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Glee

Glee – Recensione dell’Episodio 6.09 – Child Star

“William, nel nome di quanto di più sacro esiste, per una volta nella tua vita, per favore…stai zitto!”

L’immancabile PAUSE BOTTON è stato ripremuto anche questa settimana. Lasciata a vagare nella zona fantasma di Lima la vecchia guardia del Glee Club, questa “Child Star” è dedicata esclusivamente ai nuovi. C’è chi dice finalmente, chi invece non ne è molto entusiasta, giustamente direi, dal momento che a 5 episodi dalla fine dare voce, letteralmente e metaforicamente parlando, al sacco di ciccia, ai gemelli perversi, al gay postmoderno, a Jane e a Kitty (buttata lì esclusivamente per fare numero) ci lascerebbe con un amaro in bocca troppo forte, perché molto altro sarebbe potuto essere detto.

ustv-glee-s6ep9-1Da contorno alla routine liceale –ragazzi che si sentono a disagio nel proprio corpo, sviluppo di incomprensioni laddove dovrebbe invece esserci solidarietà, flirt e tentativi di approccio- si sviluppa l’inconsueta storia di Myron e del suo Bar Mitzvah. Sue, che vola sempre più in alto, candidata per la nomina a miglior preside degli Stati Uniti, ha bisogno di una lettera di raccomandazione da parte del sovrintendente e quest’ultimo, in cambio, chiede a Sue di fare in modo che Myron si confronti con il Glee Club sulle possibili performances e gli ipotetici temi per il suo Bar. Ma, come sempre, una cosa tira l’altra…e puff! Il Glee Club si ritrova incastrato a doversi esibire per forza alla cerimonia.

Per quanto Glee sia sempre stato un telefilm racchiuso in una super bolla a parte dal resto del mondo, mi è decisamente piaciuto come le questioni di questo episodio siano state affrontate con una delicatezza che, spesse volte, è venuta a mancare. Il ridondante surrealismo che ha sempre caratterizzato qualsiasi tipo di personaggio, di storyline o di relazione –dall’eccessiva stupidità di Sam all’inaspettata genialità di Brittany, dalla un po’ forzata stronzaggine di Santana al maniacale despotismo di Sue Sylvester, viene meno, lasciando spazio ad una visione più dolce ed oggettiva. Come ad esempio quando Spencer decide di aiutare Rodrick con le attività fisiche esclusivamente per ottenere un appuntamento con uno dei suoi amici (di cui non ricordo il nome, nemmeno mi interessa, e che per l’analogia con la folta chioma chiameremo per semplicità Lady Oscar) di cui Spencer è invaghito: la situazione, che già di per sé è amplificata in eccesso, con i continui insulti dispregiativi pronunciati da Spencer, risulta comunque molto più digeribile senza quegli assurdi paradossi che, personalmente parlando, mi hanno spesso infastidito.

gleePersino la questione dei “gemelli perversi”, Mason e Madison – sui quali molte confabulazioni maliziose ed eccessive erano state fatte dal primo momento in cui sono apparsi viene trattata con una lucidità che mi ha davvero spiazzato. Un po’ di caciara ovviamente non poteva mancare, ma sempre nei limiti dell’accettabile: Madison risulta estremamente gelosa della nuova cotta che Mason ha per Jane, e non è assolutamente disposta a lasciare il posto di prima donna nella vita di Mason, impedendogli categoricamente persino di duettare con lei. La performance di Mason, comunque, risulta altamente catartica, cade a pennello come non mai e rappresenta per Madison un’illuminazione divina: ciò che a noi è potuto sembrare bizzarro e anche fortemente incestuoso, risulta essere solo il frutto di un’infanzia caratterizzata da un grave assenteismo da parte dei genitori ed un innato senso di protezione l’uno verso l’altra.

Gli sceneggiatori di Glee hanno un impulsivo bisogno di accoppiare chiunque incroci la strada dello show, e noi ci accontentiamo di questi happy endings tutti rose e fiori.

La solita tiritera che non deve mai mancare, ovviamente, è l’aperta guerriglia tra Sue e Will, forse la parte migliore dello show che ha sempre mantenuto un certo livello di esilarante divertimento anche quando l’intero progetto era diventato un po’ una lagna. Insomma, tutto sommato, tra alti e bassi, Glee riesce ancora a tenerci svegli insegnandoci ancora qualcosa a piccole dosi, anche se per farlo deve costantemente cambiare volti e contemporaneamente non può fare a meno di quelli vecchi…

Child Star vanta soprattutto di una scaletta canora non solo a tema, ma stranamente rientrante nei miei canoni di piacere! Stilando una lista delle performance direi assolutamente:

6. I Want to Break FreeGlee.S06E09

5. Cool kids

4. Uptown Funk

3. Break free

2. Lose my breath

1. Friday I’m in love

Sono troppo scontata se dico che il mio personaggio preferito è e resterà sempre la mitica, inimitabile, insostituibile Sue?!

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