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Glee

Glee: recensione dell’episodio 5.08 – Previously Unaired Christmas

Speravo di no, con tutta me stessa, ma Ryan Murphy c’è riuscito: ha fatto formulare nella mia mente la frase “Ma perché sto ancora guardando Glee?”. Non credevo che sarei mai arrivata a pensarlo, ma l’ho fatto. L’unico modo che ho per mitigare quest’affermazione è riformularla in “Ma perché stanno ancora facendo Glee?”. Purtroppo però la sostanza non cambia, Glee è inguardabile. Ammetto che vedendo il promo di questo ottavo episodio un barlume di speranza si era acceso in me, “Che bello, c’è la puntata di Natale!” ho pensato, “Ma come fanno se non può, logicamente parlando, essere Natale a Lima? Troveranno un escamotage” mi sono risposta titubante. E, ahimé, avevo ragione. Ora: partiamo dal presupposto che di per sé l’idea di inventarsi una puntata “Christmas 2012” registrata e mai mandata in onda era già di per se deboluccia; diventa del tutto inaccettabile quando si pensa che la “vera” puntata dell’anno passato aveva come protagonista Finn e in questo episodio egli è (per forza di cose) totalmente assente.

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Si percepisce che  è stata girata un anno dopo e non solo per questioni “fisiche” ma anche e soprattutto perché è inequivocabilmente marchiata da quella “inconsistenza” che sta contrassegnando questa quinta stagione di Glee. Il nulla, il nulla eterno. Si tenta di infarcire gli episodi con temi ad hoc (puntate dedicate ad artisti, puntate – sacrosante- di ricordi di ex scomparsi, puntate natalizie) per coprire una totale assenza di trama. La qualità della sceneggiatura è infima: battute piatte, dialoghi inesistenti, sprazzi di schizofrenia assolutamente insostenibili (es. Tina) e una valanga di luoghi comuni. 40 minuti passati tra il Mckinley impegnato in una gara per la decorazione natalizia più bella (noiosità a livelli inenarrabili) e NY dove i tre esuli di Lima tentano di trovare successo… finendo a lavorare come Elfi di Babbo Natale in un supermercato.

Schermata 2013-12-08 a 15.07.20Posso comprendere che le idee siano finite,  anche se è una cosa tragica visto che ci attendono ancora 14 episodi della 5 serie e, perlomeno di contratto, tutta un’altra stagione. Di cosa parleranno? Perlomeno si dedichino alla musica! Certo che se i pezzi sono come quelli di questa “Previously Unaired Christmas” c’è poco da stare allegri. I 6 pezzi sono sconosciuti (e tutto sommato ci potrebbe anche stare visto e considerato che in America c’è una maggior cultura di musica natalizia e quindi probabilmente lì sono pezzi noti) ma soprattutto non risultano essere di grande qualità. Di buon livello “Rockin around the chrstimas three”: pezzo fatto con poco e nulla, ma piacevole perché pieno di swing.

Non male neppure “Away in a manger”: riesce a creare un buon clima anche grazie all’inserimento di un elemento di solito totalmente assente da Glee, la religiosità. Certo  però non risulta del tutto plausibile in un contesto dove la questione religiosa era stata al centro soltanto di episodi simil-blasfemi come “Grilled Cheesus”. Ma non importa, questa mia riflessione mette in luce un peccato veniale rispetto allo scempio che si compie con “The chipmunk song”. Riporto a tal proposito la mia reazione a caldo: “No, nooo, nooooooooo”. Posso dare un voto  in negativo, tipo -1,5 stelle? Su “Mary’s little boy child”, le madonne (vd. Madonna Louise Veronica Ciccone) e Unique in calzamaglia preferisco non esprimermi.

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Per il resto: se Santana nei panni di “Miss “Claus” riesce a strapparci un mezzo sorriso, la trovata di “Sexy Santa” appare assolutamente imbarazzante. C’è davvero bisogno di pettorali e scene spinte per rialzare lo share di questa serie? Non so, io quando mi sono trovata davanti a Kurt in biancheria legato e imbavagliato ho pensato automaticamente “Ok l’avete sentito? Questo era il fondo, l’abbiamo toccato”. Detto questo non ho veramente altro da aggiungere.

 Voglio soltanto essere portavoce del grido che si leva dai noi gleeks di tutto il mondo: Ryan Murphy e compagnia ve lo chiediamo a gran voce, pietà! Non rovinatevi (ulteriormente) con le vostre stesse mani.

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