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Glee

Glee: recensione dell’episodio 5.02 – Tina in the Sky with Diamonds

Love love love” ce l’aveva già mostrato: Beatles e Glee costituiscono un’accoppiata vincente. Non bisogna però cadere in errore e credere che basti scegliere pezzi meravigliosi di grandi band del passato per avere puntate di livello: quando ci si confronta con dei “mostri sacri” la possibilità di trarne materiale pregiatissimo è grande tanto quanto il pericolo di creare dei veri e propri abomini musicali. Codesto pericolo viene scongiurato in questo secondo episodio della quinta stagione della dramedy firmata Ryan Murphy: altri 40 minuti di grandi successi da pelle d’oca rivisitati (felicemente) da New directs, con annessi e connessi. 

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Tutti i principali protagonisti, sia coloro che sono ancora allievi del Mckinley, sia quelli che stanno cerando la loro strada a NY, appaiono in forma smagliante e le 6 performance vocali che compongono l’episodio sono tutte di buon livello.  Il primo pezzo è “Get back”, interpretato da Rachel e Kurt nella sala prove del NYADA: in alcuni casi (e questo è uno di essi) Rachel Berry mi convince di più quando duetta con Hummel che non quando crea la classica accoppiata-innamorata assieme ad un partner maschile, talvolta infatti Lea Michele finisce per caricare eccessivamente le performance dal punto di vista interpretativo, risultando un po’ sopra le righe. Quando si esibisce con Chris Colfer invece è come se si creasse sempre una gara con “lady Hummel” e ciò la porta a tirare fuori una grinta che io trovo irresistibile.

Al Mckinley High intanto tutto è pronto per il ballo di fine anno e in questa edizione a contendersi l’elezione a reginetta c’è Tina Cohen Chang. Il titolo della puntata già ce l’aveva fatto intuire: “asian numer one” è in effetti la protagonista dell’episodio; tuttavia, se questo fatto risulta un po’ pesante nella prima parte dell’episodio (mentre vediamo lei che fa la diva, le cheerios che tentano di ostacolarla ecc.), quando la vicenda assume un risvolto drammatico la storia di Tina diventa interessante ed offre lo spunto per quello che a parer mio è la miglior cover della puntata: “Hey Jude”. Un pezzo famosissimo che viene reso (se possibile) ancora più trascinante dal montaggio, capace  di conferire alla scena un potente effetto di “crescendo”.

Tina, eletta “Prom queen” riesce infatti a chiudere la sua carriera scolastica arrivando ad essere (nonostante le venga tirata in testa un secchio di granita) “that girl”: la ragazza amata, ammirata, invidiata…tutto quello che lei aveva sognato di diventare, sin da quando girava con un cappuccio nero in testa e faceva finta di balbettare.

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Il successo personale di Tina e, tramite lei, di tutte le “ragazze normali”, avviene anche grazie all’aiuto di Kitty, la quale sta sempre più andando incontro ad una metamorfosi che rende il suo personaggio più credibile e piacevole.

E’ proprio Kitty infatti che cede alla Cohen il suo vestito pulito così che possa accettare il titolo e godersi la sua serata da regina. Le New Directions intanto hanno curato l’animazione musicale della serata cantando “Sgt. Pepper lonley heart club band”: pezzo ben reso, divertente, energico, che risente soltanto dell’accozzaglia poco probabile di cantanti sul palco (Ryder, Unique, Marley, Jake). Non solo amicizia però in “Tina in the Sky with Diamonds“, ma anche tanto tanto amore che sboccia: da notare con piacere come ad essere coinvolte in tresche amorose siano personaggi che (già da tempo) si meritavano un po’ di serenità e stabilità… Sam e Santana! Il primo resta letteralmente folgorato da una studentessa di infermieristica assunta al McKinley, non esita persino a dedicarle “Something”: il nostro cantante-imitatore-chitarrista-spogliarellista-modello si lancia così, in modo estremamente tenero, in una performance dai caratteri stranianti, forse anche per la scelta di usare come ambientazione l’infermeria e applicare l’effetto “slow motion”.

La Lopez invece subisce il fascino di una sua collega cameriera, Dani, interpretata da… Demi Lovato!. Tutto lascia presupporre che vedremo di nuovo la Lovato nella quinta stagione dal momento che tra le due giovani la relazione sembra partire con il piede giusto, complice certamente la magia creata da “Here comes the sun”. Le due ragazze aspettano insieme l’alba e intonano questo splendido pezzo mentre si incamminano verso casa… A mio parere la canzone viene un po’ troppo “demilovatizzata” tanto da risultare  leggermente stucchevole, ma di fatto ha un suo “perché” nella storyline, servendo essenzialmente come momento di “flirt” tra le ragazze.

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Assolutamente originale e dolce la trovata di mostrarci, per la prima volta, una Santana impaurita di fronte alla grandezza dei sentimenti che prova per questa ragazza dichiaratamente gay, la quale sa quello che vuole dalla vita ed è chiaramente interessata a lei. Sempre per quanto riguarda le vicende della ex-cheerios nella Grande Mela: come non sorridere alla trovata di far registrare a Santana uno spot per un prodotto contro l’infezione da candida? Devo ammetterlo, adoro Ryan Murphy e queste sue uscite folli.

In fin dei conti, quindi, all’interno di questi 40 minuti tutto sembra andare per il meglio: nuove coppie nascono e piccoli/grandi sogni si realizzano, ad esempio Rachel (proprio quando stava facendo un training di “autostima” per superare l’essere stata scartata alle selezioni di “Funny girl”) viene presa per il ruolo di Fanny Brice.

Tra soli 7 giorni  però ci sarà “The quarterback”, la puntata in cui verrà fatto uscire di scena Finn Hudson e quindi si renderà un omaggio telefilmico a Cory Monteith, scomparto il 13 luglio scorso. Portata dentro “l’universo Glee” la scoparsa di Cory sarà ancor più irreversibile, apparirà -per un inquietante gioco del destino- completamente “reale”…e in quel “time of trouble” non ci sarà più molto spazio per “words of wisdom” o risposte dall’alto, e quindi, perlomeno per qualche istante ancora… “Let it be”, “lasciamo che sia così”.

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