Glee

Glee: Recensione dell’episodio 5.04 – A Katy or a Gaga

Ci eravamo lasciati con l’episodio più difficile, che ha rappresentato il momento più difficile per il cast e gli addetti ai lavori di Glee, con l’addio ufficiale a Finn Hudson e chi aveva vestito i suoi panni per quattro anni, Cory Monteith. Dopo un episodio che segna, inevitabilmente, in qualche modo la storia di questa serie c’era probabilmente bisogno di un po’ di sana e pura leggerezza, fermando un minimo anche lo sviluppo della storia, regalando al pubblico buona musica e tante risate. L’episodio “A Katy or a Gaga” ci è in parte riuscito.

Episodio che non ha fatto nessun significativo passo avanti ma che, attraverso la musica e la sana competizione di Lady Gaga e Katy Perry, ha regalato quella leggerezza di cui forse c’era bisogno, con le assurdità tipiche di Glee d’altri tempi e soprattutto ha regalato Starchild, aka Elliot Gilbert, interpretato dal fantastico Adam Lambert.

A New York, infatti, Kurt decide di formare una nuova band, dopo che Adam lo caccia dagli Adam’s Apple. Più che una band, però,de127d0d19b946a6c60185bd7cddd3e0 sembra proprio che siamo in presenza di un mini glee club o meglio, come direbbero ad X Factor, di un gruppo vocale. Dopo aver reclutato Santana e Dani, il bello viene alle audizioni dove si presenta un solo candidato, ma il nostro caro Kurt non potrebbe essere più fortunato. Il candidato non è altro che Starchild aka Elliot aka Adam Lambert che si esibisce in una versione meravigliosa di Marry the Nigh di Lady Gaga sfoggiando una voce che per dirla alla Chris Colfer “è frutto di un esperimento in laboratorio”. Adesso mi chiedo: come hanno potuto aspettare tanto prima di ingaggiare il buon Lambert? Considerando, tra l’altro, che il vincitore di American Idol aveva fatto un audizione già per la prima stagione, prima di partecipare, poi, al talent show. Come hanno potuto farsi scappare una voce così? In due minuti ha spodestato chiunque conquistandosi la posizione di miglior voce maschile all’interno dello show. E se lo dico io che vivo in adorazione di Darren Criss, deve essere vero. Proprio come i responsabili del casting di Glee, anche Kurt decide di non servirsi di cotanto talento e considerando che parliamo di Kurt, ci si sarebbe aspettato che la ragione dietro il rifiuto fosse la paura di avere competizione nella sua stessa band o semplice complesso di inferiorità, ma non è così. Scopriamo, infatti, che Kurt è nel bel mezzo di una vera e propria crisi esistenziale: il ragazzo stravaganza che ha sopportato anche granite, spintoni e viaggi nei bidoni della spazzatura pur di restare fedele a se stesso, si è convinto che la sua stravaganza non lo porterà da nessuna parte. Adesso, io posso essere d’accordo su fatto di affrontare questa problematiche e che sia Kurt a farlo, perché effettivamente per persone come Kurt non è glee-a-katy-or-a-gaga-fox-2-samsemplice farsi strada nel mondo di Broadway, anche solo per la sua voce, ma è una cosa che va approfondita, non può essere qualcosa che viene affrontata per cinque minuti e basta. E’ l’occasione per rendere Kurt un esempio anche in questo frangente, ma probabilmente la cosa cadrà come tutti i temi interessanti che gli autori hanno solo accennato, come la situazione di Unique o la bulimia di Marley.

Nel frattempo a Lima, le Nuove Direzioni scoprono i propri avversari per le Nazionali. Nella lista c’è il nuovo fenomeno nel mondo dei Glee club, i “Throat Explosions”, che sono considerati i ‘Lady Gaga’ dello show choir. I ragazzi si demoralizzano, pensando di aver perso qualsiasi chance dopo aver perso il loro Gaga personale, Kurt, e che loro saranno sempre e solo i ‘Katy Perry’. Mr. Shue, però, fa notare loro che non c’è motivo di demoralizzarsi o di sentirsi inferiori sono perché non sono Gaga ma Katy, perché loro sono entrambe straordinarie per quanto diverse e che tra loro c’è una competizione sana che le spinge sempre a mettersi in discussione e a migliorarsi. Questo gli dà l’idea per il tema della settimana ‘A Katy or a Gaga’. Le due esibizioni del contest sono diciamo molto diverse, proprio come le due artiste, da un lato laimages stravaganza di Lady Gaga che vista sulla pelle di di Sam, Blaine, Artie e ‘mezza’ Marley ha assunto una comicità non indifferente, dall’altro lato Tina, Unique, Jake e Kitty hanno cantato una raffinata versione di Wide Awake. Alla fine, però, l’esperimento funziona e i ragazzi si rendono conto che essere Katy non è così male. Esibizioni a parte, le storyline di Lima sono un po’ ridicole: Sam e l’infermiera non si possono guardare, per quanto io adori Sam, o meglio quello che è diventato, mentre Jake e Marley sono la classica coppietta da serie adolescenziale. Anche i vari Finn, Rachel, Quinn e chi per loro si sono presi e lasciati alla velocità della luce, ma i personaggi avevano un’ironia e una comicità innate che rendevano il tutto più divertente.

L’episodio è stato tutto sommato piacevole, ma mi resta sempre questa sensazione che gli autori debbano fare una scelta tra New York e Lima, perché il doppio scenario non funziona. Nel raccontare troppe cose si finisce per trascurare tutto e considerando che la sesta sarà l’ultima stagione credo che la scelta migliore sarebbe quella di concentrarsi su New York e sul futuro di quei personaggi che ci hanno fatto amare questa serie così tanto. Glee è iniziato con loro e deve finire con loro, anche se questo significa che il glee club in sé non ci sarebbe più.

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