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Gotham

Gotham: recensione episodio 1.11 – Rouge’s Gallery

vlcsnap-252811Stava procedendo tutto così dannatamente bene, una detective story un po’ arzigogolata, Fish Mooney che trama per fare lo scalpo a Falcone, Selina e Ivy che si rifugiano in casa di Jim e Barbara e fanno gli scherzoni telefonici, Maroni che punisce il pinguino per la sua sfrontatezza, scalando, così facendo, le posizioni nella lista nera di Cobblepot. Qualcosa era facilmente prevedibile, ma tutto nella regola fino quando a un quarto d’ora dalla fine non ti trovi l’arcigno direttore Lang che inizia a piagnucolare, con l’espressione di chi ha visto la gente morta, dopo essere stato “decisamente messo sotto torchio” da Bullock…no, dico, Bullock, confessandogli quanto in realtà il suo atteggiamento sia sostanzialmente una maschera per nascondere la sua paura dell’autorità. E Bullock aveva intuito tutto. What ?!
Dopodiché, a completare il disastro di puntata, tanto che c’eravamo, è stata inserita la storia di Dorothy Duncan, direttamente uscita da un episodio di Don Tonino; la prima volta che l’ascolti, e all’età di sette anni, ti affascina; poi la ripensi, la riascolti, e capisci che in realtà fa acqua da tutte le parti, anche solo semplicemente per come Bullock scopre il raggiro di Dorothy in pochi secondi, mentre Jim è impegnato ad inseguirla, perdendosi miseramente per il manicomio.

Peccato; alla fine Rouge’s Gallery, nella sua storyline principale non è nemmeno troppo trasandato. Si apre con La Tempesta di Shakespeare ad annunciare che qualcuno (una persona a caso, che per conservare l’anonimato chiameremo Jack G.) svierà i protagonisti del racconto attraverso qualche tranello, proprio come il Prospero della recita, interpretato casualmente da Jack G. Ok, tu dici, La Tempesta non se la sono mai filata neanche gli appassionati di Shakespeare, chi vuoi che ci faccia caso a questa telefonata grossa come una porta aerei ? Peccato che poco dopo, nel dialogo fra Jim e lo stesso Jack, tutto venga rivelato a badilate e con Jack G. si costruisca l’ennesimo villain, di puntata o di serie, capace di manovrare gli altri. Non proprio un segno di fantasia.
Ci sono poi, purtroppo, le storyline secondarie: il plot delle sottotrame per trovare un successore a Falcone è di una lentezza da far invecchiare. Fish Mooney ormai è come se ripetesse la stessa battuta da 11 episodi. Sta donna ha decisamente stancato. Trovatele qualcosa di diverso da fare. L’intreccio fra Saviano e il gaglioffo di Fish ha tenuto con il fiato sospeso per, diciamo, un nanosecondo. Il Pinguino così sgonfiato non ha molto senso di esistere all’interno di una puntata; quando entra in scena speri che capiti qualcosa (visto che alla fine è uno dei pochi che agisce e fa scaturire eventi), ma alla fine non succede proprio niente. Selina e Ivy hanno l’unico scopo di intromettersi nel riavvicinamento fra Jim e Barbara. E proprio la “bonazza” bionda è forse l’unica cosa di interessante chevlcsnap-253865 avviene nel testo di queste storie secondarie, nonostante il salto carpiato con doppio avvitamento che nel giro di un cliffhanger l’ha portata a rinnegare la scelta di abbandonare Jim, salvo poi incavolarsi quando la sodale, con un altro quintuplo avvitamento, le chiede gentilmente di andare a spasso perché forse si è sbagliata e la sua presenza è nociva. Ecco, saltato tutto questo, in due scene ci vengono dette più cose su Barbara di quanto questa prima stagione di Gotham dirà mai: oltre ad avere un passato omosessuale, la relazione con Sarah era tutta sesso, droga e alcool (e complimenti alla poliziotta!). O forse ce l’avevano già detto e io me lo sono dormito. Non lo so, boh. So solo che a me questo Gotham pare sempre e solo uguale a sé stesso tutte le volte. Ci sono episodi, come questo, che, eliminando le pecche e le telefonate, da soli, potrebbero anche salvarsi, ma una volta inseriti nell’insieme della stagione, ti accorgi che è sempre la stessa cosa che ti viene presentata uguale. Almeno a questo giro abbiamo l’introduzione di un possibile triangolo amoroso (speriamo) e la sequenza quasi comica degli interrogatori. E poi per gli amanti del fumetto c’è Amygdala. Ma al prossimo personaggio col potenziale di manovrare gli altri, bestemmio!
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