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Graceland

Graceland: recensione dell’episodio 1.09 – Smoke Alarm

L’uomo portachiavi è in città

Graceland è uno strano telefilm. Il punto di partenza della storia non è più assurdo di molti altri a cui le serie ci hanno ormai abituato: un gruppetto di agenti belli e simpatici che vivono insieme in una super villa sulla spiaggia, nei ritagli di tempo svolgono pericolose missioni di copertura tra assassini e signori della droga. Questo, unito alla consapevolezza che ci troviamo sul canale USA, rende difficile (o almeno difficile per me) un pieno coinvolgimento nelle vicende e il credere che le cose si faranno davvero serie. Quando vedo Mike che fa colazione a casa con i suoi amiconi dopo una corsetta sGraceland109-02ulla spiaggia e poi va a fumarsi un sigaro con Bello tra una lezione di mitragliata e l’altra, non posso fare a meno di sorridere e scuotere la testa. Quale guardia del corpo/capo della sicurezza ha il permesso di apparire al lavoro quando gli fa più comodo?

Non ho nulla contro USA Network, anzi, ho seguito più di una delle sue serie con notevole godimento e spensieratezza. Ma se nel gestire alcuni argomenti e dinamiche (più bromance per tutti!) il canale sa il fatto suo, non è invece capace, o forse semplicemente si rifiuta, di trattare una qualsiasi vicenda con troppa serietà o profondità. E’ un canale che difficilmente ama sporcarsi le mani o forse meglio… sporcare i suoi cieli azzurri.

Per questo Graceland mi lascia interdetta. Tutta l’indagine fantasma di Mike su Briggs l’avevo inizialmente presa come una scusa per creare un po’ di tensione tra i personaggi, niente di più. Mi sono sorpresa quando è saltato fuori che Briggs e Odin erano la stessa persona. Inutile pensare anche solo per un secondo che uno dei personaggi principali potesse davvero essere il big bad e così ho aggiustato il tiro credendo che Briggs stesse facendo il quadruplo gioco in una missione assegnatagli da qualcuno più in alto nella catena di comando. Mi pareva un po’ estremo archiviare tutto sotto “vendetta personale”. Considerati tutti i crimini di cui Briggs si era macchiato per metterla in pratica, come sarebbe stato possibile farlo uscire pulito e contento alla fine dei giochi?

 Eppure è proprio la vendetta privata che ci suggerisce questo nono episodio, aggiungendo un po’ di sano condimento romantico al movente della dipendenza da droga. Briggs aveva una bella tusa alla vecchia casa sulla spiaggia e c’era tanto amore. Poi tutto è bruciato ed è stata tragedia. Non ho capito molto se i tempi del suo rapimento e l’incendio combacino, ma mi sembra ormai evidente The_Killing312-04che si senta colpevole della morte dei suoi amici e che sia per loro che voglia vendicarsi. Il dialogo sulla spiaggia con il finto uomo_portachiavi non getta molta luce sulle vicende ed è così ambiguo da rendere possibile qualsiasi svolta narrativa. E’ possibile che Briggs abbia confessato l’ubicazione della casa sotto l’effetto delle droghe? Scommettiamo che Jangles è proprio Roberto??

Quello che mi ha davvero spiazzato è stata la morte dell’agente Badillo nella scena finale. A parte la completa stupidità del suo piano (okay che era convinto che fossero quasi culo e camicia… ma insomma!!!), l’evento in sè è totalmente irreparabile. Non si torna indietro. Niente legittima difesa. E’ omicidio puro e semplice. Se poi nel prossimo episodio salterà fuori che Juan aveva il giubbotto anti proiettili allora sarò felice di lasciarvi da soli a seguire le avventure di quello sbarbatello di Mike.

Intanto il caro Mike ha il suo bel da fare tra crisi di coscienza, ragazze tanto amate ma già dimenticate e Paige che tutto d’un tratto è la sua migliore amica e si vuole fare a tutti i costi i fatti suoi. Vi è piaciuto quando ha spaccato il vetro e strappato la preziosa foto del nonno per trovare il microfono al posto di smontare tutto come avrebbe fatto uno sano di mente? Mike non mi sta particolarmente simpatico con la sua aria da studente perfettino ma lo trovo interessante quando mostra inaspettatamente tutta la sua fragilità. La scena con Paige al suo capezzale aveva la giusta dose di emotività ma è andata facilmente a rotoli quando lui le ha confessato di stare indagando su Briggs e lei è scappata via orripilata. Alla faccia della reazione pacata.

Aveva la giusta tensione anche la scena alla casa di Bello con Jangles a sterminare tutti… se non fosse che gli avvenimenti sono stati realistici quanto la copertura di Mike. Il cattivo in 5 secondi uccide tutte le guardie del corpo (complimenti Mike, ottimo lavoro), cattura Bello, lo appende e lo tortura un filo… e questo tutto da solo.Graceland109-03

Ancora una volta l’episodio risulta un buon intrattenimento leggero, con un po’ di noia con Charlie e l’altro agente che fanno finta di fare comunella. Il vero problema resta per me il personaggio di Briggs, che non avendomi mai convinto particolarmente e non essendo mai riuscito a conquistarmi, mi lascia alquanto indifferente con i suoi travagli emotivi e le sue motivazioni. Continuerà da solo sulla sua strada di vendetta mettendo in pericolo la sua “famiglia” o si deciderà a cercare aiuto?

Quanto ci metterà Mike a riprendersi dalla coltellata? E Paige, ammesso che ci interessi molto, riuscirà a perdonarlo? E Briggs si accorgerà di aver ucciso (forse!?) l’uomo sbagliato? Resta la forte curiosità di scoprire come gli sceneggiatori si toglieranno da questo strano angolo in cui si sono cacciati con la morte di Badillo.

Alla prossima assolata puntata!

PS: Okay, fermi tutti! Leggevo qualche commento online e mi sono accorta di essermi persa una faccenda fondamentale! :O L’agente federale che ha agganciato Charlie è Jangles! La scena era troppo scura e non ho visto la giacca sforellata e inzuppata di sangue! Ecco allora il senso dell’inutilità di quelle scene… ma cambiarsi la giacca no?! Sottili, sceneggiatori, sottili!

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