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Glee: Recensione dell’episodio 5.15- Bash

Quindicesimo episodio di una quinta stagione o secondo episodio di una prima? La sensazione che Glee si sia trasformato in qualcosa di totalmente diverso è già parsa evidente dallo scorso episodio ‘New New York’, ‘Bash’ ha, semplicemente dato la conferma. E’ evidentemente iniziata una nuova fase della serie, che seguirà il passaggio da adolescenti ad adulti di alcuni tra i personaggi principali e più amati, tanto da far sì che l’impressione sia quella di seguire uno spin-off. E’ un nuovo inizio per Glee che ha decisamente fatto grandi passi in avanti, non seguiti da passi in avanti in merito di ascolti.

 10253246_10152319957834644_701268969_n‘Bash’ pur essendo un episodio di alto livello, non riesce a confermare i risultati di ‘New New York’. Il titolo è inequivocabile: la sua traduzione in italiano è ‘pestaggio’. In particolare, però, si fa riferimento ai ‘gay bash‘. Si è portati a pensare che sia questo il tema centrale dell’episodio, e l’intento in realtà era quello. Purtroppo però si è dato molto più spazio alla problematica relazione interrazziale tra Sam e Mercedes. Kurt è steso in un letto di ospedale, ma gli autori sentono il bisogno di farci ascoltare il nuovo singolo di Mercedes, che poi è il nuovo singolo di Amber Riley. Personalmente avrei evitato.

10178335_10152319958014644_2123899713_nL’episodio si apre con la fiaccolata commemorativa di un ragazzo gay vittima di un pestaggio, durante la quale Kurt, Blaine, Rachel e Sam cantano ‘No one is alone’, per poi passare alla storyline che ha occupato gran parte dell’episodio: Samcedes. La loro relazione è sempre stata strana e tirata fuori dal nulla: prima si frequentano per un’estate per poi lasciarsi e riprendersi due anni e dopo per un paio di settimana, e ora la loro inevitabile chimica (?) li attrae a tal punto da riuscire a trattenersi. Non mancano, però, i problemi. La nuova carriera di Mercedes la rende appetibile soprattutto per una determinata fetta di ascoltatori: donne e uomini neri. Con una sorta di razzismo capovolto lei decide di lasciare Sam e cacciarlo di casa perché è bianco. Ma il pestaggio di Kurt le fa rendere conto evidentemente che basare la propria vita su cose così futili non ha molto senso, già ci pensa il mondo intorno a noi a seminare odio, non vale la pensa rinunciare a ciò che si vuole.

L’altra diva, la più grande diva della serie Rachel Berry, invece, si ritrova alle prese con una scelta importante per il suo futuro: la carriera e la fama o la sua formazione alla NYADA. Ovviamente Rachel non può fare altro che scegliere la prima strada, abbandonando l’università. Il concetto, per, quanto sbagliato sia, perché in ogni caso un ottima formazione e un grande talento sono sempre un’accoppiata vincente, ma nel momento in cui i tuoi sogni si stanno realizzando e non riesci a far coincidere le due cose, come fai a scegliere una strada che ti costringerebbe a rimandare il raggiungimento dei tuoi obiettivi? Rachel, testarda com’è, non ascolta né Carmen Tibideaux né Kurt e proprio con quest’ultimo discute dandogli sostanzialmente del ‘ragazzino spaventato’.

10168894_10152319957824644_1635745999_nKurt, però, ha dimostrato più volte nella sua vita di essere tutt’altro che un ragazzino spaventato e lo dimostra anche in Bash quando corre in soccorso di un ragazzo, evidentemente gay, subendone le conseguenze peggiori. E’ proprio Kurt, infatti, a finire in ospedale, pieno di lividi e tagli, ma anche pieno di orgoglio, perché in quel momento lui non stava salvando solo una persona, il suo intervento era per difendere se stesso e tutti quelli che ogni giorno devono combattere con l’odio della gente. Per tutta la vita ha lottato per essere se stesso, dimostrando una forza che prima non pensava di avere e che oggi mostra con orgoglio: perché non importa quante volte lo butteranno giù, lui si rialzerà sempre. E non importa quanti personaggi appariranno e sono apparsi in questa serie, non importa che la serie non abbia più lo stesso appeal di una volta, Kurt Hummel resterà, probabilmente per molto tempo, il miglior personaggio appartenente alla comunità LGTB che sia mai apparso in Tv e senza dubbio è il più influente, perché nonostante possa essere considerato uno stereotipo, ha sempre dimostrato di essere più uomo di molti uomini e se questa seria ha mai avuto un eroe, questo è sicuramente Kurt.

Per non parlare della sua relazione con suo padre, Burt, che è una delle cose meglio riuscite di questa serie. Ogni volta che Mike O’Malley mette piede sul set, si può essere certi di poter assistere a delle grandi scene e anche questa volta non ha deluso. Ho particolarmente apprezzato il fatto che sia passato il messaggio che, purtroppo, nemmeno New York è un paradiso, che anche a New York possono succedere cose del genere, perché è così. Perché l’ignoranza, l’odio non sono concentrate solo in determinati posti, ma sono una malattia epidemica che contagia tutto il mondo, ma sono le persone come Burt e Kurt Hummel che possono portare una cura, perché non importa fino a che punto riesci ad odiare, ‘I’m still here’, ‘Sono ancora qui’.

L’episodio nel sul complesso è stato molto bello, anche se un po’ incasinato e nonostante in alcuni casi gli autori siano decisamente andati troppo fuori tema. La piega che il ‘Nuovo Glee’ sta prendendo, personalmente, mi piace parecchio. Il fatto che abbiano deciso di concentrarsi solo su New York dà agli autori più spazio per approfondire e dà agli spettatori la possibilità di veder crescere quei personaggi che hanno amato sin dal primo momento.

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