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Girls: Recensione dell’episodio 3.07 – Beach house

Girls” è il telefilm delle contraddizioni: ne troviamo a bizzeffe. Nei comportamenti dei protagonisti, nelle loro affermazioni, nella fotografia del telefilm stesso, nella sua linea direttiva. Non si fa in tempo a credere che Hannah sia felice sul lavoro e la si vede dimettersi per motivi assurdi, non appena si ritiene che finalmente la relazioni con Marnie sia recuperata ed ecco arriva un’altra litigata, non si può esaltare il senso estetico della Dunham che subito si viene contraddetti. Ora, l’inizio prometteva pure bene: la fotografia è sempre stata uno dei punti fondanti di “Girls” e i primissimi minuti regalato una splendida serie di inquadrature. Colori splendidi, atmosfera idillica, il tutto illuminato dalla bellezza di Marnie. Una sorta di “dichiarazione iniziale” che viene poi abbondantemente smentita in tutto il resto dell’opera.

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Che questa atmosfera surreale – onirica dominante nella beach house sarebbe durata poco lo si comincia a capire quando si vede scendere dall’autobus Hannah con un cappello a dir poco improbabile. La mia reazione è stata una sonora risata, della serie: perché ha una sorta di Arcimboldo sulla testa?. Ma questo era solo l’inizio. Mi (e ci) attendevano ancora altri 25 minuti buoni della Horvath in costume. Sorgono domande doverose, tanto quanto prive di risposta: perché Jessa e le altre viaggiano con costumi intero o mezze coperte e Hannah porta un mini bikini? Perché Hannah gira in bicicletta senza vestito? Perché si tira alcol addosso mentre balla? (In bikini ovviamente).

Io ho una mia idea in proposito e voglio spiegarla bene per non essere fraintesa: questa è una chiarissima scelta di regia che io fermamente contesto, se non altro quando viene imposta in modo così smisurato.Voglio precisare: non dà noia il (semi)nudo perché la Dunham è grassottella, ci mancherebbe, dà fastidio però il (semi)nudo ingiustificato dal punto di vista del trama…sembra messo lì solo per fare notizia. Va benissimo passare il messaggio “la cellulite è ok, non siete grasse, siete normali”, ma ostentare in questo modo la propria fisicità (oserei dire “strumentalizzarla”) equivale a mio avviso a quanto fanno le supermodelle che usano il loro corpo per fare successo o denaro. Non è che la Dunham finisce per avvalersi del sistema che lei stessa contesta? Contraddizioni dicevo, contraddizioni ovunque. Un altro esempio? “Girls” si propone di rappresentare in modo critico la società giovanile, dall’interno, in modo credibile… ma già nella passata stagione alcune trovate (es. Hannah che va a letto con strafighi conosciuti la mattina stessa) hanno messo seriamente in crisi questa linea narrativa. In questa puntata però c’è un bello spunto che si inserisce su questa linea di “(auto)critica” della società giovanile verso se stessa, ovvero la battuta di Marnie “provare a tutti via instagram che sappiamo ancora divertici come gruppo” a mio avviso qui sta tanta parte della freschezza di questo telefilm, qui starebbe la sua capacità di dire qualcosa di radicalmente diverso rispetto ad altre produzioni dello stesso genere (uno su tutti “Sex and the city”). Parla della tua generazione Lena, sfrutta il vantaggio dell’attualità!.

Schermata 2014-02-18 a 23.09.19Dando due coordinate sulla trama, come sempre esilissima, possiamo recuperare la serie “a volte ritornano”. Stavolta riappare a farci compagnia Elijah. Certo però che nella presente situazione in cui le amicizie sono sempre più instabili, gli “old times” irrimediabilmente passati e il “non sense” regna anche nelle relazioni interpersonali, il suo arrivo non può che creare maggiore scompiglio. A quella schizzata di Hannah pare persino una buona idea invitare l’ex fidanzato-ora-gay a casa della propria amica (Marnie) con la quale lui è andato a letto (facendo una figura pessima) poco prima di sparire per mesi e mesi? Ah beh, se lo credi tu.

Poi finalmente una svolta.

Being honest is fun” afferma Shoshanna annebbiata (o forse non è mai stata così lucida?) dai fumi dell’alcol. Da tanto non si sentiva una battuta così azzeccata. Così al minuto 21:44 del settimo episodio possiamo dire che la terza stagione trovi un solido punto di appoggio. I giudizi taglienti di Shosh determinano finalmente uno scarto tra “Lena che si compiace della sua protagonista psicopatica” a “Lena che riporta tutta la storia nell’ordine della realtà”. Segue una sorta di bulimia verbale che travolge lo spettatore inerme, schiacciato sotto il peso di una cascate di parole senza senso perché “non comunicative”: non si tratta di un vero confronto tra Marni-Jessa-Hannah, tutte sono rinchiuse nella loro solitudine e nel loro egocentrismo, si salva solo Shosh l’unica che riesce ancora a guardare “da fuori” questo delirio. Non c’è modo di affrontare la questione né di “processarla”, non c’è evoluzione, non c’è quindi un  finale catartico.Schermata 2014-02-18 a 23.14.15

Resta come “chiusa” solo il frivolo balletto imparato in questo week-end, un piccolo teatrino reiterato alla fermata del bus dove tutte e 4 attendono in silenzio: Hannah comincia e tutte le altre si uniscono. E’ la storia della loro amicizia. La storia di un amore – odio, di una sopportazione-insofferenza reciproca tra persone consapevoli della loro stranezza e che per questo urlano e strepitano finendo poi per assestarsi tra loro stessi simili. Tutti pazzi insicuri e incasinati, forse proprio per questo tutti amici.

3.07 - Beach house

Controverso

Valutazione globale

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Irene Bertelloni

Studentessa di Lettere Moderne presso l' Università di Pisa, nel tempo libero suona la chitarra ma soprattutto scrive sul suo blog e guarda telefilm...Perciò niente le è parso più naturale che cominciare anche a recensire serie! Forse perché il primo amore (ER) non si scorda mai, ha un debole per i medical drama (Grey's anatomy), salvo poi spaziare negli altri generi: Glee, Scandal, Girls, Revenge, Orange is the new black.

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