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Girls: 5 motivi per recuperare la serie

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Nel 2012 HBO ha proposto una novità nel suo palinsesto: Girls, una serie scritta e interpretata da Lena Dunham, una ragazza di ventitré anni e tante cose da dire. Dopo i teen drama degli anni ’90, la naturale evoluzione seriale post-adolescenziale ha portato alle avventure di un gruppo di ventenni (e oltre) nella spietata New York che non risparmia nessuno, soprattutto se sei giovane e mediamente sfigato. Girls, nonostante sia americana con la “A” maiuscola, ha scelto un taglio cinico e verosimile, vicino allo stile delle british series, optando per non più di dieci episodi per stagione e per giunta molto brevi. La quinta stagione si è appena conclusa, e la Dunham ha dichiarato che la sesta sarà l’ultima. È il momento perfetto per recuperare, ecco cinque motivi per farlo.

#1 – Niente è quello che sembra

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Una serie dal titolo Girls, incentrata sulla vita di una ragazza e le sue amiche, potrebbe dare l’idea di essere un prodotto superficiale, umoristico (di quelli con le risate di sottofondo) e leggero. Ma Girls è esattamente il contrario: è una serie dura, che parla senza peli sulla lingua e descrive una realtà che esiste davvero, almeno da qualche parte. Non è difficile credere che avere oltre vent’anni, vivere a New York e avere pochi indizi su cosa fare nella vita o come farlo, sia più o meno come ce lo racconta Lena Dunham. Ma non c’è niente di superficiale, l’unica cosa “da femminucce” è proprio il titolo, mano sul cuore.

#2 – A volte una gioia

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Siete giovani e confusi? Non sapete quale strada percorrere per realizzare il vostro sogno? Vi sentite demoralizzati? Per tutti questi motivi, forse, siete stanchi di vedervi rappresentati come degli sfigati, e di guardare serie TV che non fanno che scoraggiarvi ancora di più. Non temete, Girls non mette il dito nella piaga, anzi trova il lato divertente in ogni miseria giovanile. Lena Dunham e la sua combriccola di amici leggermente sociopatici vi tireranno su il morale con una doppia azione di humor: il sollievo del “c’è chi sta peggio” e il divertimento delle situazioni estreme in cui si ritrovano i personaggi, così assurde che fanno ridere. Forse si tratta sempre della generazione “mai una gioia”, ma grazie a Girls, per una volta, una gioia c’è.

#3 – La noia non esiste

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Ogni episodio di Girls dura poco più di venti minuti, e in tutti e venti accade qualcosa che ci intrattiene e mantiene alta l’attenzione. Non c’è un crimine da risolvere o un vampiro da affrontare, ma essere young and beautiful non è facile, soprattutto se si ha un disturbo ossessivo-compulsivo e un bel caratterino. Può darsi che si abbia la sensazione che nulla stia accadendo, ma ogni cosa per Hannah, la protagonista, ha un’importanza e un significato che non può essere ignorato. Le patatine vanno allineate sul tavolo prima di essere mangiate, e le minigonne e gli shorts sono da preferire ad un paio di jeans. Ma soprattutto Girls parla di relazioni: di tutti i tipi e di tutte le sfumature, raccontate con spregiudicatezza e un pizzico di perversione. La trama è fin troppo semplice, ma nient’altro lo è.

#4 – New York, New York?

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In molte serie una tra le protagoniste è la città in cui è ambientato lo show. Un esempio per tutti è Sex and the City, la cui City era New York. Stavolta, però, New York è diversa da quella in cui si aggirava Carrie Bradshaw. La New York di Girls è luminosa, calda, e piena di insidie. Anche qui si parla di sesso, ma i protagonisti devono trovare il modo di pagare l’affitto e mantenere i loro i-phone sempre aggiornati. È una New York giovane, hipster, e a volte crudele. Nell’ultima serie alcune puntate sono girate in Giappone, e proprio grazie al contrasto con la capitale asiatica, la Grande Mela appare ostile, ma allo stesso tempo è il luogo dove tutto è possibile, la casa di cui ognuno di noi ha bisogno, e nonostante le girls di Lena Dunham credano di avere tutte le sfortune e le difficoltà del mondo, New York è, per loro, il posto giusto al momento giusto.

#5 – Nessuno mi può giudicare

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Se Girls e le sua creatrice dovessero essere descritte in una sola frase, sarebbe proprio questa: nessuno mi può giudicare. Lena Dunham non ha paura di niente, con tutto il coraggio del mondo si mette in gioco e se ha qualcosa da dire, la dice chiaramente. Mette in prima linea le sue idee e il suo corpo, abbattendo ogni pregiudizio e stereotipo, dimostrando che ciò che conta è la qualità, la determinazione e lo spirito giusto. Essere una donna, essere giovane, non corrispondere ai canoni codificati della bellezza, non deve essere semplice nel mondo dell’intrattenimento, ma niente di tutto questo ha fermato Lena Dunham, che ha messo al primo posto il messaggio da trasmettere e come trasmetterlo, senza tradire la verità. Rimanere fedele a sé stessa ha garantito il successo alla serie, che ha portato qualcosa di diverso sul piccolo schermo. E finalmente.

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