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Girls: recensione dell’episodio 3.09 – Flo

Chiunque guardi assiduamente “Girls” ha ormai imparato ad accettare il suo carattere episodico. E’ un telefilm privo di una trama orizzontale che sia il fil rouge delle varie stagioni, è uno show incentrato su tanti piccoli quadri di vita vissuta, di valore altalenante. “Flo” a mio avviso è uno dei più riusciti.

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I 27 minuti che la HBO ci regala questa settimana sono certamente i migliori della terza stagione fino ad ora . Cosa rende questa puntata davvero ben riuscita? A mio avviso è la scelta di ambientazione (e di tematiche ad essa collegate): abbandoniamo per una volta la Grande Mela, recandoci con Hannah a far visita a nonna Flo che, i dottori dicono, è in punto di morte.  Hannah all’inizio  appare, come suo solito, abbastanza apatica, presa dal vortice del suo egocentrismo. Pare recarsi all’ospedale solo pro forma, per non far adirar la madre, ma non riesce veramente a commuoversi per una donna di cui, peraltro, parla già “al passato”. Questa flashback “mascherato”, questa sorta di retrospettiva sul suo luogo di nascita non è semplicemente un escamotage per riempire una puntata, ma si presenta come una vera e propria giustificazione di comportamenti (frivoli e non) di Hannah. Un esempio pratico? Per la prima volta comprendo appieno il senso dell’abbigliamento indie-kitch di Hannah. La sua mise eccentrica le permette di stagliarsi, lei  “cittadina” della Grande Mela, su queste donne “comuni” vestiti di colori opachi e fantasie sobrie. Figure “normali”, “quotidiane” che solo in apparenza sono meglio della cugina newyorkese. In realtà sono corrotte e affamate di successo tanto quanto lei, semplicemente mostrano la loro crudeltà e il loro cinismo in modo ancor più diretto e aberrante.

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Così le 3 figlie di Flo (Laureen Horvath e le sue 2 sorelle) non attendono nemmeno che la genitrice abbia tirato le cuoia per spartirsi i suoi beni. L’eredità materiale è l’unica cosa che veramente provoca loro un coinvolgimento emotivo. Eccezionale ed estremamente chiarificatrice di questo comportamento, è la scena della spartizione delle medicine della (quasi)defunta. Sissy solo ad un livello superficiale si erge a “protettrice dei valori familiari” in realtà lei stessa è pronta a lottare con le unghie e con i denti per ottenere l’anello di famiglia…E Laureen, mentre vuole presentarsi come distaccata dalle controversie, si presenta pronta a mentire sulla figlia (lei ed Adam sarebbero “quasi sposati”) e dimostra di conoscere così in profondità sua madre che immagina le possa far piacere sapere che la nipote si sposa. Erra profondamente. In questo quadro di mediocri tentativi di scalata sociale trovano spazio dei piacevoli cammei:  una simpatica rappresentazione della psicologia femminile con Hannah che non vuole sposare Adam ma quando è lui a frenare sulle nozze allora si inalbera non poco, oppure il dolce ed esilarante arrivo di Adam spaventato in ospedale.

In conclusione: questo è un episodio di ritorno alle originigeografiche e psicologiche del personaggio “Hannah”. Geografiche ok, ma psicologiche perchè? Poiché come ho già accennato, guardando questa puntata si comprendono tanti comportamenti e manie della Horvath. Che fossero gesti dettati da insicurezze era ipotizzabile, ma è solo dopo aver visto come si comporta sua madre nel suo “habitat” che ogni dubbio viene meno. Laureen si trasforma, o meglio mostra il suo vero volto: riconosciamo in lei la fonte dell’acidità, dell’arrivismo, dell’altezzosa presunzione nel giudicare, che caratterizzano Hannah nei suoi momenti peggiori. Una mamma che in fondo non approva mai nulla di quel che riguarda sua figlia. Una madre che non conosce, ma solo per il fatto di essere madre: giudica. Astuta peraltro, poiché anche nel momento stesso in cui afferma di non aver il diritto di parlare, usa questa ammissione solo come trappola per catturare l’assenso dell’ascoltatore e spararne di più grosse.

In not easy to be married to an odd man”, afferma inacidita.Schermata 2014-03-04 a 23.57.27

Come non cogliere in questa frase una sfumatura autobiografica? Forse la madre proietta i suoi problemi coniugali sulla figlia? Forse quella crudele descrizione che la sorella ha fatto di suo marito non le è semplicemente scivolata addosso… Ma Laureen non è altro che la degna abitante di un mondo al contrario, dove quando ci si dovrebbe unire (momento di lutto) si è pronti ad azzannarsi, e al momento del congedo ci si saluta come se si fosse inseparabili. E’ tutta apparenza o vero pentimento? E’ un quesito irrisolto, così come tutti quelli riguardanti il comportamento ambiguo di Hannah stessa in tante, tantissime occasioni. Del resto questi personaggi sono o non sono la sua famiglia?. Flo, da parte sua, se ne sta in disparte: personificazione della verità che resta velata. Di lei non si sa nulla, se non le varie caratterizzazioni che ciascun personaggio le attribuisce.  Flo pensa davvero che la nipote Hannah sia una fallita? Vuole davvero dare la casa a Sissy? Cosa pensa in realtà del matrimonio? Non lo sapremo mai.  Flo pare migliorare, quasi a voler riprendere le forze per dare lei le risposte che noi tutti desideriamo, ma poi proprio quando il peggio sembra passato nonna Flo ci abbandona. Con lei viene meno anche l’ultimo legame  “obbligato” di Hannah con il mondo da cui proviene. Ora sta a lei: continuare a comportarsi come le è stato insegnato lì, oppure ritrovare una sua identità tra la folla di NY e non tornare più indietro, nemmeno quando “Everyone are on their way home”.

3.09 - Flo

Profondo

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Irene Bertelloni

Studentessa di Lettere Moderne presso l' Università di Pisa, nel tempo libero suona la chitarra ma soprattutto scrive sul suo blog e guarda telefilm...Perciò niente le è parso più naturale che cominciare anche a recensire serie! Forse perché il primo amore (ER) non si scorda mai, ha un debole per i medical drama (Grey's anatomy), salvo poi spaziare negli altri generi: Glee, Scandal, Girls, Revenge, Orange is the new black.

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