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Cinema

Golden Globes 2020: vincitori e vinti

Golden Globe Awards 2020

L’Epifania tutte le feste porta via, tranne quelle di chi ieri sera si è portato a casa un Golden Globe. Sono stati, infatti, proclamati nella serata di ieri (la notte in Italia) i riconoscimenti assegnati dalla stampa estera alle migliori produzioni per il piccolo e grande schermo dell’anno solare 2019. A poco più di due mesi dai più iconici Oscar, i Golden Globes hanno anche il compito non scritto di suggerire su chi scommettere per gli Oscar stessi e dove investire per la prossima stagione televisiva. La lista di vincitori e nominati la trovate in fondo a questo articolo, ma prima proviamo a trarne qualche indicazione con commenti in libertà. Per parlarne tra noi e, soprattutto, per sentire la vostra opinione.

Golden Globes 2020: vincitori e vinti - Quentin Tarantino
Golden Globes 2020 : vincitori e vinti – Quentin Tarantino – Credits: NBC

Golden Globes: Vincitori a sorpresa (?)

Probabilmente non se lo aspettava neanche lui. O, forse sì, ma non in questi termini. Di certo, non era semplice pronosticarlo dopo aver visto al cinema quello che veniva considerato da più parti il titolo più distante dai suoi eccessi tipici. Sarà stato questo il motivo o sarà che Hollywood ama guardarsi allo specchio e celebrare sé stessa anche quando è una versione passata e molto edulcorata. Sia quel che sia, è C’era una volta ad Hollywood il film che può ritenersi il vincitore di questa edizione dei Golden Globe.

Candidato in cinque categorie (film comedy, attore non protagonista, attore protagonista in un comedy, regia, sceneggiatura), se ne lascia sfuggire due tra cui il premio alla regia. Quentin Tarantino si consola con due premi prestigiosi come miglior film comedy e migliore sceneggiatura, mentre Brad Pitt è la metà felice del duo di protagonisti con Leonardo Di Caprio che deve arrendersi all’Elton John di Taron Egerton nella categoria migliore attore comedy. Un bottino sicuramente inatteso vista anche la concorrenza.

Non è ancora arrivato in Italia per cui è impossibile dire se sia o meno una sorpresa il successo di 1917 di Sam Mendes. Di sicuro adesso c’è un motivo in più per aspettare il 23 Gennaio in cui debutterà nei cinema italiani. Anzi, due motivi in più: miglior film e migliore regia. Due e mezzo se si considera che era anche candidato come migliore colonna sonora. Punteggio che raddoppia se si va a vedere la concorrenza che il film di Mendes ha sbaragliato. Nomi e titoli di primissimo piano come Martin Scorsese con il suo The Irishman e Todd Phillips e Joker (che può comunque vantare lo scontato premio per migliore attore protagonista a Joaquin Phoenix).

Potremmo almanaccare una motivazione notando che 1917 è un film di guerra che si svolge sul fronte della prima guerra mondiale. E, a differenza che in Italia, la Grande Guerra è molto sentita e ricordata nel Regno Unito e in Francia (dove ci sono giorni di festa nazionali dedicati). Potrebbe bastare per tirare la volata per gli Oscar. A meno che …

Golden Globe Awards 2020: vincitori e vinti - Bong Joon Ho e il cast di Parasite
Golden Globes 2020: vincitori e vinti – Bong Joon Ho e il cast di Parasite – Credits: NBC

Il nuovo cinema asiatico

A meno che i giurati dell’Academy non accolgano il suggerimento di Bong Joon Ho: “una volta che supererete la barriera dei sottotitoli sarete introdotti a un mondo incredibile di film”. Frase pronunciata non a caso durante il discorso di ringraziamento per il Golden Globe come miglior film straniero a Parasite. Premio più che meritato per quello che in redazione abbiamo candidato a miglior film del 2019 e inserito nelle personali top ten del decennio di ognuno di noi. Qualità che erano state implicitamente riconosciute anche dalla stampa estera che aveva candidato l’ultima fatica del maestro coreano anche nelle categorie regia e sceneggiatura. Se si aggiunge il non trascurabile particolare che anche al botteghino americano il film è andato piuttosto bene, diventa facile pronosticare Parasite come possibile vincitore a sorpresa di più di una statuetta. Se non della più importante in assoluto.

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Anche se non fosse questo l’esito finale, va detto che il premio a Parasite indica una rinnovata attenzione al cinema asiatico. Conferma ne è la vittoria di Awkwafina come migliore attrice comedy per la performance in The Farewell che era candidato anche come miglior film straniero. A rigore, la giovane rapper è americana sebbene di genitori cinesi e il film è una produzione statunitense. Ma si respira Cina in tutta l’opera, segno di un rinnovato interesse verso il cinema dell’Estremo Oriente, Cina o Corea che sia. Presto per dire se sia un caso, ma vale la pena segnalare la possibilità.

Golden Globe Awards 2020: vincitori e vinti - Marriage Story
Golden Globe Awards 2020: vincitori e vinti – Marriage Story – Credits: Netflix

La qualità negata

Il premio a Parasite mette d’accordo grande pubblico e cinefili, ma questi ultimi possono e devono lamentarsi per il grande assente da questa premiazione. Nessun premio maggiore va, infatti, a Marriage Story di Noah Baumbach che la critica aveva tanto elogiato. Ed, infatti, il fim prodotto da Netflix si era guadagnato sei nominations. Ma porta a casa solo il premio per migliore attrice non protagonista a Laura Dern. Davvero difficile comprendere come un film di un livello qualitativo così alto abbia riscosso tanto poco in termini di premi. Anche perché, con tutto il rispetto per Quentin Tarantino, appare incomprensibile giudicare la sceneggiatura del suo film migliore di quella di Baumbach.

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Più personale e perciò opinabile la parziale delusione per la poca attenzione riservata al cast di Chernobyl con Jared Harris, Stellan Skarsgard e Emily Watson che erano candidati come attore protagonista, attore e attrice non protagonista in una miniserie. A vincere è solo il veterano attore svedese (patriarca di una famiglia che vede i figli Alexander, Gustaf e Bill calcare i palcoscenici di cinema e serie tv), ma anche i suoi colleghi avrebbero meritato la vittoria. A scipparla loro sono Russel Crowe per The Loudest Voice e Patricia Arquette per The Act. Harris e Watson pagano probabilmente dazio alla natura più corale di Chernobyl che non lascia risaltare le singole performance. Ci si può comunque consolare con il più che meritato premio come migliore miniserie.

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Golden Globe Award 2020: vincitori e vinti - The Irishman
Golden Globes 2020: vincitori e vinti – The Irishman – Credits: Netflix

La grande delusa ai Golden Globes 2020

Chi sicuramente torna a casa con più musi lunghi che sorrisi è Netflix. Il colosso dello streaming aveva investito molto quest’anno sul cinema sia in termini economici che di prestigio. E i risultati sembravano sul punto di arrivare con la pioggia di nomination a questi Golden Globe. Tre titoli (Marriage Story, The Irishman, The Two Popes) su cinque nella categoria miglior film. Uno come migliore commedia (Dolemite is my name).
Una sfilza di nomi in tutte le altre categorie più prestigiose: Martin Scorsese come regia; Steve Zaillian, Anthony McCarten e Noah Baumbach alla sceneggiatura; Jonathan Pryce e Adam Driver attore protagonista; Scarlett Johansson attrice protagonista; Joe Pesci, Al Pacino e Anthony Hopkins attori non protagonisti, Laura Dern attrice non protagonista. Sebbene la concorrenza in alcune categorie fosse decisamente forte, sembrava impossibile fare a meno di una robusta busta della spesa per portare a casa i premi vinti.

Invece, a Netflix non resta che ringraziare Laura Dern che evita lo zero assoluto nella casella nominations convertite in premi. Una sconfitta tanto pesante da far sorgere il sospetto che ci sia più di un giudizio di merito sui singoli prodotti. Come se la stampa estera avesse voluto accodarsi ai festival più elitari (chi ha detto Cannes?) che negano che quello prodotto dai colossi dello streaming si possa chiamare cinema. Solo perché non va direttamente in sala. Punto di vista ampiamente criticabile che diventa ingiustificato e inaccettabile di fronte a opere come Marriage Story e The Irishman.

Se Sparta piange, Atene non ride in casa Netflix. Anche sul versante serie tv, le cose non vanno poi tanto meglio. La tripletta di nominations rappresentata da The Crown, The Politician e Unbelievable (nelle categorie miglior serie drama, serie comedy, miniserie) e ai rispettivi cast sembrava promettere bene. Anche se stonava la clamorosa assenza di When They See Us. A vincere, però, è al sola Olivia Colman (una certezza dei Golden Globe: terza vittoria su tre nominations) per il ruolo della regina Elisabetta. Restano a bocca asciutta altri nomi importanti della stessa serie (Tobias Menzies e Helena Bonham Carter) come anche il trio femminile di Unbelievable (Kaitlyn Dever, Merrit Wever e Toni Collette) che però sapevano già di non avere chance realistiche. Brucia, comunque, molto meno la sconfitta in questo caso. L’agone è molto più ampio e le nominations sono già un pregiato fiore da appuntarsi all’occhiello.

Golden Globe Awards 2020: vincitori e vinti - Brian Cox
Golden Globes 2020 2020: vincitori e vinti – Brian Cox – Credits: NBC

Il nuovo Game of Thrones?

Titolo volutamente provocatorio perché niente hanno in comune le due serie in questione. Tranne una cosa: essere diventate una miniera di premi per HBO. Nell’anno in cui il colosso americano ha dovuto salutare Game of Thrones (con una stagione finale che non è stata neanche nominata), ci si interrogava su cosa ne avrebbe preso il posto come gallina dalle uva d’oro. Nell’attesa di capire se His Dark Materials possa esserlo dal punto di vista del marketing, la rete scopre di avere già in casa il piatto giusto per i gourmet.

E lo aveva già da un anno perché la serie vincitrice del premio come miglior drama è Succession. Arrivata alla sua seconda stagione, la serie vince a sorpresa anche il premio come migliore attore a Brian Cox (il primo a non aspettarselo), mentre può vantare anche la nomination di Kieran Culkin come non protagonista. Se si aggiungono le nominations agli Emmy dove vinse per migliore sceneggiatura di un episodio tv, si capisce che è Succession il titolo da recuperare assolutamente.

Golden Globe Awards 2020: vincitori e vinti -Ramy Youssef
Golden Globes 2020: vincitori e vinti -Ramy Youssef – Credits: NBC

Il comedy dei volti nuovi

In risposta ai dubbi sulla sua possibile fine, il comdedy si conferma il genere dove c’è maggiore vivacità e ricambio di nomi e volti. Lo scontro fratricida di casa Amazon tra Fleabag e The Marvelous Mrs Maisel è vinto di nuovo dal primo con Phoebe Waller – Bridge che bissa la doppietta migliore serie e migliore attrice comedy già fatta agli Emmy. Ma la sorpresa è Ramy Youssef che batte un veterano come Michael Douglas e un big come Paul Rudd vincendo il premio come migliore attore protagonista in una serie comedy. Un esordio assolutamente convincente.

Più in generale, non si può non sottolineare come le categorie legate al comedy siano quelle dove maggiore è la percentuale di serie al debutto assoluto (The Politician, Living with Yourself, The Kominsky method, Russian Doll, tutte di Netflix) o alle prime stagioni (Barry oltre alle due di casa Amazon). Notevole anche la forte presenza femminile che manca invece nelle categorie drama e in quelle legate al cinema.

A proposito di comedy e cinema, attenzione a Jojo Rabbit di Taika Waititi che arriverà in Italia il 16 Gennaio, ma è presente da Novembre nelle sale d’oltreoceano. L’irriverente commedia del regista neozelandese (che interpreta uno sgangherato e ridicolo Adolf Hitler amico immaginario di un dodicenne tedesco durante la guerra del 1945) si è già guadagnata una doppia nomination come migliore film comedy e migliore attore protagonista al giovanissimo Roman Griffin Davis. Un ottimo biglietto da visita.

Golden Globe Awards 2020: vincitori e vinti - Joaquin Phoenix
Golden Globes 2020: vincitori e vinti – Joaquin Phoenix – Credits: NBC

La lista completa dei vincitori dei Golden Globes 2020

Chiudiamo riportando la lista completa dei candidati nelle categorie principali con in prima posizione in corsivo il nome del vincitore. Non prima di aver osservato come, dopotutto, nelle categorie attoriali per il cinema le previsioni siano state rispettate. Joaquin Phoenix e Renée Zellweger avevano già fatto spazio sulla mensola in salotto in attesa adesso anche dell’Oscar. Brad Pitt fa fuori ora tre mostri sacri, ma difficilmente farà il bis agli Oscar, cosa che potrebbe riuscire invece a Laura Dern. A voi decidere chi dei nomi in lista avrebbe meritato di più o di meno. E ricordate che ci sono ancora gli Oscar per rimediare.

Miglior film drammatico: 1917, Joker, Marriage Story, I due papi, The Irishman

Miglior film commedia o musicale: C’era una volta a Hollywood, Dolemite is my name, Jojo Rabbit, Cena con delitto, Rocketman

Migliore attrice protagonista in un film drammatico: Renée Zellweger (Judy), Cynthia Errivo (Harriet), Scarlett Johansson (Marriage Story), Saoirse Ronan (Piccole donne), Charlize Theron (Bombshell)

Migliore attore protagonista in un film drammatico: Joaquin Phoenix (Joker), Christian Bale (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas (Dolor y Gloria), Adam Driver (Marriage Story), Jonathan Pryce (I due papi)

Migliore attrice protagonista in un film comedy: Awkwafina (The Farewell), Emma Thompson (Late Night), Ana de Armas (Cena con delitto), Cate Blanchett (Dove è finita Bernardette?), Beanie Feldstein (Booksmart)

Migliore attore protagonista in un film comedy: Taron Egerton (Rocketman), Daniel Craig (Cena con delitto), Roman Griffin Davis (Jojo Rabbit), Leonardo Di Caprio (C’era una volta ad Hollywood), Eddie Murphy (Dolemite is my name)

Migliore attrice non protagonista: Laura Dern (Marriage Story), Margot Robbie (Bombshell), Kathy Bates (Richard Jewell), Annette Bening (The Report), Jennifer Lopez (Hustlers)

Migliore attore non protagonista: Brad Pitt (C’era una volta ad Hollywood), Tom Hanks (Un amico straordinario), Anthony Hopkins (I due papi), Al Pacino (The Irishman), Joe Pesci (The Irishman)

Migliore regia: Sam Mendes (1917), Bong Joon Ho (Parasite), Todd Phillips (Joker), Martin Scorsese (The Irishman), Quentin Tarantino (C’era una volta a Hollywood)

Migliore sceneggiatura: Quentin Tarantino (C’era una volta a Hollywood), Bong Joon Ho e Han Jin Won (Parasite), Noah Baumbach (Marriage Story), Steven Zaillian (The Irishman), Anthony McCarten (I due papi)

Migliore film straniero: Parasite (Corea), The Farewell (Cina/USA), Les Miserables (Francia), Ritratto della giovane in fiamme (Francia), Dolor y gloria (Spagna)

Miglior serie tv drammatica: Succession (HBO), Killing Eve (BBC America), The Morning Show (Apple Tv), The Crown (Netflix), Big Little Lies (HBO)

Miglior serie tv comedy: Fleabag (Amazon Prime Video), The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon Prime Video), Barry (HBO), Il metodo Kominsky (Netflix), The Politician (Netflix)

Miglior miniserie tv: Chernobyl (HBO), Catch 22 (Hulu), Fosse/Verdon (FX), The Loudest Voice (Showtime), Unbelievable (Netflix)

Migliore attrice protagonista in una miniserie tv: Michelle Williams (Fosse/Verdon), Kaitlyn Dever (Unbelievable), Merrit Wever (Unbelievable), Joey King (The Act), Helen Mirren (Catherine the Great)

Migliore attore protagonista in una miniserie tv: Russel Crowe (The Loudest Voice), Jared Harris (Chernobyl), Sacha Baron Cohen (The Spy), Sam Rockwell (Fosse/Verdon), Christopher Abbott (Catch 22)

Migliore attrice protagonista in una serie tv drammatica: Olivia Colman (The Crown), Jodie Comer (Killing Eve), Resse Wihterspoon (The Morning Show), Nicole Kidman (Big Little Lies), Jennifer Aniston (The Morning Show)

Migliore attore protagonista in una serie tv drammatica: Brian Cox (Succession), Kit Harington (Game of Thrones), Tobias Menzies (The Crown), Rami Malek (Mr. Robot), Billy Porter (Pose)

Migliore attrice protagonista in una serie tv comedy: Phoebe Waller – Bridge (Fleabag), Rachel Broshanan (The Marvelous Mrs. Maisel), Christina Applegate (Dead to me), Natasha Lyonne (Russian Doll), Kirsten Dunst (On becoming God in central Florida)

Migliore attore protagonista in una serie tv comedy: Ramy Youssef (Ramy), Bill Hader (Barry), Michael Douglas (Il metodo Kominsky), Paul Rudd (Living with yourself), Ben Platt (The Politician)

Migliore attrice non protagonista in una serie tv: Patricia Arquette (The Act), Emily Watson (Chernobyl), Meryl Streep (Big Little Lies), Helena Bonham Carter (The Crown), Toni Collette (Unbelievable)

Migliore attore non protagonista in una serie tv: Stellan Skarsgard (Chernobyl), Henry Winkler (Barry), Andrew Scott (Fleabag), Kieran Culkin (Succession), Alan Arkin (Il metodo Kominsky)

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