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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: Recensione dell’episodio 6.06 – Blood of My Blood

Game of Thrones

Game of Thrones torna questa settimana con un episodio molto più normale rispetto al precedente, in cui nel finale è stata fatta luce su Hodor e la sua storia, ma non per questo meno bello. La rivelazione può essere stata certo in qualche modo emozionante, ma personalmente più che questi ultimi minuti ho preso in considerazione la totalità dell’episodio: in tutto il restante minutaggio, infatti, è stata una puntata di impronta più “classica” come questa sesta, in cui i personaggi muovono piccoli passi avanti e nascono nuove alleanze o, al contrario, vediamo delle rotture che portano avanti la storia.

Per ricollegarci al finale del quinto episodio, questo riprende proprio da Bran che viene trainato con fatica e paura da Meera che poi è costretta ad arrendersi all’avanzata degli Estranei. Ma è proprio nel momento in cui tutto sembra perduto che vengono salvati da un personaggio della cui morte non eravamo per nulla convinti (e a quanto Game of Thronespare capita spesso!): Benjen Stark. Ovviamente morto un protettore se ne doveva fare un altro e quindi ecco il caro zio redivivo pronto a proteggere quel nipote che ormai è il nuovo Corvo con Tre Occhi.

Purtroppo, però, Bran non ha avuto il tempo di imparare e quindi tutta la storia del mondo passa nella sua testa senza che lui abbia il controllo sul suo potere. Le sue visioni in fermo immagine sono molto interessanti (se non l’avete ancora fatto, una veloce ricerca su Google vi approfondirà l’argomento) e spaziano da fatti che abbiamo già visto ad altri che ci devono ancora raccontare, siano essi passati o futuri, come ad esempio la storia mai realmente raccontata di ciò che successe a Lyanna Stark quando si trovava ad Approdo del Re, sulla quale ha sempre aleggiato un alone di mistero.

Questa parte l’ho trovata interessante anche se occupa un minutaggio non certamente elevato. Come spesso avviene in Game of Thrones, infatti, le storyline mostrate in un’unica puntata sono varie e questa non fa eccezione. Seguiamo tutta la parte di Sam che torna a casa da una madre desiderosa di rivedere suo figlio ed un padre che è proprio lo stronzo che il ragazzo ricordava. Fa tenerezza quando viene difeso da Gilly, impietrito di fronte alla cattiveria del padre. Il racconto è abbastanza lunghetto e al principio sembra un modo per allungare inutilmente il brodo. Invece, alla luce della sua finale e coraggiosa decisione di scappare portando con sé la preziosa spada di acciaio di Valyria: il tutto credo che sarà fondamentale in ottica futura.Game of Thrones

Nel frattempo, l’alleanza tra Lannister e Tyrell per salvare Margaery dalle grinfie dell’Alto Passero non va a buon fine perchè lui è un passo avanti rispetto alle due casate. Riesce a portare re Tommen dalla sua parte e quest’ultimo e la sua sposa governeranno unendo corona e credo religioso. Non ci sono dubbi che quel boccalone di Tommen creda davvero a tutto questo; su Margaery, invece, ci sono forti dubbi: lei sa il fatto suo e non è una persona che si fa convincere così facilmente. Sta sicuramente fingendo di crederci davvero in primo luogo per essere libera e poi per mettere in atto un qualche piano e riprendersi il fratello. Le conseguenze più immediate di tutto ciò vedono un Jaime costretto a partire per aiutare l’esercito di Walder Frey, con una Cersei che lo incita alla “vendetta dei Lannister”.
Inoltre vediamo Arya disobbedire a Jaqen H’ghar salvando l’attrice che doveva morire e per questo ora rischia la vita. Lei non è mai stata Nessuno e non lo potrà mai essere perchè la sua indole, il suo coraggio ed il suo essere fiera del nome che porta la spingono a seguire sempre la strada che trova più giusta. E così, come a sancire il ritorno di Arya Stark e per ricordarsi bene chi è e da dove viene, per potersi difendere lei va a recuperare Needle messo da parte tempo fa, quando si illuse di poter essere Nessuno.
Gli ultimi minuti di episodio sono dedicati ad un’altra coraggiosa ragazza che però per ora ci ha abituato a molte prediche e pochi fatti. Come in un film già visto Daenerys Game of Thronesa cavallo di un drago incita il suo popolo ad attraversare il Mare Stretto e combattere per lei per prendersi il Trono di Spade. Ovviamente le servono anche delle navi che tho vè, stanno giusto arrivando da lei da certi marinai in fuga dalle Isole di Ferro. Speriamo smetta di fare proclami e si butti nella battaglia perchè con tre draghi e tutti quegli uomini poteva essere regina già da un pezzo. Ma si sa, la narrazione deve continuare, quindi chissà quanto ci vorrà per vedere tutto ciò.

Nell’attesa noi ci godiamo una sesta stagione di Game of Thrones che pareva essere partita un po’ a rilento, ma che sta mettendo le pedine al giusto posto e ci sta mostrando eventi davvero interessanti che porteranno certamente a grandi avvenimenti.

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6.06 – Blood of My Blood
  • Pedine sullo scacchiere
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