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Girls 1.04 Hannah’s Diary

Il tema centrale di questo episodio è il rispetto di se stessi, o meglio, a quanto rispetto possiamo rinunciare per avere tutte le altre cose? E soprattutto cosa sono le cose che le persone rappresentate in questo show vogliono? L’abbiamo detto nelle recensioni precedenti che la mancanza di obiettivi regna sovrana nella generazione dei ventenni che viene raccontata in Girls, ma ora ci concentriamo non tanto sulle mete, quanto sui bisogni immediati: mangiare e scopare.

In ordine di importanza: scopare. Si, perché il sesso è tutto, o almeno la maggior parte in questo racconto, e per il sesso si è disposti a tutto, a farsi mettere i piedi in testa da un ragazzo che ti manda foto “intime” per poi dirti che non erano indirizzate a te, a stare con un uomo di cui non te ne frega nulla, a darla via al primo incontro con uno che non vedevi dai tempi del campeggio, senza nemmeno riuscirci.. e tra l’altro, qui viene fuori un altro tema.. è molto più facile dire agli altri cosa devono fare che farlo per se stessi, ossia, Marnie critica Hannah per il suo rapporto e viceversa, ma nessuna delle due riesce a risolvere in qualche modo i propri problemi ed è singolare che sia proprio un episodio “fortuito”, come il Diario di Hannah a sembrar smuovere una situazione e a sparigliare le carte in tavola.

Secondo livello: mangiare. E per mangiare bisogna pure guadagnarsi qualche soldo, per cui una soluzione è mettersi a fare la babysitter, pur essendo completamente sprovvista di un ben che minimo istinto materno, e metterci cinque minuti per perdere le bambine, mentre inizi a pontificare e parlare a vanvera con gente appena conosciuta, così per il LOL.

Oppure vai a lavorare per un vecchietto che ti palpeggia, ma come ti dicono le colleghe, hai una buona assicurazione sanitaria, non importa al capo se vieni al lavoro o no, addirittura ti regala un Ipod Nano per il compleanno.. chevvuoichessia lasciarsi palpeggiare un po’, mica è degradante come farsi dire dal trombamico “scusa, non era indirizzata a te”, sempre per il principio che è sempre più facile criticare la situazione altrui. Con questa parte di trama, comunque, Girls, introduce a contorno anche qualche osservazione sulle altre generazioni, perché, ricordiamocelo, questo show non le manda a dire a nessuno.

Le colleghe di Hannah rappresentano, anche loro, persone coinvolte nella sola ricerca del benessere e della sicurezza dimenticando decenni di battaglie femministe e superando in un batter d’occhio il post femminismo di un giro completo, cosa che ha fatto scandalizzare e protestare diverse femministe di oltreoceano, le quali, a mio parere, più che prendersela con il racconto dovrebbero prendersela con la società d’oggi. Dall’altro lato i maschi quarantenni non stanno meglio: quelli che vediamo qui, sono dei cazzoni senza spina dorsale, inadatti alle loro responsabilità e alla società che li circonda, come James Le Gros, che interpreta il padre delle ragazzine a cui Jessa fa da babysitter e che flirta con la bella ventenne, forse per sentirsi anche lui un po’ più giovane e meno castrato dalla donna manager con sui è sposato e che palesemente lo mantiene.

Il finale è un vortice di dignità perdute: da Hannah che parte per troncare con Adam che nemmeno capisce quello che dice, ma ci va ugualmente a letto, dopo circa 40 secondi. Marnie e Charlie che si umiliano a vicenda da sopra e sotto il palco, il diario di Hannah in pubblico e la lite pronta a scoppiare tra Hannah e Marnie e poi, Shoshanna, che se non dice almeno a due persone ad episodio che è vergine non sta più bene.

 

 

Voto quattro su cinque, la qualità sale e tende all’alto livello

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