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Girls: recensione degli episodi 3.01/3.02 – Females only/Truth or dare

Come una lunga, tranquilla nottata. Questi dieci mesi trascorsi tra la messa in onda di “Together” e quella del primo episodio della terza serie, ci vengono presentati così da Lena Dunham. Ritroviamo infatti Hannah e Adam esattamente dove li avevamo lasciati: finalmente ritrovatisi al termine di una corsa (simbolica e concreta) durata tutta la seconda stagione. Un inizio molto dolce e soft che stupisce, considerando i toni che generalmente caratterizzano le scene in camera da letto all’interno di questa serie targata HBO. Nel primi 2-3 minuti iniziali in una bella sequenza di immagini e musica, vediamo Adam dare meglio di sé: sta dietro alla fidanzata come una mamma, si assicura che prenda le sue medicine (ndr. Hannah soffre di una forma di OCD), insomma non sembra neppure lui.

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L’idillio si rompe al momento del primo confronto della coppia con la realtà circostante: ad aspettarli sta una lista abbastanza lunga di “ex” compagni di letto, più o meno incasinati, più o meno infuriati. In prima posizione sta Natalie, l’ultima ragazza con cui Adam ha rotto nella scorsa stagione: spinta da un’amica più furibonda di lei, la giovane aggredisce verbalmente i due (interessante la definizione di Adam come “Neanderthal sex addict sociopath”).

Porella, come darle torto? Converrete con me che talvolta i comportamenti dei protagonisti di “Girls” sono talmente fuori da ogni logica e da ogni legge di convivenza civile che risulta praticamente impossibile difenderli, non c’è identificazione, non c’è affetto che tengano… non si può  non rimanere basiti di fronte a certe uscite. Ma in fondo, io ne sono convinta, la Dunham scrive prima di tutto per stupire e sfidare. Ma le altre 3 amiche che fine hanno fatto? Shosh, Marnie e Jessa sono una più scombinata l’una dell’altra. La prima ha abbandonato il suo status di “immacolata” ed ora  fa sesso occasionale praticamente con chiunque ci stia, Marnie tenta di rimettere in piedi la sua vita de-ossessionandosi da Charlie e confrontandosi, nel frattempo, con una madre invadente, Jessa dopo essere riuscita ad allontanare tutte le persone che le volevano bene si trova in rehab… pur non avendo alcuna intenzione di disintossicarsi. D’altronde Jessa (a mio avviso il personaggio più ricco di sfumature dell’intera serie, il più profondo, il più intrigante) non è niente meno che la personificazione del sistema di anti-valori che domina nel mondo in cui “Girls” si svolge.

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Un universo (sottosopra!) che molto spesso assume una parvenza di senso ed di equilibrio se visto solo da un UNICO punto di vista, quello dei suoi protagonisti. Se si allarga il campo visivo, se si guarda la vicenda con occhio leggermente più distaccato, le quattro ragazze appaiono a dir poco una versione spinta di “Sex and the city” con meno lustrini, più sesso esplicito e meno chance di un finale in bellezza. E’ il mondo dell’oltre-etica: in cui l’editore  di Hannah parla di “amazing stuff” leggendo il suo racconto circa malattia che la affligge e solo in un secondo momento (e in modo alquanto finto) si sforza a farsi vedere preoccupato per lei. Tutto voluto certamente, tutto calcolato da parte di una Lena Dunham che scrive, dirige e recita in questo telefilm una parte che ha qualcosa (o forse molto più che “qualcosa”) di autobiografico. Gli attori sono fantastici (una su tutti  Zosia Mamet – Shoshanna), la fotografia e le scelte musicali sempre interessanti, la sceneggiatura a tratti davvero toccante. La seconda puntata, più breve della prima e con praticamente zero trama, è a mio avviso una sorta di rappresentazione “in piccolo” dell’intera serie. Che cos’è “Girls” se non la storia di un gruppo di amici in viaggio attraverso la vita e verso di essa?. La serie parte bene ma una cosa va sempre ricordata: “Girls” non è un medical drama, non è un thriller, non è un poliziesco, ha quindi come suo principale strumento i sentimenti, le emozioni e le passioni di queste ragazze. Metterle in scena riuscendo a tenere alta l’attenzione, senza scadere nell’eccesso e nel trash è la sfida più grande che si pone alla Dunham in ogni puntata. Ci riuscirà anche quest’anno?.

I presupposti per una serie di livello ci sono tutto ma il limite è sempre molto, molto vicino…

3.01/3.02 - Females only/Truth or dare

Promettente

Valutazione globale

User Rating: 3.15 ( 1 votes)

Irene Bertelloni

Studentessa di Lettere Moderne presso l' Università di Pisa, nel tempo libero suona la chitarra ma soprattutto scrive sul suo blog e guarda telefilm...Perciò niente le è parso più naturale che cominciare anche a recensire serie! Forse perché il primo amore (ER) non si scorda mai, ha un debole per i medical drama (Grey's anatomy), salvo poi spaziare negli altri generi: Glee, Scandal, Girls, Revenge, Orange is the new black.

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