Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: Recensione dell’episodio 6.01 – The Red Woman

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In questi anni la serie ispirata ai libri di George RR Martin ci ha abituati ad uno schema ricorrente nella strutturazione delle stagioni: una prima puntata introduttiva con pochi ma efficaci colpi di scena, una nona in cui accade l’evento clou preparato dai precedenti episodi ed una decima in cui vediamo, tra una morte e l’altra, la chiusura di alcune storie e l’apertura di altre. Uno schema classico, tutto sommato, variato di poco solo nella quinta stagione, in cui è stato l’ottavo episodio, Hardhome, quello in cui accade effettivamente qualcosa di interessante, almeno per me che scrivo.

game of thronesThe Red Woman, primo episodio di questa chiacchierata e ansiosamente attesa sesta stagione, segue in pieno il modello di cui sopra. Si parte, ovviamente, dove l’ultima puntata ci aveva lasciato, mettendo un punto più o meno definitivo alla questione che ha tormentato in questi mesi i fan della serie: Jon Snow è morto. Il suo corpo giace tra le neve, in una pozza di sangue, mentre tra le prime luci dell’alba il suo metalupo piange la dipartita del suo padrone. Ne raccolgono le spoglie Ser Davos, Edd e i suoi compagni e infine Melisandre, colei che si riteneva potesse in qualche modo essere una chiave di svolta in questa faccenda, quella possibilità di riportare in vita uno dei personaggi più amati.
Ma quella del Lord Comandante non è l’unica morte a cui è dedicata la prima parte di questa puntata. Ramsey piange, a suo modo, la morte di Myranda, salvo poi dare in pasto ai cani la sua carne. Cersei deve affrontare, di nuovo, il dolore accogliendo a King’s Landing il corpo della figlia Myrcella. Morte e dolore ma anche sete di vendetta, quella necessità imperante di riportare quell’equilibrio che si crede personalmente giusto. Alla Barriera Edd decide di andare a chiedere aiuto ai Bruti per sconfiggere Thorne, Ramsey manda i suoi soldati e i suoi segugi alla ricerca di Sansa e Theon, Jamie convince Cersei che loro, i Lannister, avranno ciò che spetta loro con gli interessi. A queste parole seguirà di certo nelle prossime puntate una lunga scia di sangue, inaugurata proprio in questa da Brienne, la quale riesce finalmente ad essere accettata da Sansa dopo aver dato il benservito alle guardie dei Bolton e aver salvato la ragazza dalla follia del marito.

game of thronesIl tema della vendetta ritorna anche nella seconda parte di The Red Woman, dedicata tutta all’universo femminile della serie. Ellaria e le Serpi portano avanti il loro piano di morte, uccidendo il Principe Doran e il figlio e prendendo di fatto il potere. Margaery è chiusa in quella cella buia e sporca in cui abbiamo visto Cersei dimenarsi la scorsa stagione. Lontana da Meeren, dove Tyrion e Varys devono fronteggiare l’ennesima rivolta promossa dai Figli dell’Arpia, Daenerys si trova di fronte all’ennesimo passo in dietro verso il Trono. Il percorso di formazione di Arya “per diventare nessuno” diventa ora più difficile, vista la sua cecità.
A lei, alla donna a cui fa riferimento il titolo, spetta il compito di chiudere l’episodio e di concedere quel colpo di scena che aspettavamo dal primo minuto. Lei stessa aveva detto a Selyse che la pelle non è che un guscio e forse fino ad ora non avevamo ben capito il vero senso delle sue parole. Non che il tòpos della strega centenaria che si trasforma in una donna bellissima sia nuovo al mondo seriale, ma potrebbe in molti casi rivelarsi un interesse spunto narrativo. L’unica perplessità che questa svolta introduce è legata a quello che sembra essere l’oggetto custode della giovinezza di Melisandre, quel collare che dovrebbe racchiudere tutto il suo potere. Abbiamo già visto la donna nuda e senza quel gioiello addosso, eppure in quei casi the Red Woman aveva mantenuto l’unico aspetto che finora conoscevamo. Vedremo come gli sceneggiatori giustificheranno questo possibile errore di continuità.

game of thronesLa sesta stagione di Game of Thrones parte in sordina, con un primo episodio che come i suoi predecessori ha il compito di riprendere le fila di questa intricata saga. Ad ogni storia, ovviamente, non possono che essere dedicati che pochi minuti, creando così nello spettatore la voglia, purtroppo non saziabile, di vedere l’episodio successivo. E se uno degli scopi di una serie è proprio quello di fidelizzare il suo pubblico, il rischio che il Trono di Spade ha sempre corso dalla sua partenza è quello di allontanare gli spettatori più impazienti. C’è ancora tanto da raccontare, il tanto decantato Inverno non sembra ancora che un miraggio e dedicare tempo e fatica a storyline che al momento sembrano alquanto marginali non fa che aumentare la frustrazione di chi, come me ma credo di non essere l’unica, è poco interessato agli intrighi di corte e alle storie terrene. Il mistico e il sovrannaturale sono sempre state le parti più interessanti di questa serie e di certo questo twist nella storia di Melisandre, se ben gestito, potrà offrire scenari interessanti.

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6.01 - The Red Woman
  • Hanno ammazzato Jon Snow, Jon Snow è vivo!
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