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Glee: Recensione dell’Episodio 6.10 – Rise and Fall of Sue Sylvester

Il declino di Sue Sylvester tiene banco in questo nuovo episodio di Glee

La mitologia Greca è costellata di storie di eroi che peccando di tracotanza, andarono contro al volere degli dei, ricevendo dagli stessi come punizione una fine misera ed ingloriosa: non che voglia realmente paragonare Sue Sylvester ad Agamennone o Icaro, sarebbe eccessivo anche per me, eppure questo episodio mi ha subito ricordato i miei studi classici, perché finalmente è giunto anche per Sue il momento di pagare per le sue numerose prevaricazioni e violenze.

Così vediamo che la quasi totalità dell’episodio è incentrata sulla storia della preside del McKinley, che all’apice della sua cattiveria, decide senzaGlee-Sue-Sylvester-The-Final-Countdown-2015-Season-6 alcuna ragione che gli Warbler, a cui è appena bruciata la scuola, non possano fare parte della Glee Club e questo suo ultimo affronto provoca in Becky un moto di ribellione che la spingerà a rivelare tutti i segreti nascosti dell’ex migliore amica.

La chiave di volta è la rivelazione al sovraintendente dello”sgabuzzino delle sofferenze” che come avevamo visto nelle puntate precedenti è un box angusto e scuro con all’interno bamboline Voodoo, fotografie, e piani cospirativi per eliminare il Glee Club, questo, come ci preannuncia bene il titolo dell’episodio, porta alla rovina della coach, che prima viene licenziata e poi messa alla gogna mediatica da una trasmissione televisiva che mostra come tutti (tranne la Beastie e Schuester) la odino e come tutto ciò di cui si vanta siano in realtà mere bugie.

Bisogna dire che ormai il personaggio di Sue ha perso molto smalto; sembra che ogni due episodi le facciano cambiare opinioni e che non riesca realmente a seguire un filo logico: dalla pace con Will, all’odio per aver lasciato una forchetta di plastica sul tavolo, al volere distruggere il Glee, per poi sceglierlo come vincitore nella competizione di canto corale, all’odiarlo nuovamente. Un po’ una mina vagante che gli sceneggiatori fanno attaccare ad ogni pretesto possibile per creare un po’ di confusione, o forse perché, in fin dei conti, è l’unico personaggio sopra le righe che può produrre un po’ di movimento in questo telefilm che effettivamente se dovesse contare solo sulle prove per le regionali, o i problemi di Rachel con NewYork, sarebbe molto monotono.

glee1Quindi avendo ormai questo ruolo di “unico guasta feste del telefilm” , (vorrei chiamarla Villan ma mi sembra un po’ troppo banale come personaggio per essere davvero il Cattivo della serie) non ci stupisce che dopo la pubblica umiliazione non si arrenda e torni più carica di prima nell’inedita versione di Coach dei Vocal Adrenaline, dichiarando per l’ennesima volta guerra a Will in un divertente duetto sulle note di “The Final Countdown” ; questa volta però la fine è davvero alle porte, perché tra due settimane Glee ci saluta per sempre, per cui speriamo che gli autori riescano a tirar fuori qualcosa di sensato da questo nuovo capovolgimento di ruoli e situazioni.

Altre notizie che ormai non ci stupiscono più sono la “rivelazione” che il Glee Club se non vince verrà chiuso definitivamente, perché ormai questa minaccia fatta da soggetti differenti, ricorre da 6 sei stagioni, e la notizia che Rachel sia stata scelta per un nuovo musical a ustv-glee-the-rise-and-fall-of-sue-sylvester-03Broadway… ovviamente gli sceneggiatori ad inizio stagione hanno dovuto trovare una scusa per farla tornare al McKinley, ma si vede che proprio non ce la fanno a non farle realizzare tutti i suoi sogni prima della fine, per cui al primo provino che fa, in maniera molto scontata viene subito presa come protagonista… troppa fortuna per la Signoria Berry!

Insomma la trama è il solito bollito misto, tutto già visto, tutto un po’ scontato… l’unica cosa che si salva sono le performance canore dei ragazzi, che ho trovato davvero molto orecchiabili e godibili! Da “Rather Be”, alla performance finale “Rise” con il nuovo grande gruppo unito, che riesce a regalarci qualche minuto di divertimento in mezza al restante già visto.

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