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Gotham: recensione episodio 1.08 – The Mask

Ok, Bullock ha fatto un passo in avanti. Non è più il poliziotto che si tira indietro. Una volta scoperto il suo fatal flaw, il perché fosse così riottoso ad entrare in azione, ora è diventato l’unico amico di Jim all’interno del dipartimento, dove a tutti Gordon sta sulle scatole e dove nessuno farebbe una mossa per aiutarlo se non si arrabbiasse Bullock. Quello che onestamente mi sono perso nella storia è stato come il dipartimento più corrotto d’America sia diventato il dipartimento più vigliacco. Ma tant’è qualcuno me lo scriverà nei commenti più sotto e magari mi spiegherà come in un ambiente così maschilista, l’unica donna poliziotto è il capo, che però all’occorrenza si dimentica di essere il capo e si mette a controllare indirizzi.

Gotham è un po’ così, viene avanti con una scrittura molto semplice, adatta per accaparrarsi l’attenzione vlcsnap-425048del primo spettatore che inizia a fare zapping; una scrittura che va benissimo per le piccole sottotrame di Bruce Wayne, del suo ritorno a scuola, dell’incontro col simpatico ragazzo di turno, della vendetta e della voglia di combattere. In casa di quello spettatore una bottiglia viene stappata quando il ricco rampollo afferma quanto gli sia piaciuto massacrare zigomi; l’estasi viene raggiunta quando dalla bocca di Sionis escono le stesse frasi che molti anni più avanti Rachel dirà, più o meno, ad un altro Bruce Wayne, ovvero che la maschera non cela solo il volto delle persone, ma ne libera la vera anima, rivelando la verità. C’è ovviamente spazio per la lezioni da imparare: Jimbo Jim deve smetterla di fare sempre tutto da solo, ha un compagno, ha un dipartimento; da solo il rischio di farsi ammazzare è alto. Anche se Jimbo Jim picchia quasi quanto il Bruce Wayne del futuro e allora ci si inizia a chiedere perché diavolo non lo faccia lui il supereroe vista anche questa sua smania.

Poi però la stessa semplicità di scrittura ci porta ad avere Barbara che nelle puntate precedenti doveva scappare, andare via da Gotham per mettersi al sicuro, ma fa tutto per rimanere perché profondamente innamorata. In The Mask arriva, coi nervi a fior di pelle (così ci dobbiamo convincere, perché dal viso di Erin Richards poco traspare), ad accogliere il suo Jim con una pistola, per poi scrivere un bigliettino e cacciarla nel saluto.
La semplicità di scrittura arriva poi a fare di The Mask un miscuglio fra una serie tv che racconta il prologo del Cavaliere Oscuro e Fight Club (con i dipendenti di Sionis che assistono al combattimento che sono forse la cosa migliore dell’episodio), dove, da anni, tenendo fede a quanto dice Nygma, della gente si ammazza di botte per essere assunti nell’impresa di Sionis, il quale, va bene che fa di tutto per non risultare simpatico, ma ha anche la sfortuna di imbattersi in un ragazzo cresciuto a pane e O.C. che, tanto per buttare là una teoria, indovina pure subito che dietro alle morti misteriose ci sta proprio lui. D’altronde, come ricorda la signora Kapelput, nel mezzo di un discorso dove non c’entrava una benedetta, tutti hanno un segreto. E vogliamo dirlo? Diciamolo! Tutti a Gotham hanno una maschera. Olè!

vlcsnap-425754Poi ci sarebbe pure il subplot dedicato alla lotta per spartirsi il potere all’interno della città. Un tanto al chilo che in questa ottava puntata vede qualche altro screzio fra Fish Mooney e il Pinguino, con collane che viaggiano di mano in mano, Jada Pinkett Smith impegnata a citare il miglior Renato Pozzetto (“Vuoi una forchettata?”) e Liza occupata a far andare di stomaco più volte in un’ora il povero Don Falcone. Miseri tentativi per cercare di rendere avvincente una storia di cui si conosce già il finale. Infine, a completare il metraggio dell’episodio, meglio non dimenticarsi degli altri personaggi della mitologia di Batman già introdotti, forse troppo velocemente, all’interno della serie. Nygma sta iniziando ad acquisire minutaggio, ma continua anche ad essere protagonista di scene totalmente sconnesse con la puntata e, per ora, con la storia. A questo giro è la volta dell’autopsia, dalla quale viene cacciato via malamente senza alcun motivo mentre era impegnato a tentare di imitare CSI. Selina, per essere una ladra imprendibile, sta visitando un po’ troppo spesso il commissariato, con la speranza che queste due scene costituiscano l’antefatto per il nono episodio, perché altrimenti di domani non c’è certezza. Anzi, sì, dalla prossima puntata sotto con un altro personaggio: Harvey Dent interpretato da Nicholas D’Agosto. E tanti saluti a tutti.

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