
Glee: recensione dell’episodio 4.09 – Swan Song
Quando Glee non si prende sul serio, gioca con i personaggi e la propria struttura, progredendo ma anche divertendo, allora da il meglio di se. Ed è il caso di questa “Swan Song”, puntata che prosegue nel tentativo di Ryan Murphy di salvare la serie da un disastro annunciato.
Ormai da tempo i detrattori di Glee si sono moltiplicati. Non sono certo mai mancati, ma la terza stagione è stata un disappunto per diversi spettatori, che hanno abbandonato la serie e questa quarta stagione non ha fatto che seguire un trend che non è sbagliato definire negativo.
E tuttavia, di tanto in tanto, ci sono episodi migliori di altri, come quello di questa settimana. Le parti migliori, come detto poco sopra, sono proprio quelle in cui la serie si prende gioco di se stessa e non ha paura di sovvertire i propri fattori.


Poi ci sono i momenti comici da incorniciare. Brittany che mangia i cereali da terra, le nuove divise dei vari club dei vari ragazzi, la microscena del club di paintball delle varie fedi religiose (parliamone, solo questi 5 secondi meritano un Globe). Ma anche la battuta sulle Spice, la band già lì quando Sam accoglie Brittany, la battuta di Becky su Prometheus e tante altre. C’è dell’ottima scrittura brillante in opera.


Infine la musica, altro pilastro della serie. La canzone finale è una grande versione corale e l’ho adorata. E finalmente Chicago! All That Jazz è bella come deve essere. E Company! Ma poi si scende… il duetto di Brittany e Sam è appena ok. E poi le canzoni di Rachel, che sono certamente cantate in maniera assolutamente impeccabile, ma sono lo specchio di quel canto che non mi dice molto. Certo, qui siamo nel campo dei gusti. Ma la tecnica così estrema è un piacere quando dietro c’è una spinta comunicativa, che io in molte esibizioni di Lea Michele in Glee non vedo.


Non c’è niente da fare. Il personaggio di Rachel è diventato insopportabile, ma non come lo era in passato. Prima era una ragazza “normale” con del talento e la sua fissazione era carina e piacevole da guardare. Adesso è pomposa ed arrogante. Se l’obiettivo è di farmi odiare Rachel, ci sono riusciti.


Spero che la serie continui in questo modo. Ho scritto questa frase anche nella mia precedente recensione, due episodi fa, rimanendo poi scottato con “Thanksgiving” (con Gangnam Style che è ufficialmente la più brutta esibizione Glee ma anche la peggiore versione di Gangam Style che abbia mai visto). Speriamo che “Glee, actually” il prossimo episodio, quello natalizio, non mi deluda nuovamente. Lo spero per il mio piacere di spettatore e per il destino della serie.










