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Gomorra – La Serie: Recensione degli episodi 1.11 e 1.12

“Qui non ci sono colori. Qui è tutto grigio”

Quante cose sono successe dai primi due episodi. Tradimenti, morti, vendette hanno segnato la caduta dell’impero dei Savastano.

Don Pietro, il potente boss, ha perso tutto il suo potere mentre era inerte al 41bis. Donna Imma, rappresentante della camorra di una volta, con un codice da rispettare e una morale da seguire, brutalmente uccisa mentre tentava di salvare il figlio e il clan, come ogni madre che si rispetti. Genny ha fatto la fine che meritava. Troppo stupido per prendere lo scettro del padre, ci ha provato a fare il duro ma con risultati più che fallimentari. Se il clan è andato allo scatafascio è colpa sua.

Gomorra La SerieCerto, l’Immortale ci ha messo lo zampino. Ciro sapeva bene quali tasti toccare, quali azioni innescare per prendere il potere. L’abbiamo visto fin da subito che era un traditore e quale era il suo scopo, ma non sapevamo davvero di cosa fosse capace. Tradire un boss è una cosa, uccidere una ragazzina innocente ne è un’altra. E non sappiamo neanche quanto alla fine ci guadagnerà da questa storia. Quanto potere gli darà Conte? Sarà davvero lui il nuovo boss? Riuscirà a riguadagnare il rispetto della sua famiglia o ha perso il loro amore per sempre?

Che serie che è stata Gomorra. Non ci siamo mai annoiati. Guardandola siamo stati sempre sul chi va là, sempre con l’idea che qualcuno stesse per fare una brutta fine. Neanche ci provo a fare il conteggio di morti, vittime innocenti o artefici del loro destino, che hanno segnato queste settimane.

Gli ultimi episodi si aprono entrambi con un funerale. Il primo con quello di Danielino, con la cruda omelia del sacerdote che non la manda tanto a dire ai boss seduti nelle prime file. Il secondo con quello di Donna Imma, l’unico simbolo di quella camorra che si considera famiglia. La boss che ascolta i problemi del quartiere, che cerca di risolvere le incomprensioni, che ‘i panni sporchi si lavano in famiglia’, secondo cui la guerra viene vinta da chi sa aspettare. Neanche lei riesce a sfuggire alla sete di potere dell’Immortale.

Gomorra La SerieEd entrambi gli episodi si chiudono con una morte. Prima quella di Donna Imma, avvenuta per strada davanti agli occhi dei passanti, e poi quella di Genny, ancora più violenta. L’Immortale ha perso qualsiasi segno di umanità e moralità, qualsiasi sentimento se non quello dell’odio che prova verso i Savastano. Uno scontro a fuoco durante una recita scolastica, davanti agli occhi di bambini innocenti. Purtroppo succede anche questo.

Alla fine i Savastano che temono gli altri boss si distruggono con le proprie mani. La guerra civile nata all’interno del clan e che vede contrapporsi i vecchi bracci destri di Don Pietro ai nuovi ragazzi di Genny segna la loro fine.  Il mancato rispetto verso il passato e il rifiuto verso il nuovo si scontrano provocando una guerra che si combatte per le strade, davanti agli occhi di tutti e che provoca vittime in entrambe le fazioni.

Ciro vuole fare la scissione, proprio come nella vita vera gli scissionisti di Secondigliano hanno fatto la guerra al clan Di Lauro. Ciò che ci aspetta è chiaro: violenza e morte sono dietro l’angolo.

gomorra-04L’ultimo gesto di rispetto verso il clan è presenziare al funerale di Donna Imma, poi la battaglia comincia per le strade. Una battaglia per cui si reclutano anche i bambini e in cui vengono coinvolte anche le famiglie.

Genny non si fa cogliere impreparato e, rifugiatosi nelle Vele, manda i suoi a fare piazza pulita. Mancano due nomi all’appello e l’uomo da trovare è senza dubbio Ciro Di Marzio, colpevole di alto tradimento. Sulla sua testa una taglia di 150 mila euro che fa gola a molti.

L’episodio è un continuo crescendo di accordi, piani, incontri fino alla recita dei bambini, a cui saranno presenti Ciro e famiglia. Anche stavolta l’Immortale è un passo avanti e davanti al pubblico e ai bambini che stanno sul palco uccide a sangue freddo Genny. Ci sembra morto, eppure vediamo la macchina da presa soffermarsi su di lui e ci sembra di vedere un movimento. Che non sia giunta la sua ora?

gomorra-03Manca solo Don Pietro all’appello. Viene prelevato anche lui, mentre viene trasferito dal carcere ad un centro per malati mentali. Pensate davvero che Don Pietro sia uscito fuori di senno? Sembra abbia adottato la tecnica di Cutolo, fingendo la malattia mentale per essere trasferito. Certo, se è così ne ha avuto di sangue freddo per non reagire alla morte della moglie.

Cosa aspettarci dalla seconda stagione, già confermata, è difficile dirlo. Se guardiamo a fatti realmente accaduti, gli scissionisti prenderanno il potere, ma dovranno guardarsi sempre le spalle. Sarà stata una buona idea allearsi con Conte? E cosa accadrà a Don Pietro?

La risposta a queste domande è affidata a Stefano Sollima e Roberto Saviano che, ne sono certa, non ci deluderanno.

Gomorra la serie

Emozionante

Valutazione globale

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1 commento

  1. Con colpevole ritardo ho finalmente visto il finale di Gomorra ! Che dire ? Cinque stelle senza se e senza ma !

    Cercando di convincere un amico a vederla, avevo scherzosamente fatto un parallelo con Game of Thrones e la cosa, in realtà, non è tanto campata in aria. Pietro Savastano è un Tyrion Lannister che deve cedere il potere ma sa ancora ruggire al momento opportuno (vedi la fuga nel finale); Donna Imma può dare lezione a Cersei avendo capito come anche la pace possa essere un’arma potentissima per fare la guerra (e poi c’ha anche una guardia del corpo stile Brienne versione cattiva); Genny è Sansa Stark che prova a diventare Joffrey ma proprio come Joffrey alla fine perde (ma mi sa che non è morto per via dell’ unico errore di Ciro che non da il classico colpo di grazia) perchè non sa regnare ma solo ordinare; Salvatore Conte è uno Stannis che si appella alla fede quando gli fa comodo ma sa accontentarsi del suo ruolo nell’attesa di rinforzarsi senza attaccare scriteriatamente; Ciro ha l’astuzia e l’ambizione di Ditocorto ma il coraggio di mettersi in prima linea con la capacità di Brom di giocare sporco se serve (tipo torturare la ragazzina o sparare tra i bambini). E poi tutta una serie di figure di contorno che recitano bene i propri ruoli con convinzione e verismo (tutta la gang di Genny tanto feroci quanto stupidi, ma anche gli storici del clan scissi tra la fedeltà al loro vecchio capo e l’avversione verso il nuovo che non riconoscono).

    Gomorra fa, forse, qualcosa in più. Cancella del tutto il bene e non disegna neanche una figura con cui sia possibile empatizzare. Mancano, per continuare il parallelismo con Game of Thrones, personaggi come Tyrion o lo stesso Jamie che sanno affascinare nonostante siano dalla parte dei cattivi. In Gomorra, c’è tantissima umanità, ma solo nel suo lato peggiore. Ci sono i sentimenti, ma (come nelle migliori tragedie di Shakespeare ) declinati nel loro lato più oscuro. Così il desiderio di emergere di Ciro diventa ambizione consumante che ingoia ogni altro sentimento lasciando solo un’ arida astuzia e un profondo odio senza nessun amore neanche per la figlia (usata addirittura come esca). La volontà di proteggere il proprio figlio diventa sete di potere in una donna Imma che ritiene Genny incapace, ma non si limita ad aiutarlo ad emergere ma al contrario prova ad uccidere ogni suo tentativo di crescere (mandandolo in Honduras a rischiare di farsi ammazzare). C’è la fedeltà ai propri ideali, ma questi stessi ideali sono distorti e carichi di morte eppure irrinunciabili come avviene per i tanti uomini del clan. C’è il desiderio di crescere per diventare autonomi e adulti, ma qui adulti significa uccidere come capisce Danielino che accetta con serenità questa verità fino alle sue estreme conseguenze.

    A chi si è lamentato che Gomorra sia una cattiva pubblicità per Napoli, andrebbe detto che Gomorra parla della camorra e di cosa essa rappresenta, parla del degrado di un tessuto sociale lacerato e di come non ci sia speranza. Ma non sta inventando niente che non sia già noto e non parlarne è come mettere la povere sotto il tappeto e dire che è tutto pulito. Ma, soprattutto, Gomorra parla del male e di quanto possa essere distruttivo ma anche inevitabile. Che si tratti della camorra è quasi irrilevante se lo si guarda da questo punto di vista.

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