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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: Recensione dell’episodio 5.08 – Hardhome

…tutti i cuori irrequieti del mondo cercano la strada di casa…

Casa: il dizionario la definisce sia come luogo di origine, sia come uno scopo, una destinazione. Il primo significato è stato letteralmente spazzato via in Game of Thrones sin dalla prima puntata del telefilm, quando la bufera iniziata dai Lannister ha cominciato a trascinare con sè una serie di azioni a domino che hanno destabilizzato, spodestato e letteralmente raso al suolo anche le più salde fondamenta come quelle di Grande Inverno.

Non bastano i bei ricordi per colmare quel vuoto che sente Sansa e quel terrore che prova mentre è imprigionata in quelle che sono le mura dove è nata e cresciuta, mentre fuori la neve copre qualsiasi via d’uscita allontanandola sempre di più dalla sua utopica fuga. Solo la rivelazione di Theon trono-di-spade-bannersembra scaldarla un po’ in quel mare di gelidi rapporti da cui è circondata, alimentando ancora un po’ quella flebile fiammella di speranza e gioia che è riuscita a tenere accesa. E nemmeno Cersei, che mai si sarebbe immaginata di restare imprigionata nelle mura della sua stessa casa si sente sicura, costretta a subire una punizione per il suo passato e i peccati commessi. Non ci sono più coppe di vino da bere, nemmeno abiti eleganti da indossare o persone con cui parlare; le sue giornate ora sono scandite da mestoli di acqua rovesciati per terra e da una figura di chiesa che, colpendola con lo stesso mestolo, la sprona a confessare i suoi peccati. Sola e abbandonata, Cersei può fare affidamento solo sul maestro Qyburn che sembra essere la sola persona che vuole interagire con la regina.

Sia Cersei che Sansa sono entrambe prigioniere nelle loro rispettive case, dove i muri una volta familiari e caldi si rivelano essere le loro prigioni e un luogo da dove sognare di evadere. E se stiamo parlando di cuori irrequieti non possiamo fare a meno di citare Jorah Mormont che ancora una volta viene rifiutato da Daenerys, costretto ad abbandonare Meereen e lasciato da solo con la malattia che gli sta pian piano rubando la vita. Jorah Mormont sta sacrificando tutto se stesso e gli ultimi istanti della sua vita per perorare la sua causa e sentirsi finalmente perdonato e morire così tra le mura di una casa che lo accolga e ne riconosca il suo onore. La missione suicida di John è a dir poco esemplare; senza padre né altre persone con cui passare i suoi ultimi momenti di vita, Mormont decide di vendersi agli Schiavisti, lottando (in senso fisico) con tutte le sue ultime forze perzEpA8yx avere ancora la riconoscenza di Daenerys. Tyrion, del canto suo, non ha più una casa in cui andare ma decide di provare a costruirne una nuova cancellando i resti di quella vecchia, consegnandosi a Daenerys e aiutandola a costruire da capo quel mondo di caos e guerre che la sua famiglia ha creato. L’alleanza tra i due è forse la più perfetta che il telefilm ci potesse offrire; la smania di conquista e la voglia di portare la pace che hanno nelle ultime puntate messo più volte in confusione la Regina dei Draghi verranno da questa puntata limate e perfezionate dai consigli razionali e dalla Machiavellica astuzia di Tyrion che ancora una volta diventa in tutto e per tutto il Primo Cavaliere di un ipotetico mondo ancora da costruire.

Senza casa e senza identità è invece Arya, a cui viene affidata la parte “mistica” del telefilm, in una missione che la vede impegnata ad imparare a diventare nessuno, prima di diventare qualcuno. Il Dio dei mille Volti sembra essere una sorta di mediatore e giudice che accoglie e condanna le persone che fanno del male nel mondo. Il “gioco” di cui ancora non si conoscono le regole sembra portare Arya a crearsi un’identità fasulla imparando ad indossare una maschera e un volto del tutto nuovo.

Sempre più lontano e difficile è invece il cammino di Jon Snow che dall’alto della Barriera decide di scendere per patteggiare con il nemico per proteggere in un unico fronte la minaccia sulla sua “casa” e sul mondo di cui lui è il più importante Guardiano. Se è vero che i Guardiani della Notte devono sorvegliare e lottare per il mondo che sta alle loro spalle, Jon Snow prende a cuore questo compito e decide di andare contro i suoi fratelli, accogliendo tra le mura della Barriera i suoi nemici. Ma il viaggio verso Hardhome, il paesino dove si sono rifugiati gli ultimi Bruti sopravvissuti all’assalto della Barriera si complica improvvisamente. Non basta la neve a gelare i rapporti tra le due fazioni che per anni si sono fatte la guerra e si sono uccise a vicenda, un assalto ?format=750wpianificato e improvviso (anche per i lettori dei libri) occupa gli ultimi 15 minuti di questa puntata che improvvisamente cambia marcia. Come una valanga che non lascia il tempo di riflettere, sulle montagne che circondano Hardhome si schierano migliaia di Estranei che si fiondano sul paesino devastando e mietendo vittime. Quindici minuti di puro terrore e adrenalina, in cui perdono la vita migliaia di Bruti e migliaia di possibili alleati dei Guardiani della Notte che si rialzano alla fine della puntata per aggregarsi alle schiere di morti degli Estranei.

La battaglia è forse la più feroce e sanguinosa finora mostrataci che si risolve con la fuga di Jon Snow sull’ultima barca diretta alle navi attraccate al largo. Jon Snow si salva grazie all’acciaio di Valyria di cui è fatta la sua spada lasciandosi però alle spalle le uniche armi in grado di uccidere gli Estranei. Lo sguardo che si lanciano i due da una par17431554te all’altra del molo fa intendere che la vera sfida è alle porte e Jon Snow dovrà fare di tutto per convincere i suoi fratelli corvi che questa volta, più velocemente di quanto poteva immaginarselo, l’inverno sta arrivando.

Questa battaglia ad Hardhome piomba sugli schermi così improvvisamente da non darci neppure il tempo di assimilare che mancano ancora due puntate alla fine della stagione. Questa stagione purtroppo non ha brillato di contenuti e anche questo ottavo episodio sembrava proseguire sulla falsa riga degli altri sette. Ma la seconda parte della puntata regala un’accelerazione improvvisa a questa ruota, impennando in una battaglia che ridà vita alla stagione. Molto probabilmente questa sarà l’unico asso nella manica per quest’anno e di sicuro non assisteremo all’attesissima battaglia tra Stannis e Ramsay. La ruota delle case è passata improvvisamente in secondo piano, tutto l’interesse ora volge a Nord, lontano da essa.

E mentre a Meereen Daenerys brama di distruggere questa ruota delle Case che ha già iniziato ad incepparsi, una nuova minaccia dal Nord si sta pian piano avvicinando: sarà il fuoco dei Draghi a distruggerla o sarà il freddo gelido dell’inverno e l’orda degli Estranei a cancellare qualsiasi dinastia in Westeros?

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