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Gotham: Cameron Monaghan parla del suo ‘Joker’

Gotham

Nell’episodio di questa settimana, Theo Galavan, Jerome e Barbara si uniscono ad un gala di beneficenza in cui Jerome e Barbara riescono a mettere, apparentemente, in scena uno spettacolo di magia. La trovata serviva a Theo per apparire agli occhi di tutti come “l’eroe” di fronte all’élite della città e, andando fuori copione, a sorpresa pugnala Jerome al collo.

La star di Shameless, Cameron Monaghan ha rilasciato un’intervista dove parla del suo ruolo nella serie inclusa la sua aspirazione per Jerome e come tale parte gli abbia fatto passare delle notti insonni.

Gotham2x02JeromeTv Line: Prima di tutto, cosa ti hanno detto i produttori di Gotham circa il personaggio e quello che volevano da te al primo casting?
Al primo provino, era solo per un episodio nella prima stagione e mi avevano detto che il personaggio coinvolgeva il mito del Joker in qualche modo – “lui forse è il Joker, forse no. Ma abbiamo bisogno di avere te nella scena”. Ho immediatamente detto di sì, poi “oh aspetta, non so se voglio toccare questo” poiché è qualcosa di estremamente vicino e caro al mio cuore. In seguito, verso la fine di quella stagione mi hanno chiesto di far parte della seconda per portare quel personaggio verso nuovi posti, era qualcosa di estremamente eccitante per me.

 

Tv Line: Cosa era più conscio fare e non fare nel creare Jerome? Si sentiva un po’ di Jack Nicholson nella tua voce, un po’ di Heath Ledger nel suo broncio.
Non avevo cercato di disegnarlo dagli attori live-action. Loro sono estremamente influenti per me come qualcuno che da bambino guardava questi film e li amava e ammirava, sono sicuro che siano scavati nel mio subconscio. L’unica performance da cui mi sentivo ispirato era quella di Mark Hamill della serie animata. Ha vissuto con quel personaggio da 20 anni e ha fatto un lavoro incredibile con il suo dinamismo, è qualcosa che ho apprezzato molto. Oltre a questo ho letto ogni cosa importante nei fumetti che coinvolgeva il personaggio, guardando il suo volto, com’era disegnato e cosa potevo prendere da ciò.

Tv Line: Direbbe che Jerome è uno sfrontato cucciolo malato?
[Ride] Sì, credo che potremmo definirlo un cucciolo malato – e lui lo apprezzerebbe. Probabilmente ringrazierebbe. Gli piace uccidere la sua umanità, a volte letteralmente come quando sopprime i suoi genitori. Egli è totalmente devoto a un’idea di follia che è quasi ammirevole. È totalmente orribile, ma c’è qualcosa di stranamente carismatico nella sua passione.

 

Tv Line: C’era quella battuta quando viene pugnalato da Theo, “You’re singin’ my song”.
Sì, il personaggio di Galavan è la prima persona che credo Jerome ha incontrato che gli presenta l’idea di usare il mondo come un grande palcoscenico per mettere in scena il male, non avere soltanto dei piccoli atti personali ma portare ciò ad un livello più vasto. Galavan era quasi una figura paterna per lui, una bella svolta.

 

gothamTv Line: Hai visto l’episodio finito? Cosa ne pensi del montaggio di chiusura che evoca la premonizione del padre di Jerome?
Sì, Jerome ha detto a Essen nel secondo episodio che lui “si diffonderà in tutta la città come un virus”. Questo è il modo migliore per descrivere la sua personalità, contagiosa, nel miglior e peggior modo possibile.

 

Tv Line: Cosa ti mancherà di più della serie?
Mi mancherà interpretare questa parte e i miei colleghi attori che non sono solo dei fenomeni davanti alla telecamera ma anche delle persone incredibilmente belle. Per un cast ricco di “cattivi” e di “duri” sono tutti molto dolci e accoglienti. Non mi mancheranno le tante notti insonni che ho avuto per questa parte.

 

Tv Line: Cosa nello specifico ha reso insonni le tue notti?
Un mix di eccitazione e intimidazione e il ruolo stesso anche. Ero nella testa di quel personaggio quando giravamo per 15 ore al giorno, per fortuna ho una ragazza molto paziente. [Ride] Quando tornavo a casa ed era ancora “on” lei era tipo. “ok, Cameron, va bene… ho capito”.

 

Tv Line: Dal momento che eri così entusiasta di interpretare tale ruolo, hai mai chiesto ai produttori, “siete sicuri che lui non sia il Joker, con la J maiuscola”?
Penso che fosse il Joker, nel senso che ne rappresentava l’idea, il concetto più ampio e da qualche parte qualche bambino o una persona guardando [quei filmati/servizi dei telegiornali] e scavando nella sua mente, scatterà un giorno e prenderà in consegna ciò. L’idea di questa persona sarà presa in possesso da qualcuno di completamente nuovo. Quindi, io amo il concetto – qualcosa del genere è davvero spaventoso e mi ha entusiasmato quando ho letto l’episodio.

 

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