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Gotham

Gotham: recensione dell’episodio 1.07 – Penguin’s Umbrella

Finalmente si ragiona a Gotham. Dopo diversi episodi con trame verticali abbastanza futili, alcune carine, altre proprio no, con spruzzi di trama orizzontale, si arriva ad un episodio nel quale, messi da parte i cattivoni di settimana e i casi risolti in pochi minuti, gotham 107aci si concentra sugli sviluppi della faida tra le Famiglie di Gotham, su quell’accenno di guerra che si inizia a respirare, sulla migliore definizione della coppia Gordon-Bullock che smettono di recitare una commedia sempre uguale fatta di poliziotto buono e volenteroso e collega pigro, svogliato, corrotto.

Si arriva al dunque, messo in angolino il giovane Bruce, scansati gli inutili camei della giovane Cat Woman e dell’ancora buono Enigma, è il Pinguino il vero protagonista, il grande macchinatore che tira i fili delle persone, sa quali pulsanti premere e continua a poggiare uno dopo l’altro i mattoni della sua scalata al potere. E Robin Lord Taylor è la carta vincente di questa serie, con il suo modo di recitare, con il suo essere così iconico e rappresentativo di tutto l’immaginario batmaniano, gotham 107fcon ogni suo dialogo e ogni sua scena carica di tensione e significati. Il Pinguino è ovunque in questo episodio, con Maroni e Falcone, a giocare con Fish e poi a colpirla dove le fa più male, cammina spavaldo in mezzo alla strada e gioca il suo gioco.

Questo è comunque un indizio di cosa dovrebbe essere  Gotham: questa serie non può accontentarsi di essere Batman senza Batman, non può limitarsi a farci vedere piccoli spezzoni di quello che verrà, perché allora si qualificherebbe unicamente in funzione di quello che sarà il futuro, oscurando invece la storia che deve raccontare, che è la Gotham dell’epoca, è la storia di Gordon e di Bullock, è la storia della guerra tra mafie per il controllo della città, è, soprattutto, la storia dell’ascesa del Pinguino, quindi: basta fanservice sul giovane qualcuno, basta cattivoni che si rivelano il nulla, quello che gli spettatori di Gotham vogliono, prima che gli ascolti facciano la fine di quelli di SHIELD (serie che si è rivelata ottima, ma solo dopo aver perso quasi tutto il suo pubblico), gotham 107bè una storia compatta, che si interessi di quello che vediamo più che di quello che sarà, vogliono vedere la Gotham cupa, violenta e senza speranza, nella quale cavalieri solitari lottano e anche se noi sappiamo che non ce la faranno e il bene tornerà a vincere solo con il vero Cavaliere Oscuro, noi vogliamo vederla questa storia.

Certo, la guerra non è scoppiata a fine episodio, c’è stata una battaglia ma le cose sono tornate, forse un po’ troppo in fretta, ad un apparente quiete, anche se gli sguardi di Fish Mooney a Cobblepot e soprattutto l’incontro finale tra Falcone e il Pinguino lanciano un ponte verso possibili interessantissime nuove trame. Anche la nuova e rinsaldata squadra tra Gordon e il suo partner e specialmente la nuova collaborazione con Montoya e Allen promettono bene. Quella ancora un po’ fuori luogo è Barbara, la ragazza di Jim che effettivamente ad oggi, per la storia è più un peso morto che altro.

gotham 107dBen McKanzie nel ruolo di Gordon non mi ha ancora convinto pienamente, resta un attore che ci prova ma non ha gli slanci che possano regalarci interpretazioni memorabili. Si impegna e alla fine è passabile, ma rischia effettivamente di essere un punto debole della serie.

Insomma, Gotham ci prova a dare un svolta a metà strada (o poco più) verso il finale autunnale; la speranza è che ora il ritmo venga tenuto sempre alto e la trama regga e non si perda via, almeno fino alla pausa natalizia. Speriamo bene

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