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Graceland

Graceland: recensione dell’episodio 1.01 – Graceland

Molte persone che hanno deciso di vedere questo pilot di USA Network, hanno visto, quasi sicuramente, anche il film musical evento dell’anno Les Misérables. La serie e il film tratto dall’opera di Victor Ugo non hanno nulla in comune ovviamente, fatta eccezione per Aaron Tveit.  Non è un mistero che Enjolras interpretato da Tveit abbia conquistato quasi la totalità dei fan del musical ed è per questo che la prima domanda che mi è venuta in mente alla notizia che il talentuoso attore fosse stato scritturato in una serie di Usa Network è stata: perché?

Il ricordo di com’era stato mal utilizzato Sebastian Stan in Political Animals la scorsa estate era ancora fresco nella memoria, ma d’altronde anche Aaron Tveit dovrà mangiare, no?

Graceland_aaron tveitGraceland, è nata dalla penna del papà di White Collar, Jeff Eastin, una buona garanzia considerando che la serie con protagonista Matt Bomer è la più riuscita del canale. Un gruppo di agenti dell’FBI, DEA e della polizia doganale, vivono sotto copertura in un appartamento a Manhattan Beach, Graceland appunto, confiscata a un trafficante di droga che nella costruzione si era ispirato alla maestosa tenuta di Elvis Presley. La prima parte del pilot, della durata di poco più di un’ora, serve a presentarci gli agenti: tutti magri, di bell’aspetto e con la battuta sempre pronta, parallelamente assistiamo all’ingresso del nuovo agente appena laureato Mike Warren, inviato a Graceland in tutta fretta per sostituire un’agente ferito al quale è saltata la copertura durante una missione. Mike è il classico perfettino: laureato con ottimo voti, con l’obiettivo chiaro di diventare qualcuno che conta nell’FBI. Appena arrivato, viene subito messo al lavoro in due missioni mostrando in poco tempo il suo talento ai nuovi colleghi.

Graceland_03Sebbene la serie sia interessante per l’idea di riunire in un unico appartamento gli agenti, creando così delle dinamiche simili a quelle esistenti nei college universitari e quindi abbassando, di fatto, il target della serie, dall’altro lato delude la solita ingenuità di USA nel narrare le vicende e nel tratteggiare i personaggi. Tutti stereotipati nei loro ruoli che li definiscono anche come persone; fa eccezione Paul Briggs, il personaggio più interessante presentato in questa puntata pilota, inoltre le missioni sotto copertura sono costruite con una semplicità quasi imbarazzante; considerando che la serie è un poliziesco quest’aspetto poteva essere maggiormente curato, soprattutto perché nei primi venti minuti della serie sembra quasi che l’intento di Eastin fosse di costruire uno show più dark rispetto al resto del palinsesto del network. Il buonismo che imperversa in tutto il pilot invece mal si accorda con questo intento iniziale.

Graceland però ha due punti a suo favore, molto importanti: il carisma dei due attori protagonisti e il twist finale che cambia le carte in tavola. Paul Briggs ha qualcosa da nascondere e sul finire dell’episodio scopriamo che Warren non è stato mandato a Graceland per essere addestrato dal preparatissimo agente Briggs, bensì è l’FBI che l’ha inviato sotto copertura per indagare su Paul Briggs e scoprire cosa nasconde l’agente.

Aaron TveitQuesto elemento cambia, di fatto, l’indirizzo della serie e aggiunge un elemento di maggiore interesse; sorprendentemente, poi, non viene creata nessuna tensione sessuale tra gli agenti, si accenna però a una bromance – ormai inflazionatissima!! – tra Briggs e Weber in pieno stile USA Network che stuzzicherà sicuramente i fan di questa tipologia di serie estive.

Graceland_01-bIn conclusione Graceland non aggiunge nulla di nuovo al panorama seriale; nel pilot non vengono presentati elementi  in nessun senso sorprendi o originali e l’alone d’irrealismo degli ambienti e della fotografia non aiuta a calarsi nelle vicende narrate nella serie. E’ giusto però dare una seconda possibilità allo show, infatti, solo nel secondo episodio sarà più chiaro quanto spazio avranno e come saranno imbastite le missioni sotto copertura cui gli agenti dovranno partecipare nonché come verrà affrontata la storyline dell’indagine segreta di Warren.

Considerazioni sparse:

– Il cast non è nuovo al piccolo schermo: l’agente della dogana Dale Jakes è interpretato da Brandon Jay McLaren visto in The Killing, Clayne Crawford invece l’abbiamo visto più recentemente in Rectify.

-Per darvi la misura del traino e la solidità che la presenza nel cast di Aaron Tveit ha dato alla serie, vi riporto uno scambio di twitter tra una fan e Daniel Sunjata: “Di cosa profuma Aaron Tveit?” ha chiesto una fan e Sunjata. “Di dollari” ha risposto l’attore “la sua faccia mi pagherà l’affitto per i prossimi sei o dieci anni”.

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