Glee

Glee: 4.08 Thanksgiving

Per la prima volta mi trovo in difficoltà nel recensire un episodio di Glee. Trovo sempre molto difficile guardare la serie con occhio critico e dover ammettere quando qualcosa non va. Probabilmente questo è dovuto al fatto che Glee ha significato molto e significa molto per me, umanamente: sono una Gleek a tutti gli effetti! Sia chiaro, lasciando perdere il sentimentalismo, io non faccio parte di quella categoria di persone, e cioè gran parte del fandom e non, che considera quello che abbiamo visto di questa quarta stagione un disastro. Anzi, tenendo conto del fatto che io considero questa stagione come un nuovo anno zero, un nuovo inizio, per cui, ovviamente, i numeri musicali non possono essere al livello raggiunto soprattutto nella scorsa stagione; sarebbe poco realistico se dei ragazzini mettono insieme un Glee club del tutto nuovo e per magia già fosse tutto perfetto. Ho riscontrato, personalmente, però, anche diverse cose negative: il fatto di aver mantenuto molti personaggi, e di aver allargato così tanto il cast e quindi le storie da seguire, non l’ho trovata una scelta molto azzeccata, perché si finisce con il trascurale un po’. Io faccio parte di quelli che voleva una spin off con Kurt e Rachel, che sono in assoluto i personaggi che ho preferito sin dalla prima stagione. Quello che, però, che mi porta ad essere in difficoltà adesso e che, mentre fino ad ora il livello di soddisfazione superava gli aspetti negativi che via via riscontravo, nell’episodio del “Ringraziamento”, a cui faccio riferimento, personalmente gli equilibri si sono ribaltati. Ma andiamo nel dettaglio.

Innanzitutto abbiamo avuto il ritorno della vecchia guardia, o di parte di essa, perché come sappiamo Kurt e Rachel hanno deciso di restare a New York. Il modo in cui i diplomati sono stati inseriti in questo episodio l’ho trovato giusto. Questi ragazzi hanno condiviso tanto insieme e si ritrovano tutti a casa per le vacanze per non perdere i contatti, considerando che le loro strade si sono separate. Ho trovato, personalmente, molto carina l’idea di Finn di lasciare che i nuovi potessero imparare qualcosa da chi prima di loro ha avuto successo, non soltanto per le vittorie del Glee club, ma proprio a livello personale: tutti, chi più e chi meno, sono molto cambiati, sono cresciuti ed anche grazie alla presenza degli altri. Ho trovato, però, un po’ ridicola la storia di Quinn e Santana che si sono messe a litigare e prendersi a schiaffi. A mio parere, un’aggiunta decisamente inutile! Come la storia di Quinn con il professore universitario. Dico…  ma risparmiatevele queste sciocchezze!

Restando sempre in tema di vecchia guardia ci tocca trasferirci a New York per un momento per parlare del ringraziamento di Kurt e Rachel. Qui è dove ho decisamente di più da dire e da lamentare ed è probabilmente legato al fatto, come ho già detto sopra, che Kurt e Rachel sono da sempre i miei preferiti. Trovo molto realistica la piega che la nostra “stella”  (Rachel) sta prendendo, nel senso che è l’evoluzione più probabile per una ragazza di una piccola cittadina dell’Ohio, già di piena di sè caratterialmente che si ritrova a vivere il suo sogno nella città dei suoi sogni: ha un atteggiamento distaccato ed in certo qual modo di “superiorità” nei confronti del suo passato, degli amici e di tutto quello che si è lasciata alle spalle trasferendosi a New York. Si potrebbe dire che si è un po’ montata la testa, più di quanto non fosse già montata di suo. Ma per me è un’evoluzione naturale: in genere si tende a dimenticarsi da dove si viene nel momento in cui si conosce una realtà nuova e migliore! Ma soprattutto trovo che sia un’evoluzione coerente con il personaggio: è Rachel Berry di cui stiamo parlando! Dall’altro lato abbiamo Kurt che, invece, la nostalgia di casa la sente e non soltanto per la mancanza del padre, ma inizia a farsi sentire la pesante mancanza di Blaine. Personalmente non mi piace il modo in cui stanno trattando il personaggio di Kurt, che ha conquistato tutti perché dietro un’apparente fragilità, ha sempre nascosto una forza ed una determinazione senza pari. Quest’anno lo abbiamo visto più volte succube, soprattutto di Rachel, lo abbiamo visto cedere alle proposte di Rachel: fregatene di Blaine, non torniamo a casa per il Ringraziamento, dimentichiamoci di quella vita da sfigati che facevamo prima. Ma il Kurt che abbiamo conosciuto non è così, lei è così. Sarà probabilmente soltanto una mia impressione, ma gli stanno facendo perdere la forza, l’indipendenza, la determinazione che lo hanno reso Kurt Hummel, personaggio di uno show televisivo che ha ispirato migliaia di ragazzini in tutto il mondo! Sembra un agnellino in confronto al Kurt dei primi tempi! No me gusta (non mi piace)!! No me gusta per niente!

Rimanendo su Kurt, abbiamo finalmente il chiarimento con Blaine, che fatta eccezione per la telefonata con l’ex fidanzato, è stato completamente assente in questo episodio. Kurt decide, su consiglio di Isabelle, di chiamare Blaine, capendo che è più distruttivo per lui continuare ad evitarlo piuttosto che il contrario. La telefonata è stata una delle cose più dolci di tutte le stagioni messe insieme: rende un po’ l’idea di quanto il legame tra i due sia forte. Kurt, anche se arrabbiato, non riesce a stare lontano da quello che era il suo migliore amico prima di diventare il suo ragazzo, Blaine gioisce solo all’idea di poter avere Kurt accanto a sé anche solo come amico. Ma quanto potrà durare prima di sfociare in qualcosa di poco credibile? L’amore, quello vero, può tornare ad essere solo amicizia?? Per me no, ma ovviamente sono punti di vista!

Nel frattempo al McKinley è tempo di Provinciali e tutta la pressione sembra essere su Marley, che continua a digiunare, ormai entrata in un circolo vizioso, e su Blake, per una voluta resa di Jake, che dopo essere uscito con la ragazza contesa (Marley), non vuole portare via al nuovo amico anche il ruolo principale nel Glee club. In questo caso mi soffermerei, più che sulla storia, quasi assente in questo episodio, sulle esibizioni della competizione. I Warblers, nonostante l’assenza della voce di Blaine, per quanto mi riguarda sono migliorati tantissimo: le loro esibizioni, sono più coinvolgenti, più elaborate, del semplice passettino a destra e a sinistra, il repertorio lascia a desiderare, Flo Rida e One Directions, possono fare di meglio insomma, ma in fondo sono sempre stati “Top 40”! Le Nuove Direzioni: un DISASTRO! Gangnam Style??!! Gangnam Style??? Ma che cos’è?!! Ma stiamo scherzando??!! Per forza Mr Shuster non lasciava decidere i ragazzi, se questo è il risultato! Per condire il tutto, sul finire dell’unica esibizione che abbiamo visto, Marley si sente male e sviene! Se non perdono stavolta non saprei cosa dire! Non per svenimento ovviamente, ma Gangnam Style???!!

L’episodio in generale personalmente non mi è piaciuto molto, ci sono stati dei lati positivi ovviamente. Ho adorato “Let’s have a kiky/Turkey Lurkey time”, che inizialmente ho trovato un po’ sopra le righe, ma la messa in scena è stata molto divertente, e tra l’altro la coreografia, mista alla canzone potrebbero diventare tranquillamente un tormentone da flash mob!

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