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Game of Thrones: recensione episodio 4.01 – Two Swords

L’abbiamo atteso, abbiamo fatto il conto alla rovescia e finalmente il 6 aprile è arrivato, ma forse in molti avevano caricato questa prima puntata della nuova stagione di Game of Thrones di troppe aspettative e il risultato è stato un po’ deludente.

Two Swords è una tipica puntata di inizio stagione: apre, apre conflitti, avvia dinamiche narrative, ma senza affrontarne alcuna in maniera particolare; la prolificità dei subplot che ha caratterizzato la terza stagione, portandosi dietro le critiche di molti fan, viene mantenuta in questo primo episodio del 2014. Mostrare tanto equivale a mostrare troppo e quindi a mostrare molte volte niente, ma Benioff e Weiss preferiscono seguire l’andamento del libro piuttosto che spezzettare la narrazione in filoni. A questo punto però, essendo una prima puntata, non si capisce come mai l’assenza ingiustificata di tre personaggi chiave per il futuro della serie: Stannis, Bran e Theon.
Diverse le tematiche affrontate durante il copione, ma, come per le linee narrative, mai nessuna approfonditamente. Non appena una tematica ci viene presentata, proposta attraverso una o più sfaccettature, immediatamente si salta da un’altra parte senza andare a concludere o portare avanti il discorso.

Ad attirare maggiormente l’attenzione di Benioff e Weiss sembra essere il personaggio di Jaime Lannister, l’uomo il cui onore sguazza da anni nel fango, il personaggio che probabilmente avrà il miglior percorso da qui in avanti come si era già intuito l’anno scorso. Tornatovlcsnap-140655 profondamente cambiato (o mostratoci sotto una diversa luce, dipende dai punti di vista) a King’s Landing , Jaime non è più il figlio preferito di Tywin Lannister. Già nella prima scena, al termine del prologo, lo vediamo battibeccare con il padre come un Tyrion o una Cersei qualunque e subirne il severo giudizio; il desiderio del figlio di ritornare nella guardia reale entra in pieno conflitto col volere del patriarca di rispedirlo a casa a governare i domini di famiglia. I giudizi denigratori del vecchio al giovane si sprecano. Ma una duplice motivazione si nasconde dietro la testardaggine del figlio monco (che inevitabilmente sembra aver lasciato alle proprie spalle molto più di una singola mano) e si tradurrà ben presto in una duplice frustrazione: da una parte rimanere accanto la sorella (la quale, tuttavia, gli rinfaccia di essersi fatto imprigionare, di averla lasciata sola in un momento di difficoltà, di essere tornato senza una mano), dall’altra riabilitare il proprio onore di “Sterminatore di re” (offeso e denigrato persino da un figlio sempre più intrattabile), per andare a riempire quei libri di storia che, accanto al nome di Jaime, mostrano una pagina vuota. Ma a quarant’anni, senza una mano, Jaime come potrà difendere il re e al contempo compiere grandi gesta? Cavaliere o inutile orpello proprio come la nuova mano d’oro ? Bastonato a più non posso, il punto di riferimento dei Lannister è alla fine costretto a scappare dai Lannister stessi e preferire la compagnia di Brienne. Tuttavia l’amica di scampagnate non sembra essere da meno, esigendo dal cavaliere, in cerca di riscatto, il mantenimento della parola data a Catelyn Stark: proteggere Arya e Sansa. E, come ci viene ricordato, quando si trattava di proteggere la prole, Catelyn Stark diventava una furia.

La figura della madre protettrice è l’altro piccolo grande nucleo tematico presentato da Two Swords: Elia Targaryen, violentata, uccisa e fatta a pezzi mentre tentava di proteggere i figli dalla furia Lannister; la memoria di Catelyn Stark; Dontos che regala a Sansa la collana della madre; Daenerys alle prese con l’educazione dei tre figli che velocemente stanno crescendo sottraendosi sempre di più all’abbraccio benevolo della madre, così vivaci, comevlcsnap-143498 ogni buon Targaryen, da litigarsi un agnello (e chi si nasconde dietro la simbologia dell’ovino?): sono draghi, non li potrai mai addomesticare. Se mentre con i draghi, al momento, sembra una battaglia dura da vincere, la lotta per liberare il mondo dalla schiavitù procede a vele spiegate per la bionda Mhysa (madre).

L’oscar per la situazione più incasinata spetta senza ombra di dubbio a Tyrion. Agli antipodi da Jaime, nella sua armatura (e mano) dorata, all’interno di quattro mura, con un onore da salvare, il Folletto ormai l’onore l’ha lasciato come albero per i cani, costringendosi, per il bene della famiglia (lui che viene sempre accusato di pensare solo a sé stesso. Vedi un po’ ste apparenze…) ad accogliere, a piedi, fuori dalla città, unico “nobile” in mezzo al popolino, gli invitati di Dorne per le nozze di Joffrey. Solo che gli ospiti di Dorne non si rivelano proprio essere gli invitati perfetti per il matrimonio di un giovane pazzo, discendente di un re ancora più pazzo che ne ha sterminato metà della famiglia. E il caro Tyrion avrà un po’ di grattacapi per evitare che qualcuno, fra Oberyn e Joffrey, faccia scatenare una guerra prima che il prete pronunci il primo amen. Come se non bastasse, oltre alla minaccia costituita dai suoi stessi familiari per la propria vita, Tyrion vede in pochi secondi saltare la copertura di Shae, alzare bandiera bianca di fronte alle avance della ragazza e subirne il cazziatvlcsnap-146860one per un’iniziativa presa a sua insaputa da Varys. Comunque, qualcuno nella cerchia degli sceneggiatori deve aver avuto pietà del mezz’uomo ed è stato preferito cancellarlo per il resto dell’episodio.

All’opposto, chi invece sembra iniziare a passarsela un po’ meglio, è Arya, che insieme al “fidato” Mastino, aggirandosi per le lande a ferro e fuoco del Nord, riesce a rientrare in possesso di Ago (la seconda spada Stark del titolo) e a far valere le proprie rimostranze. Vuoi per una questione di mera simbologia, vuoi per una veloce maturazione del personaggio, dopo aver combattuto insieme, l’ex guardia del corpo del re impara ad avere fiducia nella ragazzina, accordandole il permesso di recuperare un cavallo e di cavalcare al suo passo. Con un bel sorriso malizioso che si stampa sulla faccia della giovane spadaccina, per la prima vittima della sua lunghissima lista nera, uccisa con le sue stesse mani. E a  sorridere è (finalmente) anche Sansa dopo il regalo di Dontos; per gli Stark c’è ancora speranza dopo lo sterminio.

Restano invece con il cerino in mano, con una presenza inutile all’interno dell’episodio, i Guardiani della Notte: giustificata la loro collocazione all’interno del copione dalla presenza di Aemon Targaryen, i difensori della Barriera preferiscono perdere del tempo a processare Jon Snow per tradimento, invece di attrezzarsi per l’imminente attacco bruto. L’orda di nemici, in questo quarto scenario di narrazione, arriva a dotarsi di un’arma estremamente letale, i Thenn, clan che han fatto del cannibalismo il nuovo sballo del sabato sera.

Sono quindi varie le porte aperte da questo inizio di quarta stagione, dove, torniamo a ripeterlo, si evidenzia l’assordante assenza di Theon, Stannis e Bran, immotivata da un’unità narrativa che sembra più che altro procedere un po’ per i fatti suoi, con nuclei narrativi sparsi qua e là e collegamenti didascalici fra le singole sequenze. Two Swords è un episodio da cui avremmo voluto qualcosa di più, se non altro poiché, se in una stagione di soli dieci episodi, iniziamo a collezionare puntate concepite come album di figurine fin dal ritorno sullo schermo, ci toccherà banalmente aspettare il penultimo episodio della serie affinché qualche nodo salga al pettine e la quantità di trame messe a disposizione dei telespettatori si trasformino in qualcosa di narrativamente tangibile e rilevabile.

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4x01 Two Swords

album di figurine

Valutazione Globale

User Rating: 3.34 ( 10 votes)

Federico Lega

Fra gatti, pannolini, lavoro, la formazione del fantacalcio e qualche reminiscenza di HeroQuest e StarQuest, stare al passo con le serie tv non è facile ma qualcuno lo deve pur fare

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8 Commenti

  1. Complimenti Fede per la recensione, perchè non è facile criticare una serie con un HYpe così elevato e una schiera di fan pronti a prendere tutti a sciabolate. Hai ragione, concordo sulla non presenza di un “fattore Wao!” nell’episodio, c’è stata proprio una scarsità di sorpresa e stupore nella presentazione della quarta stagione, come se si volesse già far presagire, che sarà un anno di transizione questo per got. La cosa che maggiormente mi ha fatto storcere il naso, sono stati i passaggi troppo didascalici tra una storyline e l’altra, erano troppo telefonati, insomma avrei preferito vedere anche meno personaggi ma una maggiore cura dei dettagli, nella struttura narrativa dell’episodio. Ma GOT rimane GOT, e quindi il suo lavoro lo fa in pieno, bella la ripresa del Rains of Castamere ad inizio episodio, quando vengono fuse le spade, bellissima la scena di Aria che uccide il tipo pelato nella taverna, e molto toccante l’evoluzione del personaggi di Jamie che mai come adesso appare l’unico ad essere veramente cambiato dall’inizio della storia.
    Non so cosa accadrà perchè con i libri mi sono fermata molto prima (causa mancanza di tempo), però spero di vedere più azione e meno presentazione e più colpi di scena e meno lezioni di botanica…
    Scherzi a parte… Fuck th King!!!!!!!!

  2. Appena sono partite le prime note della sigla mi sono venuti i brividi per cui il giudizio a caldo sarebbe stato in puro stile fanboy. A distanza di due giorni si può cominciare a giudicare meglio.

    Puntata che mi e’ sembrata essere un pegno da pagare da parte degli autori nei confronti dei fan. Ognuno ha il suo personaggio preferito e la storyline che segue con più ansia per cui Benioff e Weiss hanno pensato di accontentare un po’ tutti dando un po’ di spazio a quelli che sono forse i più amati il che non significa che siano anche i più importanti per lo sviluppo della storia (detto da uno che non ha letto i libri per cui non sa cosa avverrà dopo). Conseguenza e’ l’ effetto album di figurine e un certo sovrabbondare di passaggi didascalici da una scena all’ altra.

    Pero’ GoT e’ sempre GoT per cui qualche argomento prova ad affrontarlo come tema ricorrente dell’episodio. Le due spade del titolo possono anche essere viste come i due poli entro cui si muovono le scelte dei vari personaggi.

    Per Jamie (che e’ effettivamente quello maggiormente evoluto come carattere) le due spade sono quella dell’onore e della fedeltà alla propria casata. Vince la volontà di ripulire il suo onore quando disobbedisce a Tywin e promette malvolentieri a Brienne di proteggere Sansa e ritrovare Arya. Ma e’ la fedelta’ ai Lannister che lo porta a non reagire alle offese di un Joffrey sempre più insopportabile. Sara’ interessante vedere come evolvera’ il suo personaggio.

    Anche Danaerys avrebbe dovuto scegliere tra la missione che si e’ autoimposta di liberare il mondo dalla schiavitù o marciare alla riconquista del trono. Ma pare che di questa seconda cosa si sia completamente dimenticata ed e’ un peccato perché con l’ esercito che ha e i draghi potrebbe dire la sua nella guerra. Credo che, in realtà, proprio per questo la stanno tenendo lontana da Westeros perché sarebbe una contendente troppo forte.

    Alla barriera succede troppo poco e sarebbe il caso si dessero una mossa visto che tra Bruti (con l’aggiunta dei cannibali prestati da Terminus di Walking Dead) e walkers (ah, no, quelli erano di Walking Dead ancora) le cose per i Guardiani promettono di mettersi presto male.

    Arya e’ l’ altro personaggio che e’ evoluto parecchio passando da ragazzina ribelle e vittima degli eventi a vendicatrice che non ha paura di avanzare richieste ad un Mastino sempre più accondiscendente (e sempre più simile a Bud Spencer con la variante spada invece che cazzotti). Non e’ pero’ chiaro cosa i due vogliano fare a parte vagabondare in cerca di improbabili riscatti (si vede che Clegane non conosce Lisa Arryn) o di torti da vendicare.

  3. Salve a tutti.

    Grazie per la recensione piena di dettagli.

    Io, da fan della serie, pur avendo atteso un giorno per gustare l’episodio in santa pace ed un altro per commentare, non mi sento di essere così chirurgiconei commenti. L’unico passaggio che ho trovato un po’ “didascalico” o semplicemente poco significativo, è stato quello su Daenerys. Trovo invece quasi sconvolgente l’evoluzione di Arya. Certo, tutti ci aspettavamo il momento della vendetta ed il recupero della spada ma con tale freddezza e determinazione? Altrettanto interessanti sono l’evoluzone di alcuni personaggi e le nuove trame che si preparano (prevedo tempi duti per Tyrion… ).

    Non trovo stupefacente l’assenza di alcuni personaggi in questo episodio, del resto non è la prima volta che “non ci stanno” tutti in un episodio solo. Ad esempio Bran. Certo, è ragionevole immaginare che giocherà un ruolo fondamentale, è pur sempre il primo nella linea di discendenza diretta di Ned e poi, se per ora sa “solo” controllare la mente degli animali… e Hodor… , chissà dove arriverà! Però è ancora giovane, la sua storia deve ancora evolvere.

    Invece non mi sembra che Theon abbia le carte per giocare un ruolo “principale” nell’evoluzione della serie. Certo, il personaggio ha subito “traumi” e cambiamenti ma lo vedo lontano dalle dinamiche che si sviluppano al “centro del mondo” (Approdo del Re) che mi sembra giustemante il fulcro degli eventi più importanti al momento dunque mi sembra ragionevole dedicare larga parte dell’episodio ai personaggi che si trovano lì.

    Detto questo: W GoT!!! Sono felice come un bambino! 🙂

  4. Ah.. giusto per mettere un po’ di pepe nei commenti, ma… sono viverne non draghi… che quelli della CgI abbiano visto lo Hobbit 2?

  5. viverne??? E che è ? (non ho visto Lo Hobbit 2)

    secondo me Theon reciterà un ruolo chiave perchè lo rivedo nel gruppo dei personaggi in cerca di riscatto (come Jaime e il Mastino), magari anche solo per scopi egoistici o solo agli occhi del padre (e fuck the Starks!). La trasformazione da Theon a Reek voglio sperare che sia stata dettata da un senso narrativo e non squisitamente da una parentesi sadica, altrimenti tanto valeva ucciderlo. E’ una mia speranza diciamo, essendomi fermato ben prima nella lettura dei libri.

  6. @Wolf : ricorda che Bran non e’ l’ ultimo degli Stark, c’ e’ sempre la casata di New York con il suo esponente Iron Man (c’ha pure l’armatura su cui ci starebbe bene un lupo) !

    @Caterina : ma che sono le viverne ? ho visto l’ hobbit 2 ma non ho capito il riferimento

  7. Le viverne sono draghi a due zampe che utilizzano gli artigli posti sulle ali come arti anteriori, mentre il drago vero e proprio ha quattro arti più le ali. Nello Hobbit Smaug è un drago enorme e nell’adattamento di Jackson non ha quattro zampe, e questa ha suscitato molte polemiche tra i Tolkeniani DOC. Anche in GOT se uno volesse fare il nerd puntiglioso, quelle cosine squamose che sbranano vitelli non sono draghi al 100%. Si lo so, dopo questo commento troverò marito nel 2000mai… 🙁

  8. No, vabbé, Caterina non disperare : il mondo è pieno di esperti di dragologia che saranno innamorati pazzi di te dopo questa precisazione ! 😀

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