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Glee, Lea Michele: “La migliore esperienza della mia vita”

E’ stata una delle serie più amate, più odiate e più discusse di sempre, è riuscita a passare da ascolti stellari ad ascolti bassissimi. Nonostante tutto, però, Glee ha lasciato il segno nel cuore dei suoi fan, ma anche nella storia della televisione, perché ha portato sullo schermo qualcosa di nuovo, di fresco. La serie, nata dalla mente di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan ha portato sullo schermo anche diversi volti nuovi. Uno di questi è sicuramente quello di Lea Michele, assoluta protagonista di Glee, nei panni di Rachel Berry.

L’attrice ha parlato dell’addio alla serie in un’intervista per E!Online, ripercorrendo anche il suo percorso dagli inizi, parlando della sua audizione: “Non puoi dimenticare i momenti da cui è iniziato tutto, i momenti che hanno dato inizio all’esperienza più importante della mia vita. Ho avuto un’audizione memorabile perché ho fatto un incidente con l’auto mentre mi recavo agli studios. Stavo leggendo il copione per la prima volta e pensavo a quanto fosse divertente e toccante“.

Un altro momento importante è stato sicuramente girare il pilot e Lea Michele racconta della prima strigliata ricevuta da Ryan Murphy: “Il primo giorno ero molto 26A0ACCE00000578-2994387-image-m-9_1426302145863nervosa. Non avevo mai fatto televisione, ma Ryan mi disse che sarebbe stato naturale per me e questo mi diede la giusta fiducia per farcela. Ricordo che dovevamo girare ‘Don’t Stop’ ed era la prima volta che ci ritrovavamo insieme come gruppo e iniziammo a fare casino e a ridere, finché non venne Ryan e ci disse ‘Matthew Morrison deve piangere in questa scena e voi fate casino?’. Quella fu la prima strigliata che avemmo, ma in quel momento ci rendemmo conto tutti che eravamo già diventati amici. La relazione che abbiamo instaurato tra di noi e con quelli che si sono aggiunti in seguito, è ciò che ha reso la serie così straordinaria. Eravamo veramente amici”.

E la serie è stata straordinaria, ma soprattutto è diventata un ‘fenomeno’ sin dagli inizi ed il cast si è reso sin da subito conto della grandezza di ciò che stavano facendo: “Abbiamo avuto due momenti all’inizio. Eravamo a New York per gli upfront e non credo che la serie fosse già andata in onda. Era la notte della finale di American Idol. Eravamo tutti a cena e c’era TMZ fuori al ristorante e ci chiedevamo tutti perché i paparazzi fossero lì per noi. L’altro momento è stato a settembre del 2009, in Australia. Era andato in onda soltanto un episodio e stavamo facendo un tour per i centri commerciali e si presentarono più di 3.000 ragazzi, dall’altra parte del mondo per una serie che ancora non era andata in onda. Dopo abbiamo cantato l’inno nazionale alle World Series, siamo stati ospiti di Oprah, poi di Obama. Ci stavamo rendendo conto di quanto fosse speciale”.

Sin dall’inizio è stato chiaro che il rapporto tra i fan e la serie sarebbe stato molto intenso, perché c’è un coinvolgimento emotivo molto forte e soprattutto gran parte dei fan di Glee si rivede in almeno uno dei personaggi e Rachel Berry era uno di questi. L’attrice non ha potuto quindi non parlare delle persone che erano di fronte agli schermi: “So che è stata la devozione dei nostri fan la maggiore responsabile del successo della serie. Ho avuto diversi incontri con persone che mi hanno detto di quanto il fatto che Rachel avesse due genitori gay significasse per loro. So che Chris Colfer ha incontrato molte persone che gli hanno detto che Kurt ha salvato loro la vita.

Questo coinvolgimento emotivo così forte ha reso sicuramente l’addio molto più difficile, come ha raccontato la stessa Lea Michele: “Nessuno può capire come ci si sente. Io, personalmente, sto ancora realizzando il tutto, e ci vorrà molto tempo. Abbiamo trascorso una settimana molto emozionante, tutta la settimana fino al sabato è stata un susseguirsi di ‘ultimi’. L’ultima scena con una persona, l’ultimo assolo e via dicendo ed ognuno di essi è stato triste. Siamo arrivati a sabato, emotivamente esauriti. Più ci avvicinavamo al momento dell’addio, più ci sembrava impossibile che stesse succedendo. Alla fine della giornata, siamo rimasti soltanto io, Jenna, Kevin, Chris, Darren, Chord, Amber, Becca e Matthew. Noi eravamo le persone che erano lì praticamente da sempre. Stare con quelle persone e sentire  ‘Stop!’… Io, Jenna e Kevin siamo scoppiati a piangere. Per fortuna c’era Jonathan Groff a sostenermi. Alla fine siamo andati tutti in auditorium con Brad Falchuk, ci siamo seduti in cerchio ed uno alla volta abbiamo detto cosa Glee avesse significato per noi. Ci siamo salutati, ed è finita lì. Abbiamo onorato l’intera esperienza l’ultimo giorno”.

Ma cosa resterà di Glee?: “Non solo è riuscita a portare la musica nelle case degli spettatori, cosa che non era riuscita a nessuno per molti anni, ma è stata una serie comedy che faceva ridere le persone, ma allo stesso tempo ha fatto la differenza nella cultura e per un’intera generazione. Non solo per l’attenzione che ha portato per lo studio delle materie artistiche nelle scuole, ma ha portato una maggiore comunicazione tra genitori e figli. Ha dato ai ragazzi dei modelli a cui ispirarsi o in cui rivedersi. E’ raro che una serie sappia essere divertente e così importante allo stesso tempo”.

 

 

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