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Gotham

Gotham: Recensione dell’episodio 2.03 – The Last Laugh

È difficile, e forse anche un po’ triste, riuscire a sbagliare tre episodi di fila; eppure mi vedo costretta a concedere questo primato a Gotham. Con questo terzo episodio non solo si confermano delle sensazioni avute in precedenza, ma si aggiungono dettagli che rendono solo ancor meno credibili la storia e alcuni personaggi.

GothamL’episodio infatti inizia con la rivelazione del movente che spinge Theo Galavan a terrorizzare Gotham: la sua famiglia ha costruito la città ma tutti hanno fatto presto a dimenticarsi di loro, al punto da non avere nemmeno una strada o un ponte a loro nome. Al che il brillante Theo pensa bene di impossessarsi della città facendola distruggere da un manipolo di pazzi. Una logica da perfetto cattivo fumettistico, ma facilmente contestabile dal momento che non ha alcun senso distruggere qualcosa che si vuole possedere. È diverso tempo ormai che di fronte ad un antagonista del genere si arriva a questa conclusione, e mi chiedo come abbiano potuto pensare che avrebbe potuto funzionare; non solo perché già visto o banale, ma proprio perché non si regge in piedi. Non siamo più agli albori della televisione, dove un movente così banale poteva soddisfare il pubblico, ora gli autori hanno davanti uno spettatore di gran lunga più smaliziato e non disposto a bersi una storia del genere. Già dai primi minuti, insomma, possiamo trovare la prima perla del lungo filo di errori della serie.

Procedendo troviamo il solito Jim Gordon alle prese con l’indifferenza che i suoi colleghi sembrano riservargli e pronto a portare a casa ancora figuracce; anche in questo episodio finisce più di una volta col fare la figura del tonto e devo ammettere che mi dispiace. Gli autori hanno preferito spostare l’attenzione da lui ai Villain della serie, ma non sembra un buon motivo per rendere un personaggio chiave un idiota totale. Ricordiamo che comunque gran parte della serie ruota anche intorno a lui e anche se non è mai stato particolarmente interessante, forse merita qualcosa in più del solito stereotipo del poliziotto tonto come benservito.

L’unico momento di lucidità da parte di Gordon è l’aver ‘abilmente’ capito che il vecchio Cicero non poteva essere l’artefice della fuga di Jerome, come lo stesso avrebbe voluto lasciar credere ai poliziotti credendoli, a questo punto giustamente, dei tonti. Peccato che la trovata fosse talmente ridicola da non aver concesso un reale momento di gloria a Gordon, da non averlo salvato dall’etichetta che ormai gli abbiamo affibbiato.

gothamSe poi alla lista aggiungiamo la volontà di rendere comico il duo Bruce-Alfred anche facendo fare il cascamorto a quest’ultimo con Lee, Barbara che non è assolutamente credibile nei panni della squilibrata e di nuovo Lee che a volte sembra essere più acuta del suo fidanzato, gli ingredienti per il disastro ci sono tutti. All’appello manca solamente la parte centrale dell’episodio, a dir poco grottesca e quasi al limite del trash; il siparietto messo su da Galavan era oltremodo patetico e posticcio anche nel contesto stesso della scena e sono arrivata a chiedermi chi mai, tra i presenti in sala, avrebbe potuto crederci.

Ebbene, sembrerebbe che la sospensione della credulità sia avvenuta nell’episodio stesso piuttosto che nello spettatore. E questo non perché da spettatore eravamo stati informati dei piani di Theo, ma perché calandomi nei panni di uno qualsiasi dei personaggi, quella messinscena non poteva comunque risultare credibile. Al di fuori invece è sembrato solo un irritante modo di seguire la falsa riga dello spazio concesso a Jerome e calcare quindi la mano con il grottesco anche dove proprio non se ne sente il bisogno. L’apice dell’insensatezza questa scena la raggiunge sia quando Lee perde all’improvviso tutta la sua perspicacia e provoca una Barbara con il coltello dalla parte del manico e rimedia solo un pugno sul naso, sia nel momento in cui la nostra poco amata psicopatica platinata fugge sotto gli occhi di tutti ricordandoci di nuovo che Jim è solo lì per farsi dare del fessacchiotto.

In tutto questo trambusto bizzarro e forse fuori luogo mi chiedo perché abbiano ucciso l’unico personaggio che sembrava funzionare: Jerome aveva sulle sue spalle il destino dell’intera stagione e, che fosse il Joker o meno, sarebbe stato saggio sfruttarlo fino all’osso; e tutto questo nonostante il passato appena svelato che doveva servire a far luce sulla sua pazzia e che invece risulta insufficiente a capire la vera essenza del personaggio. La sua morte comunque lascia dietro di sé solo perplessità e una scena finale ancor più incomprensibile, dove vengono mostrate le ripercussioni che le sue azioni hanno avuto sugli abitanti di Gotham. Avrebbe dovuto essere senza dubbio una scena carica di significato, ma trovo poco credibile che delle persone possano improvvisamente impazzire alla sola vista di immagini gratuitamente violente.

GothamIn ultima battuta ricordiamo anche le presenze del Pinguino, Selina e Bullock come tra le meno incisive di sempre. Se il personaggio di Bullock durante la prima stagione poteva riuscire a salvarsi, in questa lo trovo molto marginale e quasi patetico. Su Selina non c’è molto da dire, è servita solo da spalla per ricordarci quanto Bruce sia bambino (dettaglio che avevamo dimenticato quando gli stessi autori lo hanno reso un piccolo adulto) e quanto sia solo. Un dettaglio che stona con le scelte prese su Bruce fino ad ora e che trovo anche irrilevante.

Molto male anche per il Pinguino, unica perla della prima stagione e che qui ha avuto ancora poco spazio; spero solo riescano a sfruttarlo meglio di quanto abbiano fatto con Jerome.

Un terzo episodio deludente almeno quanto i primi due, che lascia un enorme amaro in bocca sia a chi ha continuato a seguire la serie fiducioso che le cose sarebbero migliorate, sia per chi si è lasciato convincere a tornare alla visione.

2.03 The Last Laugh
  • In picchiata verso la catastrofe
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