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Glee

Glee: Recensione dell’episodio 5.03 – The Quarterback

“La cosa più difficile da dire è Addio”. Glee saluta Cory e Finn in uno straziante episodio tributo al ‘Quarteback’.

“The hardest thing’s to say Goodbye”, “La cosa più difficile da dire è Addio”. Ma è di questo che si tratta, di un addio. Questo episodio è stato quasi una chiusura, un punto necessario dopo che, non solo le persone care a Cory Monteith e quindi anche i suoi colleghi, ma anche i fan che Finn ha ispirato e che lo stesso Cory ha ispirato, hanno dovuto affrontare il dolere immenso di una perdita. Questo episodio è un dono da parte degli autori, del cast e di tutti coloro che lavorano alla serie ai milioni di gleeks in tutto il mondo.

Per quanto riguarda me, in teoria dovrei sedermi e recensire l’episodio, ma non posso e mi scuso in anticipo per questo. Ho seguito ed amato questa serie sin dal primo giorno e mi rendo conto di quanto ad occhi esterni possa sembrare strano o assurdo, ma anche chi non ha mai conosciuto Cory di persona, come me, o Finn ha vissuto il lutto in questi mesi e ha sentito il vuoto e la mancanza di  un pezzo importante di questo enorme puzzle che è Glee.

Glee non è una serie qualunque. Il successo che ha riscontrato in questi anni, a discapito del calo di ascolti, è la dimostrazione del fatto1385124_557657450953948_632735400_n che questo show non è e non sarà mai solo trama e bella musica, ma è e sempre sarà un fenomeno sociale. Questi ragazzi hanno conquistato il cuore di milioni di persone, ballando e cantando, ma soprattutto raccontando storie di ragazzi ‘invisibili’ agli occhi della società moderna e giorno dopo giorno, episodio dopo episodio, stagione dopo stagione, ognuno di noi è diventato parte integrante del Glee club. Quindi ognuno di noi, il 13 luglio 2013 ha perso non solo Finn Hudson, ma anche e soprattutto Cory Monteith.

Perché si, nel percorso impari a conoscere anche le persone che sono dietro i personaggi che tanto ami, soprattutto quando queste persone sono abbastanza generose da condividere con chi li ama un pezzo di se stessi. E Cory era generoso. Non ha mai nascosto il suo passato, ma aveva sempre un sorriso per tutti, nonostante le difficoltà che ha continuato ad avere. Cory ha sempre regalato la parte migliore di sé: quello spilungone, un po’ goffo e un po’ ‘clown’, come amavano definirlo i colleghi, che aveva sempre un enorme e rassicurante sorriso stampato in faccia.

Ma se per noi è stato difficile (io ho personalmente fatto fatica a guardare l’episodio), posso solo immaginare come sia stata dura  per coloro che lo hanno amato come un fratello, un amico, un fidanzato e che hanno dovuto rivivere la sua morte ancora una volta.

Ryan Murphy in una recente intervista ha detto: “Non c’è un modo giusto per scrivere una cosa del genere”. Niente è mai stato più vero, ma personalmente mi sento di dire che gli autori sono riusciti creare una perla preziosa, affrontando un momento così triste con delicatezza e con saggezza. Ho trovato che la scelta di tralasciare le circostanze della morte di Finn sia stata una scelta decisamente giusta e volta ad inviare un messaggio importante a difesa soprattutto di Cory: “Tutti vogliono parlare di come è morto. Ma a chi importa? Si tratta di un unico momento… A me importa di come ha vissuto” queste sono le parole di Kurt in apertura.

1380248_557657860953907_615810737_nUn messaggio importante e una richiesta da parte di chi lo ha realmente conosciuto: non lasciate che un attimo sovrasti una vita. Cory non sarà stato perfetto, ma chi lo è? Cory, però, era Finn e attraverso Finn, e non solo, è riuscito a diffondere speranza. Finn neanche era perfetto, commetteva degli errori, ma non era una cattiva persona, provava a rimediare a quegli errori, tanto che dopo aver insultato Kurt per una lampada da ‘checca’, ha preso la stessa lampada e se l’è messa in camera, tanto che dopo aver detto all’intera scuola dell’omosessualità di Santana, l’ha aiutata ad essere fiera di se stessa. Finn non era altro che umano, tra errori e paure, così come Cory.

Credo che una menzione speciale vada a Chris Colfer, Mike O’Mally e Romy Rosemont che sono stati protagonisti di una vera e propria perla nella scena ‘familiare’ in cui Kurt, Burt e Carole iniziano a mettere via le cose di Finn. Attori straordinari e amici che soffrono per l’enorme perdita hanno dato vita ad una scena a dir poco straziante.

Lea Michele. E’ quella che ha sicuramente perso di più, come lei stessa ha detto, “Ho perso sia Cory che Finn”. Ama il suo personaggiotumblr_mui7vgvymK1rakrg8o1_1280 ed il suo personaggio amava Finn, così come lei ha amato e ama Cory, ma sin dal primo giorno ha dimostrato una forza straordinaria e a rimesso addosso gli abiti di Rachel Berry senza esitazioni ed in questo episodio ha dimostrato una classe straordinaria regalandoci una versione meravigliosa di Make You Feel My Love, durante la quale ha dato sfogo a quelle lacrime che per un dolore così non sono mai abbastanza.

Non ci resta che salutare il nostro gigante buono, senza dirgli Addio però, perché siamo abbastanza fortunati da avere una grande parte di lui impressa negli annali della televisione a livello globale. Cory vivrà nei nostri cuori e nella nostra memoria per sempre e lo farà soprattutto grazie a Finn e a quello che Finn ha rappresentato in questi anni

Ma come Finn stesso ha detto “The show must go … all over the place… or something”.

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