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Gomorra: 5 motivi per recuperare la serie

Gomorra – La serie è andata in onda nel 2014, debuttando su Sky Atlantic con una prima stagione di dodici episodi. La serie è stata ideata da Roberto Saviano, che nel 2006 ha pubblicato l’omonimo libro, e diretta da Stefano Sollima, Francesca Comencini e Claudio Cupellini. Matteo Garrone ha adattato il romanzo per un film nel 2008, ma la serie racconta una storia diversa, focalizzata sul clan dei Savastano. La prima serie ha avuto un successo nazionale ed internazionale incredibile, esportando la serie in tutto il mondo e ricevendo il plauso di critica e pubblico. Il 10 maggio 2016 è andata in onda la prima puntata della seconda stagione, quindi se non avete ancora visto la prima serie è il momento di recuperare! Ecco 5 motivi per farlo:

#1 – Certe cose bisogna saperle

La fiction è finzione per definizione, ma a volte è un mezzo potente per raccontare la verità. Non importa cosa pensate del romanzo Gomorra, oppure del film, la serie tratta una storia inedita, di finzione sì, ma più che mai vera. Probabilmente non tutti hanno idea di come agisca la camorra e di come funzioni all’interno dei clan, ma certe cose bisogna saperle, e Gomorra – La serie fa un ottimo lavoro a presentarcele nella maniera più credibile possibile, facendoci male ma anche bene, perché ci permette di conoscere qualcosa che altrimenti ignoreremmo quando non dobbiamo. E’ importante sapere, informarsi, e anche se non si tratta di un genere documentaristico, come detto all’inizio, alle volte la finzione spiega la verità in maniera molto più chiara di quanto ci aspettassimo.

#2 – Finalmente una bella serie italiana

Sin da piccoli, noi spettatori, siamo bombardati dal paradigma americano al cinema e in TV, facendo costantemente il paragone fra i prodotti made in USA e quelli nostrani. La comparazione dei due termini ha portato ad una spaccatura, tanto da giudicare i film americani come i migliori in alcuni generi, ad esempio il poliziesco o il film d’azione. Ma a volte capita che una serie TV italiana stupisca tutti e colpisca anche il pubblico internazionale. Questo è il caso di Gomorra, una serie fatta così bene che ad una prima occhiata fa dubitare che si tratti di un prodotto italiano al 100%. Questi momenti seriali e cinematografici sono purtroppo rari, ed è per questo che quando il miracolo avviene bisogna approfittarne e sostenere l’alta qualità del made in Italy.

#3 – Il cast

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Ho parlato con diversi miei amici che hanno confessato di non aver mai guardato Gomorra – La serie, ma di aver visto alcune clip, video parodia e quindi di conoscere i personaggi e le battute cult. Se un personaggio diventa popolare anche per chi non ha visto la serie, qualcosa vorrà dire. Nella storia è difficile affezionarsi ai protagonisti, ma il bello di Gomorra è proprio questo: raccontare il male non può essere facile, chi è coinvolto è necessariamente detestabile, ma pur sempre umano. Ciro, Genny, Salvo, hanno diverse sfaccettature e vengono rappresentati nella loro complessità di essere umani e criminali. Ma la loro forza sta nella bravura degli attori che li interpretano. Salvatore Esposito, Marco D’Amore, sono stati completamente assorbiti dai loro alter-ego dello schermo, tanto che in altri contesti si fatica a riconoscerli. Oramai sono diventati dei volti-icona e sarebbe impossibile immaginare Gomorra – La serie senza di loro.

#4 – Gli addetti ai lavori

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Quando si guarda una serie TV si è consapevoli che ci sia un team di addetti ai lavori a muovere le fila di quello che stiamo guardando, e sebbene alle volte non sia rilevante sapere chi ci stia dietro, alle volte è determinante; infatti capita che basti la presenza di un attore che ci piace o di un regista che apprezziamo a convincerci a guardare lo show. La fiducia dello spettatore è importante, così come lo è l’esperienza di registi, sceneggiatori, fotografi, fonici eccetera. Gomorra – La serie vanta di una squadra formidabile, capitanata da Stefano Sollima, che ha già dato prova di saperci fare con una serie “del genere” con Romanzo Criminale (probabilmente la sola serie tutta italiana paragonabile a Gomorra) e ha diretto nel 2015 il film Suburra. Insieme a lui lavorano Francesca Comencini, regista di Lo spazio bianco e Un giorno speciale, e Claudio Cupellini, di recente nei cinema con Alaska. Le musiche della serie sono state composte dai Mokadelic, un gruppo italiano che ha già composto altre colonne sonore, come quella per il film di Gabriele Salvatores, Come Dio comanda. Al montaggio c’è Patrizio Marone, Nastro d’Argento come miglior montatore nel 2004 per il film di Sergio Castellitto, Non ti muovere, e montatore di quasi tutti i film di Ferzan Ozpetek oltre che di diversi video musicali. La lista continua, ma il punto è che la qualità si vede e la fa chi lavora dietro l’obiettivo.

#5 – Roberto Saviano

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Roberto Saviano poteva essere inserito qui sopra, tra gli addetti ai lavori, ma io credo che meriti un paragrafo a parte. In questa sede non voglio parlare di Saviano come personaggio pubblico, ma come ideatore di una serie TV basata su un suo romanzo. Tecnicamente è corretto dire che senza di lui non ci sarebbe nessun Gomorra. Ma perché lui è un motivo per guardarla? Molteplici risposte rispondono a questa domanda. La prima è che fa sentire tutti più sicuri sapere che alla testa del progetto televisivo di Gomorra ci sia il suo “papà”, un po’ come ci rassicurerebbe sapere che J.K. Rowling abbia creato una serie TV su Harry Potter. In secondo luogo, chi non ha avuto il coraggio o il tempo di vedere il film oppure di leggere il libro, può rifarsi con la serie TV, che rimane una storia interessante e frutto della stessa mente. Da ultimo, nel caso Roberto Saviano non vi abbia mai convinto, dategli una chance come showrunner, potrebbe finalmente piacervi; se invece lo avete sempre stimato, Gomorra – La serie vi darà un altro motivo per apprezzarlo.

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