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Game of Thrones: Recensione dell’episodio 5.05 – Kill the Boy

Troverai poca gioia nel comandare. Ma, con un po’ di fortuna, troverai la forza di fare cio’ che va fatto. Uccidi il ragazzo, Jon Snow. L’Inverno e’ quasi giunto. Uccidi il ragazzo. E lascia che nasca l’uomo.

game-of-thrones-505-aemon-jonsnowCome lo stesso titolo annuncia, in questa puntata di Game of Thrones un ragazzo muore. E anche se, visto il modo in cui Weiss, Benioff e compagnia bella ci hanno educato ormai a pensare, pensiamo subito che davvero qualcuno morirà, questa volta ci sbagliano. Non che non ci sia un funerale o un morto in questo episodio, ma per fortuna almeno questa volta sono tutti maggiorenni.
Il ragazzo a cui fa riferimento il titolo è Jon Snow. Da figlio bastardo a Lord Comandante dei Guardiani della Notte il passo non è stato breve e di sicuro neanche indolore. Ma bisogna riconoscergli che il ruolo gli si confà. Anche perché Jon Snow a quanto pare le decisioni tattiche sembra sia in grado di prenderle molto meglio dei suoi predecessori.
Ma serve un ultimo piccolo incoraggiamento, un’ultima piccola spinta, a portarlo a vestire davvero i panni di Lord Comandante. Aemon Targaryen è quella spinta, quell’aiuto. Le sue parole non solo confortano Jon, ma lo aiutano a comprendere che essere al comando implica una crescita, una maturità che lui è in grado di raggiungere. Essere al comando significa prendere delle decisioni che molti non capiranno, ma che saranno in grado di mantenere la promessa che i Guardiani della Notte da ottomila anni pronunciano nel loro giuramento: essere lo scudo che veglia sui domini degli uomini. E gli uomini abitano da questa e dall’altra parte della Barriera.

game-of-thrones-505-boltonA Grande Inverno intanto continua la saga dei Bolton. Se avevamo un qualche possibile dubbio sulla parentela tra l’uomo dai tratti gentili, ma crudele e calcolatore quando serve, Roose Bolton e l’imprevedibile, psicolabile Ramsay Bolton, credo che questa puntata sia davvero chiarificatrice. Il racconto di Bolton padre del concepimento di Ramsay ai piedi dell’albero a cui aveva appeso il marito della madre rende più chiaro il quadro. Un quadro in cui Sansa Stark si trova in qualche modo prigioniera, in cui deve sedere alla tavola di un uomo che non pare affatto pentito di aver ucciso sua madre e suo fratello e dover al contrario ascoltare le scuse di chi avrebbe ucciso i suoi fratelli, ma in realtà non lo ha fatto.
Non credo che a Sansa servisse ancora altro per capire che il suo futuro marito non è proprio uno stinco di santo, ma credo che l’incontro con Theon l’abbia sempre di più convinta della stranezza delle persone che ora abitano casa sua. Ora non rimane che vedere come si muoverà e quali carte giocherà. Se mantenerà quella purezza ed ingenuità che l’ha da sempre contraddistinta, rendendola a volte anche fastidiosamente statica e poco reattiva a tutte le torture che nonostante la sua tenera età ha subìto, o se, finalmente, inizierà a giocare sporco anche lei, mettendo in pratica gli insegnamenti del suo nuovo bbf Littlefinger. La trasformazione fisica è ormai evidente, chissà se interiormente il cuore della lady di casa Stark si è macchiato davvero di nero.

Intanto godiamoci ancora per un po’ il piccolo pazzo mondo di Ramsay Bolton, e della sua amante Miranda. Prima che arrivi la grande, meravigliosa armata di Stannis Baratheon che, a quanto pare, non si sta solo preparando a combattere una guerra da questa parte della Barriera, ma sembra stia già studiando un modo per far fuori i veri cattivi, gli Estranei. E sembra proprio che chiederà di nuovo consiglio a Samwell Tarly.

Se al Nord ci si prepara a combattere,  nel continente Orientale le cose non sembrano andare ancora granché bene.
La scorsa puntata si era conclusa con il timore / speranza di non perdere uno dei personaggi moralmente più intaccabili della serie. Si, io ci ho sperato che non ci abbandonasse anche lui, ma visto che Valar Morghulis, addio anche a te Ser Barristan Selmy. Che la terra ti sia lieve.
La dipartita dell’ultimo uomo di cui potersi fidare ciecamente costringe Danaerys a tirare fuori i denti finalmente e a far scendere in campo qualcuno (direi più qualcosa) che non teme rivali. Ma dal dar in pasto ai suoi draghi i capi di tutte le grandi famiglie di Meereen al decidere di sposarne uno, il passo per Danaerys sembra breve. Credo proprio che la giovane abbia bisogno di un valido consigliere e non di ascoltare di volta in volta il parere di uno o dell’altro e prendere così decisioni che, almeno all’apparenza, sembrano cozzare l’una con l’altra.
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L’ultima parte di questo episodio è forse la più interessante, visto che ci concede di visitare finalmente un territorio ancora non esplorato. Per la prima volta vediamo Valyria in tutta la loro splendida decadenza.
Mormont e Tyrion percorrono il Mare Fumante raccontando quello che le immagini non possono dire a voce ma che nella loro bellezza distrutta descrivono: la storia di una città, ricordata da tutti come la città più bella del mondo, devastata dal Disastro. “Le colline che si aprirono e il nero che ingoiò la notte. Le fiamme che s’innalzarono così alte e roventi che perfino i draghi presero fuoco le ultime immagini a colpire i loro occhi. Una mosca su di un muro le onde che il vento del mare, fece sbattere… e agitare. La città dai mille anni e quanto gli uomini ebbero appreso il Disastro li consumò, senza alcuna distinzione. E nessuno potè più voltarsi.”
A rovinare il momento di malinconia ci pensa prima Drogon, il più irrequieto dei figlioli di Danaerys, che solca imponente il cielo e fa quasi schizzar fuori gli occhi di Tyrion dalle orbite, e poi delle creature conosciute a Westeros come gli Uomini di Pietra, affetti dal Morbo Grigio di cui è malata anche Shireen Baratheon. E anche qui, e soprattutto qui a Valyria, vale il detto Valar Morghulis. Credo che anche Jorah Mormant ci lascerà presto.

Una puntata in linea con quello che abbiamo finora visto in questa quinta stagione: molti, tanti, troppi discorsi ad aiutare gli sceneggiatori a raccontare quello che in dieci episodi soltanto non riuscirebbero a fare e dieci ultimi minuti finali in cui succede di tutto e di più. Finchè ovviamente non arriveremo alla nona puntata. E tutto fa sperare che finalmente vedremo il faccia a faccia tra Stannis e i Bolton.

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5.05 - Kill the boy

ancora in viaggio...

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Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

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5 Comments

  1. Si però GOT anche basta! Ma porca miseria siamo a metà stagione e non è successo nulla…e in questo episodio stranamente succedono molte più cose che nei precedenti. C’è un ritmo tutto sbagliato quest’anno, sembra di stare in quella situazione in cui sta per nevicare, c’è silenzio nell’aria ma ancora non si vedono i fiocchi di neve cadere…una profonda, infinita ed estenuante attesa che qualcosa si sblocchi, che qualcuno perda la testa, che qualcuno muoia o resusciti…non mi resta che sperare nelle torture di Bolton su quella triglia credulona di Sansa stark…

  2. Ma la smettiamo di dire che non succede NULLA? Ma ve le siete dimenticate le prime 3 stagioni? I ritmi erano gli stessi, calmi e pacati, con pochi avvenimenti importanti a puntata. Nel leggerti mi viene in mente il famoso “Winter is coming”….ma st’inverno lo stiamo ancora aspettando! GoT è SEMPRE stato così!!! Salvo quei 2-3 episodi a stagione dove succedeva il finimondo (esclusa la quarta stagione che per motivi logistici [vedasi libri carichi di eventi] è stata una continua escalation)! Si aggiunga che quasi 3/4 del quarto libro da cui inizia questa stagione sono lenti e poveri di eventi ed l’arcano è svelato. Ma da qui a dire che “non succede nulla da 5 episodi” mi sembra una vaccata bella e buona!

  3. Ma io direi che la situazione è diversa: nella prima era chiaro che all’inizio gli episodi dovessero essere introduttivi, quindi nessuno se ne è mai lamentato. La seconda e la terza non hanno mai avuto un ritmo così sbilanciato, e il fatto che nei libri non succeda nulla non giustifica la lentezza narrativa, sta facendo televisione porca miseria, ci sono solo dieci episodi l’anno di GOT ma perché sfanculizzarli così? Io ho passato i primi quattro episodi guardando il timer e ripetendomi “ora succederà qualcosa” e esclusi i casi di sbudellamenti negli ultimi cinque minuti, poi l’intero episodio è un brodo di scene di viaggio a caso…quello che voglio dire è che tutto quello che è stato mostrato in questa prima metà stagione poteva essere condensato agilmente in due episodi, e invece c’è proprio una trama adagiata sugli allori degli ascolti. Poi per carità stiamo parlando di un ottimo prodotto, recitazione favolosa come sempre, effetti speciali e ambientazione bellissimi, ma manca qualcosa. Io ho proprio la sensazione che a questi episodi visti, manchi qualcosa…non lo so se è una vaccata ma sicuramente è un sentire che precedentemente non ho avuto. Forse perché più o meno c’era sempre un cattivo che ora non c’è più, forse perché il mio personaggio preferito Tywin ha tirato il calzino, forse perché il tema religioso non è proprio il mio preferito, però ecco non arrivo a fine episodio soddisfatta…e a leggere in giro non sono la sola…

  4. Impossibile condensare gli eventi necessari per un quadro futuro più grande in soli 2 episodi, lol!
    E no, la terza stagione non la ricordi bene se dici che non aveva questi ritmi…li aveva persino peggiori! La terza stagione si riassume in “Jon fa qualcosa al di là della Barriera, Jon si scopa Ygritte al di là della Barriera, Jon e i Bruti si dirigono verso la Barriera ed il Red Wedding”. Stop. E tutto questo in 10 puntate. WOW!
    E non è una scusa quella “della stagione di presentazione”…secondo il tuo punto di vista non puoi permetterti 10 episodi di presentazione! XD
    Semplicemente, GoT è SEMPRE stato così, questo è il suo naturale incedere.
    Il problema è che dopo la quarta stagione carichissima di eventi, tornare ai soliti ritmi fa male…senza contare che dopo tutti i plot twist precedenti, un attimo di respiro e di preparazione È NECESSARIO! Non sono episodi vuoti, ma di preparazione…e ne succedono di cose, a mio parere!
    Infine, certo che è una scusa il materiale cartaceo…anzi, gli autori stanno facendo fin troppo i salti mortali per poter offrire qualcosa, non puoi immaginare la palla che è il quarto libro! XD

  5. Io non guardo la serie ma ho letto i libri e l’ultimo (ma pure il penultimo) è di un’inutilità sopraffina, quindi è anche plausibile che non succeda nulla. Anche perchè (e parlo sempre da lettrice) ad un certo punto si ha l’impressione che nessuno arriverà mai da nessuna parte se non nel finalissimo e che tutto quello che sta in mezzo sia quindi acqua per allungare il brodo. Se poi uno ci mette pure il fatto che i protagonisti muoiono come mosche (nella certezza quindi che effettivamente non arriveranno mai da nessuna parte) allora è naturale che la frustrazione aumenti. Scusate l’intromissione da non telespettatrice ma semplice lettrice 😉

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