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Girls: Recensione dell’episodio 2.05 – One’s man trash

Prima di scrivere la recensione di questo episodio ho riletto più volte la recensione scritta da Andrea, e mi trovo in totale accordo con lui, in queste puntate ho provato fastidio per i vari personaggi, non riuscivo a empatizzare con loro, soprattutto con Hannah che minuto dopo minuto trovavo solo più estremizzata nel suo archetipo di personaggio selfish. Forse da un lato è proprio quello che la Duham vuole rendere della società moderna come tutti, chi più chi meno, siano diventati più egoisti e superficiali e come conti solo l’esteriore, o meglio l’esteriore percepito dagli altri per rendersi migliori ai loro occhi.

Girls 205cIn questa puntata la Dunham non fa il solito esercizio di stile, sempre a livelli molto elevati, in cui racconta poco o nulla; qui invece, per la prima volta, abbiamo una puntata completamente Hannah-centrica che si svolge nell’arco di un giorno e mezzo e in questo arco temporale vediamo la vera Hannah in tutte le sue sfaccettature.

L’espediente per iniziare la puntata è un problema relativo alla spazzatura e alluso improprio dei bidoni: il vicino del locale in cui lavora Hannah va a far notare come venga buttata la spazzatura del locale nei suoi bidoni e si lamenta di questa situazione; assistiamo a un alterco tra lui e Ray, che si conclude con un nulla di fatto.

Girls 205aHannah se ne andrà dal locale e andrà a casa del vicino per chiedere scusa dell’affaire; infatti è lei la colpevole del misfatto, e in men che non si dica i nostri due personaggi finiscono per fare sesso. Scopriamo che il vicino ha un nome, Joshua, che non deve mai essere abbreviato, ha 42 anni ed è medico, e in men che non si dica ci troviamo in un atmosfera che mi ricorda in parte un piece teatrale pirandelliana e in parte un film di Woody Allen. Nell’arco temporale di una giornata assistiamo a due mondi e culture che si avvicinano, Hannah giovane 24enne che vuole fare esperienza, e non ha mai vissuto quella in cui un uomo più maturo si prende cura di lei e Joshua che, dopo il divorzio ha forse solo il bisogno di una sorta di svago per scappare dalla realtà. I nostri due personaggi si estraniano dal mondo, decidono di non andare a lavorare per viverla fino in fondo, e dopo aver assistito a scene domestiche “normali” arriviamo al punto di rottura, quello in cui cadono le maschere e capiamo un po’ di più uno dei personaggi, in questo caso Hannah. Dopo essere svenuta dalla doccia si ritrova a letto con un Joshua che la coccola e si prende cura di lei, situazione in cui non si è mai trovata, e forse è proprio questa situazione che rompe i muri di Hannah e la fa iniziare a piangere e ad aprirsi così da  ammettere finalmente quello che vuole: essere felice, come lo vogliono tutti. Girls 205bLa cosa la sorprende, visto che pensava solo di voler fare più esperienze possibili nella sua vita e di condividerle con le persone per poterle forse aiutare. Hannah ammette di essere stanca di fare solo esperienze, e lo ha capito una volta arrivata a casa di Joshua e aver visto cose normali come il frigo pieno di cibo e l’accappatoio o il modo in cui Joshua la toccava e ha avuto un’epifania ammettendo che “Voglio quello che vogliono loro. Voglio ciò che vogliono tutti. Voglio tutto. Voglio solo essere felice”. Qui avviene anche il punto di rottura; Hannah si è aperta per un breve momento e poi torna la se stessa che conosciamo e così Joshua in una sola inquadratura ci fa capire che l’esperienza è finita.

Puntata magistrale, mi è molto piaciuta, è stato bello come la Dunham abbia preso per mano lo spettatore e l’abbia portato a conoscere meglio il suo personaggio, per farci capire che nonostante tutto Hannah è alla ricerca della felicità come tutti e quello che fa è solo un mezzo per arrivare ad un fine.

Serena

sin dalla tenera età davo già idea di quello che sarei diventata da grande: una divoratrice di "storie" e di sapere ed il mio peggiore nemico era la noia! Adoravo e adoro tutte le "storie", e ogni modo in cui potevano essere raccontate dai cartoni alle serie televisive, dai libri fino ai film, ad un opera d'arte.

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