualche recensione fa, soprattutto per quel che riguarda gli avvenimenti legati al personaggio di Briggs.

Badillo è effettivamente morto e il suo corpo giace sepolto in una fossa anonima in mezzo al deserto. Era un agente, forse un po’ paranoico ma pur sempre un agente che seguiva un’indagine ufficiale. Forse aveva amici, una famiglia. A noi non è dato saperlo e a nessuno sembra poi importare così tanto. Briggs lo ha ucciso, era fuori di sè, è vero, è stato un incidente, giusto, ma era ubriaco fradicio e quello che ha fatto, senza esitazione è stato nascondere le prove, occultare il cadavere e negare tutto, quasi senza ripensamenti. Il mio problema non è che Briggs sia un personaggio “negativo”, il mio problema è che Briggs sia un personaggio negativo in una serie leggera come Graceland che non ha la forza di decidere chiaramente come mostrarlo. Briggs è colpevole di un sacco di crimini… tra i tanti quello di aver messo in circolazione valanghe di droga rubata, al solo scopo di perseguire una vendetta privata. Eppure è presentato con una vaga luce di eroe romantico. Era innamorato, voleva vendicare la sua bella. La sua storia è effettivamente drammatica. In più possiamo solo immaginare i problemi legati ad una dipendenza da eroina che ha dovuto affrontare da solo e di nascosto. Eppure il suo personaggio manca di spessore emotivo. Abbiamo passato tutta la stagione a vederlo avvolto di un alone di mistero, senza capire le sue motivazioni o il perchè delle sue azioni e questo ha reso difficile capirlo e affezionarsi Graceland-1x12-Pawn-8a lui… cose necessarie per poter valutare nel giusto modo le sue azioni. Così in questo ultimo episodio mi sono ritrovata sinceramente incerta se fare il tifo per lui oppure no. La mia incertezza accresciuta dal fatto che fare il tifo per quel tonto di Mike proprio non si poteva. In verità è stato proprio in questo ultimo episodio che il personaggio di Briggs ha brillato maggiormente, tanto da farmi pensare a quanto sarebbe stato più interessante se gestito nel modo giusto… ma ormai era tardi e le scene finali nell’episodio non ha fatto altro che ributtarmi nella perplessità.

Mi bevo che la sua voglia di vendetta abbia guidato ogni sua mossa tanto da non farlo scappare via ma rimanere sul posto a chiudere la questione, ma tutti gli aggiustamenti che compie nel frattempo al solo scopo di pararsi le chiappe mi sono sembrati un po’ forzati. In una situazione così precaria ha tempo di inventarsi una storia di copertura per Odin (con tutto quello che ha comportato metterla in pratica) e anche una per discolparsi dalla morte d Badillo.

 Effettivamente in questo episodio fila via tutto un po’ troppo liscio. Ci sono troppi casi fortuiti e forzati che permettono agli eventi di procedere e di concludersi nel modo necessario. Mike trova per puro culo (se era una finezza di Jakes non l’ho capita) il biglietto con il numero di Briggs, però ci mette solo 400 ore per rintracciarlo. Briggs entra in casa di Jangles, apre la borsa e ci trova dentro proprio le chiavi a cui attaccare quella di Badillo.

La parte di Charlie è quella che secondo me regge meno di tutte. Ora che arriviamo alla fine capiamo il senso di tenere in ballo tutto il teatrino con il finto federale, ma se guardiamo da vicino come si sono evolute le cose, è impossibile trovarci un senso logico. I due non hanno fatto altro che incontrarsi al bar a bere. Dovevano lavorare insieme al caso di Odin ma a parte vaghe chiacchiere non hanno combinato nulla. E quel che è peggio è che ad un certo punto il loro rapporto si è evoluto in una reciproca attrazione. Non so voi, ma ho trovato la coppia così fantasiosamente assortita che quando li ho visti flirtare concretamente ho avuto un po’ i brividi. I due attori erano così male assortiti da farmi dubitare (finché è stato possibile) di quello che capitava sullo schermo. Ma alla fine serviva tutto solo per gettare Charlie nelle manone di Jangles. Mi tengo quello che è successo solo in considerazione di come si evolverà il suo personaggio in vista della prossima stagione.

Chi mi è piaciuto è Jakes. Un personaggio che abbiamo visto andare e venire più volte e che è decisamente il meno pGraceland_112-03rotagonista del gruppo. In tutta questa confusione è quello che è rimasto più fedele a se stesso (la trama più o meno scontata del figlio scelgo di dimenticarla) e che con la sua fedeltà incondizionata a Briggs mi ha stupito e convinto. Anche Johnny ha tutto il mio affetto, con il suo essere un po’ infantile (per scelta) ma che proprio per questo nella casa è quello con il cuore più grande. E’ il piccolino che si innervosisce quando i fratelli grandi litigano e che non capisce come possano crearsi così grandi incomprensioni tra gente che si vuole così bene. Il suo dialogo con Jakes su Briggs è una delle scene migliori dell’episodio ed inquadra perfettamente entrambi i personaggi.
Paige resta la più anonima ed è debole anche come interesse amoroso di Mike. Segue la corrente senza contribuire a nulla.

 Il ritmo dell’episodio è più che buono e come ho già detto il tutto fila via agevolmente. Quello che ne risente di più è il personaggio di Mike che sballottato in giro dagli avvenimenti non si capisce mai cosa voglia fare veramente. I suoi dubbi su Briggs sono legittimi e la sua incertezza sulla lealtà dovuta alla casa o ai superiori è interessante ma secondo me gestita male ancora una volta. Non decide nulla… si lascia condurre dagli eventi e quando nello scontro finale entra in una casa senza sapere minimamente quale sia la situazione e ne uccide l’occupante, mi viene da domandarmi: ma che ne sapeva di cosa si sarebbe trovato davanti? Salva baracca e burattini per puro caso. Spara a uno che magari stava solo difendendo la sua casa da uno sconosciuto entrato a pistola spianata e solo poi scopre di aver ucciso proprio il cattivo. Chiamiamolo intuito, io lo chiamo fortuna sfacciata.

Come previsto e necessario per il proseguimento della serie, tutto si sistema e l’indagine su Briggs si dissolve grazie a quei quattro indizi sparsi abilmente per depistare tutti. E il risultato è che nessuno brilla particolarmente per intelligenza. Mike ha un moto di stizza, come per dire “ti è andata bene, ma io so che sei marcio fino al midollo” ma è solo un istante perché poi non sembra più preoccuparsene molto.

Uno dei momenti che funziona di più è quello dove Briggs si ritrova a mentire spudoratamente ad una Charlie devastata, proprio quando la verità avrebbe potuto in parte salvarla. Mostra bene l’ambivalenza del personaggio e ci mostra delle possibilità interessanti per il futuro della serie.

 Io avrei finito l’episodio così, tenendo tutto in sospeso e lasciando quel senso di incertezza e di disagio che avrebbe potuto accompagnarci al meglio verso la nuova stagione. E invece ci tocca la solita scena intorno al falò sulla spiaggia dove i tarallucci e il vino tornano a scorrere liberi; e non Graceland_112-02contenti ci tocca pure vedere Mike a Washingotn a giocarsela con i pezzi grossi in un ruolo che fa un filo sorridere (ma almeno si è sistemato i capelli!), mentre con tenero sorriso ricorda i suoi amici della spiaggia. Qualche chilo di melassa. Sia la telefonata di Briggs a Mike, che il ritrovamento della registrazione dal rigattiere sono dei cartelloni al neon grandi un paio di chilometri che gli sceneggiatori potevano risparmiarci. Lo capivamo anche noi senza bisogno di spelling che la questione non è chiusa e che tra 3 secondi dall’inizio della nuova stagione Mike sarà di ritorno a Graceland. Come se ci fosse stato alcun dubbio.

La serie alla fine l’ho seguita con piacere, anche se l’ho trovata spesso sbilanciata nei toni (ma è una cosa che riscontro spesso in tutte le serie di questo canale e può essere un problema personale). Ha brillato in quei punti in cui è riuscita a descrivere bene i rapporti tra queste persone diverse, costrette ad una vita pericolosa (più o meno) e ad una convivenza forzata, meno quando si è addentrata in territori più seri e complessi. Gli spunti per una nuova stagione interessante ci sono tutti e io non riesco bene ad immaginare che piega prenderanno le vicende dei protagonisti. Verrà tutto risolto e dimenticato con il primo episodio? Io non me lo auguro ma un po’ me lo aspetto. Staremo a vedere!

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