fbpx
Cinema

Ghostbusters: il reboot del film cult nelle sale dal 28 luglio

Ghostbusters

Torna l’attesissimo reboot di Ghostbusters con un cast ricco di personaggi esilaranti. Trent’anni dopo che il franchise originale ha raccolto un successo strepitoso in tutto il mondo, il regista Paul Feig presenta un nuovo episodio della commedia sovrannaturale, che coinvolge alcuni degli artisti più divertenti di oggi: Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon, Leslie Jones e Chris Hemsworth. Quest’estate tornano per salvare il mondo!

La prima novità di quest’ultimo episodio è il regista Paul Feig, che, come creatore della serie televisiva “Freaks and Geeks” e regista di Le amiche della sposa, Corpi da reato, e Spy, si è costruito un impressionante curriculum dove spiccano le commedie più innovative, memorabili e di maggior successo degli ultimi anni.
“Sono stato un grande fan del primo film di Ghostbusters – dice – L’ho visto al cinema il primo weekend di apertura, e onestamente non avevo mai visto una commedia avere quegli effetti strabilianti sul pubblico. La gente, me compreso, è andata in visibilio, e non solo perché era divertente. C’erano le persone più divertenti, tutti abbiamo amato la banda composta da Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis e Ernie Hudson: questo supergruppo di simpaticoni è stato il valore aggiunto. Ma il massimo è stato la resa del contesto di un mondo di fantasmi guerrieri con la tecnologia… un’idea assolutamente geniale. È una di quelle cose che ti fanno pensare: ‘Vorrei averla avuta io quell’ intuizione”.

Naturalmente, il proposito di un altro Ghostbusters – come sequel – è stato sempre preso in considerazione. “Ho sempre voluto fare un altro sequel”, afferma Ivan Reitman, che ha diretto e prodotto i primi due film iconici del franchise, e che ha prodotto anche quest’ultimo insieme ad Amy Pascal. “È uno di quei film degni di una rivisitazione, e ho sempre sperato di poterla fare io stesso. Ma riuscire a mettere d’accordo i quattro componenti del gruppo originale – e soprattutto quattro tipi come loro – non era un’impresa facile, se non addirittura impossibile. Inoltre, purtroppo nel frattempo abbiamo perso Harold”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Con la scomparsa di Harold Ramis nel 2014, lo studio e Reitman hanno cominciato a cercare un nuovo talento comico che prendesse il comando di un altro eventuale film. È così che è entrato in scena Feig. “Sapevo che da tempo cercavano di mettere assieme un sequel – dice Feig – Ho iniziato a strizzarmi il cervello. Vedere delle persone buffe che combattono contro il paranormale è sempre un’idea vincente, e sembrava ci fosse ancora tanto da approfondire dei mondi dei primi due film. Alla domanda ‘Come lo farei?’ Beh, mi piacerebbe farlo con le quattro donne più divertenti che conosco. La cosa mi entusiasmava, perché era sicuramente un concetto nuovo”.

“L’intento di Paul era fare un grande film tutto al femminile, ma la difficoltà era realizzare il film giusto, con il cast giusto, la chimica doveva esserci proprio su tutti i fronti – aggiunge la produttrice esecutiva Jessie Henderson, che è anche partner di produzione di Feig – Abbiamo sperimentato un primo approccio con Spy, ma la sua idea per Ghostbusters era l’occasione per spingerci ad un livello superiore, in termini di effetti speciali, effetti visivi, cast”.
Anche Reitman era entusiasta della visione della commedia che aveva in mente Feig. “La cosa veramente innovativa dell’idea di Paul trascende dal genere dei protagonisti – dice – È  piuttosto sull’amicizia di quattro personaggi particolari, e sulle loro straordinarie gesta”.

Con lo studio e Reitman dalla sua, Feig ha fatto squadra con Katie Dippold per scrivere la sceneggiatura. “C’era solo una persona con la quale avrei voluto scrivere la storia: Katie – dice Feig riguardo la co-autrice del suo Corpi da reato – Abbiamo lavorato su altri progetti, e so che adora le storie di fantasmi. Ama i film di paura. Ci siamo trovati!”.
“Inizialmente abbiamo passato molto tempo a pianificare la sceneggiatura – dice la Dippold – Ci sono stati diversi confronti creativi, quali elementi dell’originale si volevano rivedere? Quali sarebbero dovute essere le novità? Poi abbiamo parlato della storia e dei personaggi. Nessuno voleva fare il remake dei personaggi originali, Venkman sarà sempre Venkman. Così abbiamo optato per quattro protagonisti nuovi di zecca”.

“Paul voleva fare un film che non tradisse lo spirito dell’originale, ma che al contempo avesse una nuova ragion d’essere – afferma Amy Pascal – Tutto nasce dai personaggi, ed in questo Paul è un autore brillante”.
È così che Feig si è avvicinato al film, proponendo una storia completamente nuova, così come una nuova squadra che risponde alla chiamata. “Volevo che il film fosse ambientato nel mondo di oggi, un mondo che non ha mai provato l’esistenza di fantasmi – dice Feig – Le nostre ‘Acchiappafantasmi’ hanno dedicato le loro vite a dimostrare scientificamente che i fantasmi esistono, ma non vengono credute, perché non c’è nessuna prova fisica a dimostrazione della tesi. Ma quando finalmente riescono a scorgere i fantasmi che aspettavano da sempre, vogliono dimostrare la fondatezza della loro eterna missione. Questo è l’obiettivo comune, e si completano a vicenda”.

Così, Dippold e Feig hanno creato dei nuovi personaggi per formare una squadra vincente ed omogenea. Egli spiega: “Abby è l’esperta del paranormale: ha dedicato la sua vita a studiare i fantasmi. Erin è una docente di fisica, che cerca di elaborare una tesi scientifica del sovrannaturale. Holtzmann, un genio dell’ingegneria, in base ai concetti stilati da Abby ed Erin è intenta a costruire l’attrezzatura adatta per combatterli. E infine, Patty si unisce al gruppo da ultima arrivata, come l’esperta degli angoli più oscuri di New York, ed elemento chiave per capire dove sono i fantasmi, e che cosa sta accadendo a Manhattan”.
“Siamo abituati a considerare gli uomini come veri professionisti della commedia, ma mai quanto Elaine May in È ricca, la sposo e l’ammazzo, che ha rivestito i panni di una scienziata buffa e divertente – spiega Pascal – Questa visione diversa ed unica doveva essere necessariamente raccontata di nuovo”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Comments
To Top