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Girls

Girls 1.01 – Pilot

Girls ci catapulta subito in una New York molto meno patinata di quanto potesse essere Sex & the City e cerca subito di rimarcare le  differenze dalla serie da cui trae la sua ispirazione cercando inoltre di esorcizzarne il rimando con una citazione messa li subito davanti agli occhi degli spettatori. Quanto ci riesce? Certo le somiglianze ci sono e tutti vedendola non possono fare a meno di pensarci. Quattro amiche a New York, impegnate coi problemi di lavoro e sentimentali, è decisamente facile cadere nel già visto e pensare che la HBO, storicamente in difficoltà con le comedy, provi a riciclare il suo “usato sicuro”.

Ma le somiglianze si fermano qui. Non sono delle trentenni affermate ma con difficoltà a trovare la felicità personale quelle che vediamo, ma sono ragazze che devono combattere con una città che sembra inizialmente ostile. Non è facile arrivare a fine mese a New York e lo capiamo subito quando la protagonista Hannah (interpretata da Lena Dunham che è anche la giovane creatrice di questo show) si deve confrontare col più grosso problema di una giovane che insegue il suo sogno a New York: i suoi genitori (i bravissimi Peter Scolari e Becky Ann Baker) le annunciano che da quel momento in poi dovrà mantenersi con i suoi soldi. Da li si innescano tutta una serie di reazioni che vanno a caratterizzare l’idea di questo show: una giovane cresciuta a pane e Sex & The City che non riesce a trovare possibile che i suoi genitori le tolgano i fondi per il suo sogno da Carrie Bradshow e trova sufficiente per consolarli che lei non sia tossica, incinta o sbandata in generale, mentre i suoi genitori, gente di provincia, che Sex & The City non l’ha mai visto non capisce perchè una brillante ragazza continui a inseguire queste chimere.

I’m a writer for a generation

Si, ma cos’è questa generazione? Ed è forse qui che lo show cerca di smarcarsi maggiormente dal suo illustre progenitore. La giovane generazione che viene qui rappresentata è confusa, debole, non sa cosa vuole e a volte non vuole proprio niente e non ha a volte il coraggio di seguire le sue scelte.

Oltre Hannah ed il suo sogno di scrivere, che si scontra con la sua mancanza di soldi per mangiare, troviamo le altre protagoniste dello show e gli uomini che girano loro intorno. Hannah è attratta da un ragazzo con velleità artistiche che fa del suo disinteresse verso chiunque la sua natura visibile. La migliore amica e convivente di Hannah, Marnie, ha un lavoro ma un fidanzato per cui non sembra provare nulla, ma che non riesce ad allontanare. Jessa, l’amica che Hannah idolatra ma che si rivela almeno al pilot un personaggio più costruito sulle apparenze che altro e la cugina Shoshanna, ragazza un po’ petulante e insipida che vorrebbe essere quello che non è.

 

Più che essere il ritratto di una New York difficile è il ritratto di una generazione difficile che non sa dove andare e come confrontarsi col mondo che la circonda e che è stato raccontato in modo decisamente diverso dalle serie tv anni 90. Sicuramente un ottimo pilot e un prodotto decisamente interessante, sempre che sappia costruire

una storia originale sul materiale che ha e che sviluppi meglio personaggi per ora meno approfonditi come Jessa.

 

Non è una comedy in cui si ride, ma un prodotto che invita a pensare e che se strappa una risata, la strappa sicuramente amara.

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