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Gomorra

Gomorra: Recensione degli episodi 2.09 – 2.10

Gomorra

La prima volta che la camorra attirò l’attenzione mediatica mostrandosi in tutta la sua feroce brutalità e segnalandosi come problema di rilevanza nazionale e non infelice disgrazia capitata ai soli sfortunati napoletani, risale alla guerra degli anni ottanta tra la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia, alleanza egemonizzata dai Zaza – Nuvoletta – Bardellino – Alfieri. La lunga lista di morti da entrambe le parti che insanguinò le vie del capoluogo campano fece passare in secondo piano un aspetto vagamente progressista, considerati i tempi, ossia il ruolo delle donne. Rosetta Cutolo e Pupetta Maresca non furono, infatti, solo illustri testimoni di questa spietata faida, ma al contrario furono tra coloro che mossero le pedine di questa mortale partita a scacchi. Ruoli di comando che erano insoliti nell’Italia di quegli anni e non solo nel maschilista mondo criminale, ma anche nella più emancipata società civile.

Gomorra 2x09 2x10Rosetta Cutolo e Pupetta Maresca sono state, nel loro modo sicuramente esecrabile e distorto, delle pioniere che hanno aperto la strada alla diversa considerazione che oggi hanno le donne nella criminalità organizzata dove non è più raro trovarle ad occupare posizioni di vertice. È, quindi, corretto che anche Gomorra dedichi il giusto spazio alle donne di camorra incentrando su tre di loro i due episodi di questa settimana. Era già accaduto nella prima stagione con la lunga e fondamentale parentesi del regno di donna Imma, responsabile in modo diretto della maturazione di Genny e inconsapevole complice dell’ascesa di Ciro. Succede di nuovo in questa seconda stagione con il personaggio di Scianel, esponente di spicco dell’Alleanza che ha preso il posto dei Savastano. La sorella di Zecchinetta (parentela che giustifica l’astio nei confronti dei ragazzi del vico e da una maggiore sostanza alla vendetta contro Lello O’Track che affronta la morte con il suo usuale fare sprezzante) è, infatti, l’erede ideale della defunta moglie di don Pietro. Non solo per l’imperturbabile fermezza e la calma determinazione con cui dirige il suo clan ordinando uccisioni spietate e punizioni umilianti, ma soprattutto per il modo in cui questa granitica solidità si scioglie quando deve rapportarsi con un figlio quasi idolatrato. Come il Genny pre-Honduras, anche Lelluccio è, infatti, poco più di un figlio di papà che deve preoccuparsi solo di sedersi ad una ricca tavola che altri hanno imbandito per lui. È Scianel a vigilare su sua moglie, a proteggerne gli interessi, a vendicare la morte di suo padre, a punire chi ha tentato di ucciderlo, ad assicurargli un posto di primo piano nell’Alleanza facendogli assegnare la ricca piazza di spaccio del defunto Principe. La donna famosa per la sua capacità di riconoscere i profumi (anche quello della morte) incarna il prototipo della donna di camorra che ha dovuto cancellare la sua femminilità per nuotare indenne in una vasca di squali, che ha dovuto accontentarsi di cantare da sola in bagno con un vibratore come microfono, che ha accettato di stordirsi in interminabili partite di bingo e giochi a carte con le comari del palazzo per fingere una normalità che non può avere. Una donna che ha rinunciato ad essere ciò che magari avrebbe voluto essere, ma che non ha dimenticato tuttavia cosa sia l’amore di una madre pur arrivando ad essere oppressiva come solo una mamma orfana di altri affetti può essere. Un personaggio che, in questo episodio, acquista un rinnovato spessore e che sarebbe un peccato vedere sparire dopo il fortuito arresto.

Gomorra2x09x10MarinellaPrigioniera del delirio opprimente di Scianel è principalmente Marinella, la giovane moglie di Lelluccio a cui spetta l’ingrato compito di impersonare il più triste dei ruoli che possono spettare ad una donna di Gomorra. La ragazza senza sorriso è, infatti, la vittima incolpevole di un amore che è probabilmente sincero (perché questo suggeriscono gli occhi sorridenti di Lelluccio durante le visite in carcere e la sua incapacità di cacciarla come vorrebbe la madre), ma nondimeno diventa una condanna a vita che spegne ogni vitalità e cancella ogni possibile gioia. Sebbene il rapporto tra i due ci venga presentato senza un passato, è facile immaginare che Marinella sia ciò che la Noemi di Genny sarebbe diventata se non ci fosse stata la faida che lo ha costretto alla fuga. Eppure, Marinella non può fare a meno di cercare una evasione impossibile che si tratti di una relazione clandestina con l’autista di Scianel (portata avanti in maniera troppo palese per essere credibile) o il farsi complice del tentato omicidio di Lelluccio. Anche quando tutto sembra perso, Marinella scoverà nel suo doloroso profondo un insospettabile coraggio presentandosi alla stazione di polizia e diventando così il primo e finora unico personaggio positivo di questa serie.

Gomorra 2x09 2x10Se facile è emettere un giudizio su Scianel e Marinella, più complesso è giudicare Patrizia. La nipote di Malammore si costringe inizialmente ad accettare il ruolo di vivandiera di don Pietro, ma a questa condizione di subalterna che non ha neanche il diritto di pensare con la propria testa, Patrizia si ribella presto mostrando un orgoglio indomito che non può che essere apprezzato dal boss. Il desiderio di assicurare al fratello e alla sorella quella sicurezza economica e quegli agi superflui che la rischiosa posizione le garantisce, sembra essere il movente forzato della sua scelta; ma di quel mondo da cui voleva tenersi fuori Patrizia sta iniziando a far parte con sempre maggiore convinzione e quasi con un inaspettato piacere come le sottolinea il fratello. Ed, infatti, Patrizia si fa protagonista di una pericolosa opera di depistaggio che permette a Genny di salvare Pietro e a sé stessa di salire altri gradini nella tacita ammirazione del boss dei Savastano. Se vittima poteva essere ritenuta al suo debutto nella serie, complice e molto di più deve essere ormai considerata.

Pur concentrandosi su queste tre donne, i due episodi riescono comunque a far avanzare la trama e proseguire l’evoluzione caratteriale di quelli che possono essere considerati i protagonisti della serie. Così vediamo un Ciro che inizia a mostrare segni di debolezza sia nella gestione del potere (perché troppo presuntuosa è la sua gestione dei ragazzi del vico nonostante le continue lamentele del Cardillo) che nella fiducia in sé stesso (con il peso dei morti che gli impedisce di uccidere ancora anche quando dovrebbe). Situazione simile a quella del suo nemico giurato, quel Pietro che accetta di ingannare lo stesso figlio nella rincorsa al potere, ma che confessa la stanchezza di non potersi fermare. Primi segnali di debolezze che finiranno probabilmente per rafforzare la posizione di Genny che si candida a possibile ago della bilancia nella lotta tra i due avversari. Se davvero sarà questo il caso, lo scopriremo in quel seguito che aspettiamo ansiosi di vedere.

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2.09 - 2.10
  • Donne di camorra
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