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Glee

Glee: recensione dell’episodio 5.12 – 100

Sì, sono ancora io, quella che ha recensito la puntata scorsa. Sì, do a questa puntata quasi 5 stelle. Ma no, non sono ancora impazzita. Com’è possibile allora? Lo è, poiché nei 40 minuti di questa settimana Glee mette a posto  alcuni dei punti deboli che io stessa ho denunciato una settimana fa. Cito gli elementi chiave: più vecchie glorie, più musica come si deve. Niente vicende posticce nella Grande Mela, niente digressioni noiose sui complessi di Marnie  e l’ambientamento di Starchild… ed ecco che la serie spicca nuovamente il volo.

Schermata 2014-03-20 a 22.28.5840 minuti da pelle d’oca. Certamente la sterilità di Glee non può dirsi definitivamente risolta, vuoto era e vuoto rimane: questo episodio (e il prossimo) non sono altro che una parentesi, felice!, ma pur sempre una parentesi all’interno di una serie stanca   e senza idee. Ma non si può dire che “100” non sia coinvolgente. Complice anche la mia indole nostalgica e incline a “godere del ricordare”, non ho potuto non emozionarmi rivedendo tutti i membri del Glee Club (stavolta proprio tutti) riuniti nella Choir room.  Anche solo l’inizio, del resto, mi ha scatenato “a pelle” un’ottima reazione: vedere Rachel passeggiare per i corridoi mi è parsa la cosa più naturale del mondo, come se nulla fosse cambiato e il tempo non fosse trascorso. Armonia, spontaneità, allegria, sono gli elementi che caratterizzano   questa vera e propria “celebrazione” di Glee. Il risultato è un vero e proprio episodio definibile “meta-telefilmico”: di puntate n.100 appartenenti a serie che hanno fatto storia, la tv ne ha viste passare parecchie,  ma la peculiarità della centesima puntata di Glee è che appartiene all’unica serie in grado di “celebrare se stessa”.

Celebrando il Glee Club del Mckinley High implicitamente si celebra anche la serie inventata 5 anni fa da Ryan Murphy e tutti i successi che ne sono derivati. Allora, forse, è proprio grazie a questo sincero senso di gratitudine degli attori verso la serie che li ha lanciati, che rende questo episodio così “vero”. Ryan Murphy dà fuoco alle polveri, recupera persino un paio di  special guest di tutto rispetto: April Rhodes  (Kristin Chenoweth) e Holly Holliday (Gwyneth Paltrow). Scoppiate, scoppiatissime come personaggi, ma camaleontiche e spumeggianti come attrici: sono una vera e propria miniera di gag, spunti, battute, esibizioni all’interno dello show. Il ritorno a casa dei diplomati porta con sé vecchie ruggini amorose ed esse, come ai vecchi tempi, trovano espressione nella musica; ritorniamo quindi ai bei tempi in cui Puck dedicava canzoni a Quinn e le Brittana si innamoravano spinte dalla comune passione per il ballo.Schermata 2014-03-20 a 22.32.20

Tutti stravolgimenti  amorosi un po’ campati in aria, questo sì, ma non fastidiosi… perché di fatto paiono essere delle “rese dei conti con il destino”. Come a dire: in fondo, poteva essere veramente finita tra loro? E se proprio la serie deve finire, cosa ci può essere di meglio di lasciare andare ogni personaggio immaginandolo insieme alla persona della sua vita?

Quinn e Puck, Santana e Brittany: tifiamo per voi.

Tanto più che questi ritorni ormonali-sentimentali danno il via ad una catena di esibizioni una meglio dell’altra. Prima il ritorno della “Dannata trinità”: travolgente, un po’ ad alto contenuto erotico e  promiscua (se si pensa agli intrugli  verificatisi tra le 3) ma sicuramente pregevole. Un po’ dopo  “Valierie”: adoro Santana, adoro questo pezzo e non ho altro da aggiungere. Per poi continuare con “Keep honding on”: la canzone  giusta per sciogliere Quinndonna-di-ghiaccio e rimandare a casa Buff Machintson (un curioso prestito da Gossip Girl). In questa puntata “amarcord” non poteva mancare “Defining gravity”. “LA” canzone delle sfide.  Attenzione però, l’ennesimo “Diva off” di questa puntata  non è stupida ripetizione del pasasto, non è un infantilismo. Permette invece di ritornare pienamente nell’atmosfera di un tempo: in cui si poteva avere veramente un dubbio su chi di loro avrebbe sfondato, su chi avrebbe vinto. “Qui non conta il successo di fuori” dice giustamente Mercedes: ogni volta che cantano in quella sala, davanti a quei compagni, per tutti loro è un po’ come se fosse sempre la prima volta.Schermata 2014-03-20 a 22.35.13

Nota negativa: La totale assenza di Kurt e Blaine, schiacciati sullo sfondo come gli altri personaggi minori. Certamente hanno avuto molto spazio finora, ma un pezzo commemorativo anche da parte loro mi pareva sacrosanto, confido nella prossima puntata. Già, la puntata 5×13 “New Directions”, quella in cui realizzeremo definitivamente che il Glee Club è stato chiuso, quella in cui capiremo cosa farà Santana… tornerà da Brittany? E cosa faranno tutti gli altri dopo che sarà terminata un’esperienza così importante della loro vita? Forse questa volta possiamo tornare a dire di aspettare “con ansia” martedì prossimo.

Nel frattempo mi sento, nonostante tutte le critiche, di dire 100 volte grazie a Ryan Murphy… io e gli altri  “gleeks” di tutto il mondo non possiamo che fare nostra la frase di Mr. Shue.

We were born from different parents, but we all grow up in Glee club”.

 

Ps: ho scelto l’immagine di copertina perché riassuntiva della storia del Glee club. Presente, passato e futuro (troppo prematuramente scomparso) riuniti in una sola inquadratura.

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